Ca’ Pesaro – Galleria d’Arte Moderna: mostre dell’esponente dell’arte concettuale inglese e dell’artista italiano attivo nel secondo dopoguerra.

Doppio appuntamento espositivo fino a marzo 2026 a Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna. Nelle Sale Dom Pérignon si incontra Terry Atkinson, figura chiave dell’arte concettuale inglese, in una mostra che ripercorre le fasi cruciali della sua ricerca evidenziandone la riflessione sul linguaggio. Mentre nelle Sale espositive del II piano c’è l’esposizione che celebra il centenario della nascita di Gastone Novelli. Una monografica che esplora il suo percorso artistico dal 1957 al 1968, attraverso circa 60 opere, che evidenziano l’influenza di Novelli nell’arte del secondo dopoguerra e il suo legame con la città di Venezia. Un legame che si rinnova con l’ingresso in collezione di due opere, donate dagli eredi.


TERRY ATKINSON. L’ARTISTA È UN MOTORE DI SIGNIFICATI
15 novembre 2025 – 1 marzo 2026
Venezia, Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna Sale Dom Pérignon II piano

La prima personale che un’istituzione italiana dedica a Terry Atkinson (Thurnscoe, 1939) ripercorre oltre cinquant’anni di attività dell’artista inglese, mettendo in dialogo parola, immagine, storia e politica.

“L’artista è un motore di significati” è il titolo dell’esposizione, a cura di Elisabetta Barisoni e Elena Forin, che presenta un nucleo significativo di opere che attraversano le diverse fasi della ricerca dell’artista, recentemente entrato nelle collezioni della Tate Gallery di Londra. Il percorso costruisce una riflessione profonda sul tema centrale della guerra e sul ruolo dell’arte come strumento di conoscenza e presa di posizione. La mostra veneziana esplora proprio questa tensione tra pensiero e visione, tra concetto e immagine, che caratterizza l’intera opera di Atkinson. Le sue opere affrontano le dinamiche del potere e della rappresentazione, collegando i conflitti della storia – come le guerre e i loro linguaggi politici – alle forme espressive dell’arte. Ogni segno, parola o simbolo diventa per l’artista una lente attraverso cui indagare i meccanismi del sapere e della comunicazione.

Nella prima sala, dominata da una grande pittura su carta dedicata al conflitto del Vietnam, si apre il racconto sull’uso che Atkinson fa della pittura come forma di analisi politica e morale.
Le Goya Series e gli Enola Gay riflettono sulla rappresentazione dei conflitti e sul linguaggio modernista della memoria: Goya è per Atkinson un punto di riferimento critico più che stilistico, mentre i cieli colorati degli Enola Gay celano la sagoma del bombardiere di Hiroshima, evocando il fragile equilibrio tra silenzio e tragedia.
Il ciclo Russel sposta l’attenzione sulla parola come nucleo concettuale dell’opera: termini come I (io) e This (questo) diventano strumenti per interrogare il rapporto tra soggetto, esperienza e storia.

Completano l’esposizione numerosi disegni dagli anni ’60 ai 2020, che documentano l’evoluzione coerente dell’intreccio tra testo e immagine: dai lavori legati ad Art & Language – collettivo di cui è fondatore, nel 1968, insieme a David Bainbridge, Michael Baldwin e Harold Hurrell – fino alle serie più recenti dedicate ai conflitti irlandese e americano. Nel complesso, la mostra conduce lo spettatore al centro del pensiero di Atkinson: un’indagine sulla complessità della storia e sul potere dell’arte di restituire consapevolezza, oltre la superficie delle immagini.

Terry Atkinson
Partendo dal lavoro del gruppo Art & Language, Atkinson ha contribuito a ridefinire il ruolo dell’artista come teorico e interprete critico dei sistemi dell’arte e della cultura. Ne esce nel 1974 per l’emergere di posizioni non coerenti col suo pensiero, che lo portano a percorrere nuovamente il proprio percorso in maniera individuale.

Da allora la sua pratica si orienta verso un’indagine più personale e riflessiva, in cui storia, linguaggio e immagine diventano strumenti per interrogare la società contemporanea. Se il lavoro che ho realizzato negli ultimi 40 anni – afferma infatti Atkinson – ha una caratteristica che lo attraversa, è la preoccupazione di fare una critica dell’arte piuttosto che una sua celebrazione.

Noto anche come Terry Actor, Terry Mirrors, Terry Dog e Terry Enola Gay, Atkinson ha esposto nei principali musei di tutto il mondo. Tra le occasioni più significative; Documenta 5 nel 1972 con Art&Language, come artista individuale alla Whitechapel Gallery nel 1983 e alla 41.a Biennale di Venezia nel 1984; nel 1985 è finalista del Turner Prize.



GASTONE NOVELLI (1925- 1968)
15 novembre 2025 – 1 marzo 2026
Venezia, Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Spazi espositivi II piano

Gastone Novelli (Vienna 1925 – Milano 1968) è stato dei maggiori protagonisti della pittura italiana del secondo dopoguerra. La mostra a lui dedicata nasce dall’importante entrata nelle collezioni civiche di alcune opere in donazione provenienti dall’Archivio Gastone Novelli. L’esposizione intende rendere omaggio all’artista a cento anni dalla nascita, con una ricognizione completa del suo percorso di ricerca attraverso la raccolta delle opere più significative presenti nelle collezioni pubbliche e private italiane.

La mostra – a cura di Elisabetta Barisoni, Paola Bonani con la collaborazione dell’Archivio Gastone Novelli, Roma – è anche un’occasione per raccogliere i frutti dei più recenti e importanti studi dedicati all’artista, primo fra tutti il Catalogo Generale delle opere di pittura e scultura, pubblicato nel 2011 dall’Archivio Novelli in collaborazione con il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, museo che nel 1999 aveva presentato l’ultima grande antologica dedicata all’artista da un’istituzione pubblica, dopo quella realizzata nel 1988 dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

Il percorso della mostra antologica a Ca’ Pesaro vuole comprendere tutte le diverse fasi della ricerca di Novelli: dagli esordi concretisti degli anni basiliani alle suggestioni gestuali e segniche degli anni de “L’Esperienza Moderna”, rivista fondata insieme ad Achille Perilli e che riunì sulla fine degli anni Cinquanta alcuni dei maggiori artisti italiani e stranieri attivi in quegli anni; dalla maturazione all’inizio degli anni Sessanta della sua personalissima poetica in cui immagini e parole svelano la natura ambigua del linguaggio, fino allo scadere del decennio, momento in cui la parola e l’azione dell’artista tornano a essere investiti di un più esplicito significato etico e politico.
Accanto ai maggiori capolavori, l’esposizione si avvale della presenza di numerose opere fino ad oggi considerate disperse e che sono state ritrovate successivamente alla pubblicazione del catalogo generale, molte delle quali mai esposte al pubblico. La mostra è inoltre affiancata da una selezione di materiale documentario attraverso cui mettere in evidenza l’intensa vita intellettuale dell’autore, i suoi interessi molteplici – rivolti soprattutto alla letteratura – e relazioni che coltivò costantemente con gli amici artisti, intellettuali e scrittori.

C.S.m.
Fonte: comunicati stampa novembre 2025
Foto degli allestimenti di Irene Fanizza

Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna
Santa Croce 2076 – 30135 Venezia
Tel. +39 041 721127
www.capesaro.visitmuve.it
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