Palazzo Reale, Teatro del Falcone: preziosi manufatti dal Medioevo al ‘500. Prestiti dal Louvre e da altri musei europei ed italiani. Dipinti su tela e tavola, bassorilievi, sculture, oreficeria, stampe, miniature, oggetti decorati.

La mostra è la prima importante rassegna dedicata a san Giorgio, uno dei quattro santi patroni di Genova. La sua figura, simbolo di protezione, è diffusa sin dal Medioevo nelle immagini religiose, sui portali dei palazzi, nei documenti ufficiali come nel gonfalone della città: la sua bandiera sventola ancora oggi sui palazzi pubblici. Patrono dei cavalieri, invocato come protettore dalla peste, il legame tra san Giorgio elaRepubblica di Genovasi intreccia nel corso dei secoli. 

Una selezione di preziosi manufatti – dall’epoca medievale alla metà del Cinquecento – offre un ricco percorso tra preziosi dipinti su tela e tavola, bassorilievi, sculture, oreficeria, stampe, miniature, oggetti decorati in cui la figura del santo viene ripetuta e reinventata da artisti e artigiani. La storia di san Giorgio è protagonista di alcuni capolavori, opere provenienti da collezioni italiane – Cosmè Tura, Ercole dè Roberti, Carpaccio, Mantegna – ed europee, con prestiti da Parigi, Bruxelles, Colonia e Amburgo.

I Musei Nazionali di Genova presentano “San Giorgio. Il viaggio di un santo cavaliere dall’Oriente a Genova”, a Palazzo Reale, Teatro del falcone dal 31 ottobre 2025 al 1° marzo 2026. La mostra è stata resa possibile grazie alla collaborazione di numerosi musei e istituzioni italiani ed europei.

Il percorso tra opere d’arte e approfondimenti in video racconta la creazione del “mito” di san Giorgio, dal martire di epoca bizantina sino alla narrazione medievale che lo presenta come un santo cavaliere in lotta contro il male. Il percorso si conclude con un invito a riscoprire, attraverso immagini suggestive, il prezioso patrimonio cittadino, aiutati da una mappa per andare alla ricerca dell’immagine di san Giorgio, dai portali quattrocenteschi del centro storico sino alle più recenti raffigurazioni nei murales urbani contemporanei.
Mostra a cura di Alessandra Guerrini e Luca Leoncini, Anna Manzitti, Gianluca Zanelli con Michele Bacci, Clario Di Fabio, Michel Huynh, Anna Melograni.

[Maestro del Kyriale K. Kyriale AE (fol. 21 v), 1470 – 1480 Miniatura, Venezia, Abbazia di San Giorgio Maggiore]

IL PERCORSO E LE OPERE IN MOSTRA

La mostra nasce da un lungo percorso che ha coinvolto numerosi studiosi internazionali e istituzioni, per esplorare la figura di san Giorgio e l’ampiezza della diffusione della sua presenza e del suo culto in Europa e nel Mediterraneo.

La mostra parte da un legame speciale, quello dell’antica Genova con il santo. Non è un caso che sia ligure anche il narratore che ci ha consegnato la versione più nota della storia di san Giorgio: Iacopo da Varagine, o da Varazze, Arcivescovo di Genova nel XIII secolo.

La mostra prende le mosse dalla città, per avviare un percorso che si sviluppa negli spazi espositivi del Teatro del falcone, tra opere d’arte e oggetti di provenienza internazionale che riportano l’immagine e l’iconografia di San Giorgio. Questo perché san Giorgio nel Medioevo diventa una vera e propria icona visiva, comune a paesi e realtà molto diverse tra loro.

La mostra testimonia questa ricchezza, nella presenza di materiali diversi e opere provenienti da numerose città italiane ed europee. Il percorso, che accosta pittura, scultura, oreficeria, miniatura, ceramica, incisioni – per citare solo alcune delle tecniche artistiche presenti – procede in maniera tematica e non cronologica.

Apre la mostra un imponente calco da uno dei capolavori assoluti del Rinascimento, il San Giorgio di Donatello che porta idealmente in mostra la sua rappresentazione nelle vesti di un eroe classico. L’opera successiva, un antico portale quattrocentesco si collega subito alla città di Genova e al suo legame indissolubile con la figura di san Giorgio.

Il tema del santo guerriero è quindi al centro della prima sala, in cui sono visibili un’armatura, una spada di inizio Trecento, considerata a Colonia una reliquia del santo, e un prezioso scudo dipinto su cuoio proveniente dalle collezioni del Musée de Cluny (Parigi). La figura di san Giorgio trova la sua perfetta descrizione visiva nel dipinto quattrocentesco di Carpaccio proveniente dall’Abbazia di San Giorgio a Venezia, in cui si vede il santo cavaliere pronto a trafiggere il drago. 

Nel corridoio successivo troviamo due codici miniati, raffinati esempi quattrocenteschi che testimoniano la presenza della figura di San Giorgio sia nei testi civici (Gli Annales genuenses di Giorgio Stella di inizio Quattrocento) sia nei manoscritti con funzione liturgica (il Kyriale dell’Abbazia di San Giorgio di Venezia). La figura del santo convive così contemporaneamente sia in una dimensione religiosa che civile.

Nella sala successiva le opere esposte si concentrano sulla figura del drago – che nei secoli ha rappresentato il male da sconfiggere – sui materiali più diversi: ceramica, argento, bronzo, ottone, marmo. Tra i manufatti esposti è possibile osservare anche alcuni oggetti che incuriosiscono, come gli antichi acquamanili (brocche per versare l’acqua, straordinariamente decorate) o il medaglione della Gilda di san Giorgio (Bruxelles), commissionato dalla corporazione degli arcieri che nella festa annuale della gilda usava il suo uccellino d’argento come bersaglio. La sala ospita anche lo straordinario dipinto su tavola San Giorgio e la Principessa di Anonimo pittore bresciano proveniente dalla Pinacoteca Tosio Martinengo, fortemente voluto in mostra proprio per la sua straordinaria tecnica e i preziosi dettagli. Il soggetto dell’opera è un perfetto esempio iconografico, con tutti i soggetti della leggenda: sono presenti la Principessa, simbolo della salvezza, l’eroe cavaliere, e il drago, simbolo del male, che si muovono sullo sfondo della città liberata – e poi battezzata – per volere di san Giorgio.

Tra le opere in prestito dal Museé du Louvre, un prezioso micro-mosaico trecentesco con tessere in legno, probabilmente destinato alla devozione privata che documenta la varietà di tecniche con cui artisti e artigiani hanno rappresentato la vicenda del santo.

[Andrea Mantegna (Isola Carturo, 1431- Mantova, 1506) San Giorgio, 1459-1460 olio su tavola. Venezia, Gallerie dell’Accademia]

In mostra è presente anche lo straordinario Reliquiario del braccio di san Giorgio, proveniente dal Tesoro di San Marco di Venezia, che colpisce per la raffinata tecnica di oreficeria oltre che per la secolare storia di devozione.

Il percorso prosegue quindi una selezione di opere genovesi – o di provenienza genovese – a partire dal San Giorgio di Luchino da Milano proveniente da Palazzo San Giorgio, probabile primo gonfalone della città. A questo fanno seguito tra gli altri una significativa tavola di Niccolò da Voltri, di primissimo Quattrocento, commissionata dalla comunità genovese residente a Palermo, oggi conservato a Termini Imerese. Le opere liguri si chiudono con il bellissimo dipinto su tavola con San Giorgio e il drago realizzato da Pietro Francesco Sacchi per la chiesa di Levanto nel 1520: l’opera, requisita dalle troppe napoleoniche, venne esposta a Parigi e restituito solo nel 1817.

L’ultima sala della mostra ospita un capolavoro assoluto che è visibile a Genova per la prima volta. Si tratta di un San Giorgio dipinto su tavola da Andrea Mantegna, datato tra il 1459 e il 1461. In questa rappresentazione, che idealmente chiude il percorso, tutto è compiuto. È tornata la pace, il santo è vittorioso e il drago è ormai sconfitto. San Giorgio, raffigurato come un “Perseo cristiano” è realizzato con una straordinaria abilità pittorica. Sulle altre pareti della sala, a confronto, sono collocate due piccole opere di scuola ferrarese, di Cosmè Tura e Ercole dè Roberti. È soprattutto con quest’ultima, anticamente parte del famoso Polittico Griffoni di Bologna, la familiarità più evidente con Mantegna. 

A fine mostra una mappa della città segna l’invito a uscire nelle strade e a ritrovare le antiche raffigurazioni di San Giorgio a Genova: dai portali scolpiti, ad affreschi, dipinti e murales contemporanei.

La mostra è accompagnata dal un ricco catalogo, corredato da un dettagliato apparato iconografico, edito da Dario Cimorelli Editore. 

I VIDEO IN MOSTRA

Una serie di video accompagna il percorso della mostra. Gli interventi di alcuni studiosi si inseriscono così tra le opere, fornendo al pubblico informazioni e chiavi di lettura della figura del santo e della sua iconografia. 

IL COMITATO INTERNAZIONALE

La mostra è realizzata da Ministero della cultura – Musei Nazionali di Genova, grazie al contributo di un comitato scientifico internazionale: Alessandra Guerrini Direttore dei Musei Nazionali di Genova e Musei Nazionali della Liguria; Luca Leoncini Direttore delle collezioni di Palazzo Reale; Anna Manzitti Conservatore delle collezioni di Palazzo Reale; Gianluca Zanelli Direttore di Palazzo Spinola e della Galleria Nazionale della Liguria. Con Michele Bacci Storico dell’arte e professore di Storia dell’Arte Medievale, Università di Friburgo; Clario Di Fabio Professore di Storia dell’Arte Medievale Università di Genova; Michel Huynh Conservateur général, Musée de Cluny, Parigi; Anna Maria Melograni Storica dell’arte, esperta di miniature, coordinatore scientifico del Bollettino d’Arte.

PER I BAMBINI

Ogni bambino può ritirare un quaderno con attività-gioco per esplorare i temi della mostra. Sono scaricabili con QR code alcune brevi audioguide da utilizzare durante la visita in famiglia.

EVENTI COLLATERALI

La mostra è affiancata da un calendario di eventi collaterali tra cui incontri con esperti, visite guidate e visite per famiglie. Il programma viene aggiornato costantemente sul sito di Palazzo Reale.

LA MAPPA PER RISCOPRIRE SAN GIORGIO IN CITTÀ

La mostra si chiude con una grande mappa – riprodotta anche sul dépliant – che è un invito a percorrere la città per riscoprire le immagini di san Giorgio. Si tratta degli antichi portali di fine Quattrocento, sempre visibili nel centro storico, di cui vengono segnalati dodici straordinari esempi: in mostra sono presentate le immagini ad alta definizione di questo straordinario patrimonio collettivo. Non ci sono però solo i portali ma anche gli antichi affreschidella Cattedrale, l’affresco della Cappella di Palazzo Ducale, i dipinti di Bernardo Castello dei Musei di Strada Nuova o lo straordinario ciclo di tre dipinti realizzati da Luca Cambiaso per la chiesa di San Giorgio. Non poteva mancare l’invito a rivedere il grande dipinto sulla facciata di Palazzo San Giorgio a Caricamento e a scoprire i grandi murales contemporanei.

TROVA IL TUO SAN GIORGIO!

Palazzo Reale invita tutti a condividere le immagini di san Giorgio – su Instagram o all’indirizzo mail palazzorealegenova@cultura.gov.it  – per coinvolgere il pubblico nella ricerca delle diverse raffigurazioni del santo. Le immagini creeranno una galleria virtuale collettiva e saranno rilanciate dai profili social del Museo.

[Pietro Francesco Sacchi (Pavia, 1485 – Genova, 1528) San Giorgio e il drago, 1520 olio su tavola. Levanto, La Spezia, Chiesa della Santissima Annunziata, proprietà del Comune di Levanto]

SAN GIORGIO. UN SANTO CAVALIERE

La storia di san Giorgio ci appare come una leggenda, eppure è nota a tutti: la sua figura di santo cavaliere attraversa diverse culture del Mediterraneo ed è ancora oggi centrale in molti paesi del mondo. Le prime fonti del V-VII secolo lo descrivono come un soldato cristiano, originario della Cappadocia, che resiste a molte forme di martirio pur di affermare la propria fede, e viene poi decapitato intorno al 303 d.C. La vicenda originaria progressivamente si confonde con una storia diversa: quella del cavaliere che uccide il suo persecutore, Diocleziano, rappresentato come un mostro serpentiforme. Da qui si diffonde poi la narrazione che tutti conosciamo, con il santo cavaliere che libera una città da un terribile drago e salva la principessa. È l’episodio raccontato nella Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine (1260 circa): l’immagine di San Giorgio che sconfigge il drago si moltiplicherà nelle opere d’arte e nei manufatti medievali. Ancora oggi la figura del santo è conosciuta da tutti attraverso questa rappresentazione.

SAN GIORGIO E GENOVA

Dal 1200 i Genovesi legano la devozione a san Giorgio alla vita civica: il vessillo di san Giorgio e la bandiera con la croce rossa in campo bianco diventano le insegne della città contro i nemici. La raffigurazione del santo si diffonde nelle chiese e nei palazzi, oltre che sui gonfaloni ufficiali.

Nel 1407 a Genova nasce la Casa delle compere e dei banchi di San Giorgio, l’istituzione finanziaria che per secoli gestirà i soldi dei Genovesi, fornendo prestiti e governando territori. Il Banco si lega strettamente all’immagine di san Giorgio, che diventa segno di potere e di appartenenza nei portali in pietra di promontorio o in marmo dei più importanti palazzi della città. Ancora oggi è possibile ripercorrere le vie del centro storico e leggere attraverso le testimonianze scolpite nei rilievi di fine Quattrocento, la storia di questo legame straordinario di Genova con san Giorgio.

C.S.M.
Fonte: tratto da comunicato stampa 30 ottobre 2025
Immagine di copertina: Anonimo pittore bresciano San Giorgio, il drago e la principessa, 1460-1465 circa
tempera su tavola con oro a guazzo e foglia d’argento
Brescia, Fondazione Brescia Musei, Pinacoteca Tosio-Martinengo

SAN GIORGIO
IL VIAGGIO DI UN SANTO CAVALIERE DALL’ORIENTE A GENOVA
31 ottobre 2025 – 1 marzo 2026

Musei Nazionali di Genova
Palazzo Reale | Teatro del Falcone
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