Conclusi i restauri dopo il sisma del 2016. Ministro Giuli: “è commovente tornare qui e sapere che ce l’abbiamo fatta. La comunità nursina si fa modello per l’Italia e per l’Europa”.

NOTIZIE STORICO-ARTISTICHE

La Basilica sorge nel luogo dove si ritiene sorgesse la casa dove, verso il 480, nacquero i Santi Benedetto e Scolastica. Già danneggiata da un sisma nel 1859, la basilica presenta una facciata in stile architettonico tipicamente umbro, con parti risalenti a periodi diversi, dal campanile gotico come il portale, agli elementi decorativi che vanno dal 500 al XIX secolo. L’aspetto della basilica è mutato nei secoli e dopo i due gravi terremoti. Leggi qui:
https://uss-sisma2016.cultura.gov.it/interventi-sul-territorio/umbria/basilica-san-benedetto-norcia/
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PRESENTAZIONE DEI LAVORI DI RICOSTRUZIONE E RESTAURO DELLA BASILICA DI SAN BENEDETTO A NORCIA

A nove anni esatti dalla scossa di magnitudo 6.5 che il 30 ottobre 2016 distrusse l’ottanta per cento delle superfici della Basilica di Norcia, sono stati presentati i lavori che segnano la conclusione del “percorso di rinascita” della Basilica di S. Benedetto. 

L’Ufficio del Soprintendente Speciale per le aree colpite dal sisma 2016, dal 2024 guidato da Claudia Cenci, ha curato tutte le attività connesse all’affidamento della progettazione, alla realizzazione dei lavori e al collaudo, in qualità di soggetto attuatore e stazione appaltante e rendicontato tutte le spese inerenti ai fondi comunitari.

Contributo fondamentale e punto di partenza per il recupero del monumento è stato “l’atto di indirizzo per l’elaborazione del documento preliminare alla progettazione della Basilica di San Benedetto a Norcia” prodotto dalla Commissione presieduta da Antonio Paolucci e a cui ha preso parte anche Giovanni Carbonara, da cui è derivata una «soluzione progettuale che contemplasse la ricollocazione del materiale storico recuperato dai crolli, valorizzasse le testimonianze storico-artistiche superstiti e gli affreschi emersi dalle pareti crollate», realizzando un intervento di ricostruzione molto complesso nel rispetto delle discipline del restauro conservativo, consapevoli del valore storico, artistico, culturale e devozionale del bene stesso.

I LAVORI

I lavori per un importo complessivo pari a € 12.134.821,42 – garantito dai fondi europei POR-FESR 2014-2020 messi a disposizione dalla Regione Umbria e regolato da una apposita convenzione sottoscritta con il Ministero della Cultura dall’Ufficio del Commissario Straordinario sisma 2016, ora presieduto dal Sen. Guido Castelli, e dalla sponsorizzazione tecnica di Eni sono stati realizzati dalla CoBAR in due lotti prestazionali, senza alcuna soluzione di continuità a partire da dicembre 2021.

Il primo lotto – a cura del Ministero della Cultura, avviato nel dicembre 2021 e concluso a novembre 2023 –  ha riguardato la parte strutturale e la ricomposizione dell’involucro architettonico, nel pieno rispetto delle indicazioni della Commissione di indirizzo voluta dal MiC; il secondo lotto – lavori condotti grazie alla sponsorizzazione tecnica di Eni – ha invece riguardato il restauro e la ricostituzione delle superfici ed apparati decorativi, nonché la riabilitazione impiantistica e funzionale.

Il gruppo di lavoro interdisciplinare messo in campo dal responsabile unico del progetto, l’ing. Paolo Iannelli, ha permesso un continuo e costante coordinamento delle diverse fasi di indagini, progettuali, esecutive, procedurali e organizzative e la necessaria sinergia tra le varie amministrazioni coinvolte, riuscendo a contemperare le diverse esigenze ed individuare di volta in volta le soluzioni procedurali, operative e logistiche tali da garantire la massima efficacia e tempestività nell’espletamento dei lavori e nel rispetto del cronoprogramma esecutivo.

La direzione lavori e la direzione scientifica è stata affidata ai funzionari della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’Umbria, oggi guidata dalla Soprintendente dott.ssa Francesca Valentini, affiancati da esperti esterni (architetti, strutturisti, restauratori e impiantisti). Direttore dei lavori l’arch. Vanessa Squadroni, direttori operativi per gli aspetti archeologici e per gli aspetti storico-artistico rispettivamente la dott.ssa Gabriella Sabatini e il dott. Giovanni Luca Delogu. 

Non meno importante è stata la collaborazione con S.E. Mons. Renato Boccardo e con la Diocesi di Spoleto-Norcia, proprietaria del bene, e il rapporto con tutta la comunità di Norcia che ha costantemente fatto sentire la sua vicinanza con continue sollecitazioni e attraverso un supporto emotivo e partecipativo nei diversi momenti di apertura pubblica del cantiere.

IL MINISTRO GIULI: “NORCIA CHE RINASCE”

«Celebriamo un momento di straordinaria importanza: la rinascita della Basilica di San Benedetto, nove anni dopo le terribili scosse che ne avevano distrutto gran parte. È qualcosa di commovente tornare qui e sapere che sì, ce l’abbiamo fatta, ce l’avete fatta, perché siete voi, cittadini umbri i protagonisti di questa storia di rinascita. È la comunità nursina che si fa modello per l’Italia, si fa modello per l’Europa, che si fa centro di storia culturale, capace di racchiudere da tempo immemorabile in modo mirabile gli aspetti simbolici, religiosi, estetici della nostra comune civiltà».

Lo ha detto il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, intervenendo a Norcia in rappresentanza del Governo di Giorgia Meloni, all’incontro per la presentazione dei lavori di ricostruzione della Basilica di San Benedetto, distrutta dal terremoto del 30 ottobre 2016

«Sappiamo che gli umbri sono i più antichi abitanti dell’Italia – ha continuato il Ministro – e di questo portiamo vanto. Sappiamo benissimo che la nostra storia è costellata da eventi che ci impongono di lottare con le condizioni climatiche. Ma abbiamo imparato, dai nostri antenati, da noi stessi, dai modelli di riferimento che la storia ci ha offerto, che quando una comunità è viva e coesa, è consapevole di se stessa, non c’è avversità che possa sconfiggerla».

«È giusto parlare quindi di percorso di resurrezione, è giusto perché è una rinascita, una resurrezione, un ritorno alla vita. Sento il bisogno di ricordare che per il Ministero della Cultura i luoghi del sisma del Centro Italia sono appunto luoghi del cuore tutti quanti. Il cosiddetto cratere del terremoto affratella l’Umbria, le Marche, il Lazio e l’Abruzzo. Il Governo di Giorgia Meloni ha dedicato e dedica la massima attenzione, secondo i ruoli che ciascun rappresentante ricopre dal punto di vista istituzionale, oltre che come semplici cittadini e amanti delle nostre tradizioni e della nostra civiltà, proprio a questi luoghi», ha concluso Giuli.

C.S.M.F.
Fonte: tratto da sito e da comunicati stampa MiC 29 e 30 ottobre 2025
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