Di Renzo Gabriel Bonizzi. MASI: aperta fino a febbraio la mostra di 200 opere che evoca la comunità artistica nata a Carona nel Novecento.
Con oltre duecento opere raramente esposte, provenienti da archivi pubblici e privati, la mostra “David Weiss. Il sogno di Casa Aprile. Carona 1968-1978”, aperta fino al 1 febbraio 2026 al MASI – Museo d’arte della Svizzera italiana,ripercorre per la prima volta la storia della comunità artistica fiorita tra le mura di Casa Aprile a Carona: un luogo sospeso, in cui il giovane David Weiss – futuro protagonista del celebre duo Fischli / Weiss – scopre l’arte come gesto quotidiano, sogno comune e atto di vicinanza.
Fin dall’inizio del Novecento, Carona, piccolo borgo del Canton Ticino tra il lago di Lugano e il Monte San Salvatore, si configura come un luogo di passaggio e rifugio per personalità che si muovono tra i territori dell’arte, della scrittura e dell’impegno politico. Tra la fine degli anni sessanta e i settanta, Casa Aprile diventa il cuore di straordinarie esperienze artistiche e legami affettivi di respiro internazionale.

Tra i protagonisti di questa intensa stagione c’è David Weiss (Zurigo, 1946–2012): ospite di Casa Aprile a Carona, disegna, scrive, registra, osserva. Attorno a lui gravita una vivace comunità, animata da figure affini come Esther Altorfer, Anton Bruhin, Maria Gregor, Matthyas Jenny, Urs Lüthi, Penelope Margaret Macworth-Praed, Iwan Schumacher, Peter Schweri e Willy Spiller. L’atmosfera di prossimità, ironia e libertà di questo laboratorio collettivo è raccontata, nel percorso della mostra al MASI, da una ricca selezione di materiali documentari, album, libri, lettere, fotografie, registrazioni sonore, diari e disegni delle artiste e artisti ospiti a Casa Aprile.
La mostra mette in luce nuove prospettive sul linguaggio visivo degli esordi di David Weiss. L’umorismo surreale, le linee psichedeliche e lo sguardo poetico sul quotidiano che caratterizzano i disegni e gli schizzi di questi primi anni si rivelano infatti come brillanti premesse della sua produzione successiva all’interno del celebre duo Fischli/Weiss.
«Carona non fu una scuola né un movimento,» osserva Tobia Bezzola, Direttore del MASI Lugano, «ma una costellazione effimera di vite creative che trovarono un terreno comune nel desiderio di reinventare i modi di fare arte e abitare il mondo. Per Weiss fu un momento di crescita silenziosa, di osservazione, disegno e sogno che ricostruisce quel paradiso perduto decantato da Meret Oppenheim nel 1967».

LA MOSTRA
Pur radicata in un luogo specifico, la produzione artistica nata a Carona mette in discussione le dicotomie tra centro e periferia, paesaggio urbano e idillio naturale, serietà e gioco, solitudine e collettività. A partire da questa prospettiva, la mostra – a cura di Tobia Bezzola e Virginia Marano, in collaborazione con The Estate of David Weiss – si apre con un’introduzione storica sul contesto culturale di Carona. Tra le personalità che vi si incontrano c’è anche Hermann Hesse, che qui trova un paesaggio di riflessione e guarigione, descritto nei suoi testi e acquerelli.
Lo snodo tra la dimensione storica del villaggio ticinese e la comunità artistica sperimentale riunita attorno a Casa Aprile è rappresentato in mostra da un prezioso nucleo di disegni e dipinti della celebre artista svizzera Meret Oppenheim, che acquista la dimora con suo fratello Burkhard Wenger nel 1969.
Il percorso espositivo segue le prime sperimentazioni urbane di David Weiss per poi raccontare l’arrivo a Casa Aprile e la nascita di un microcosmo creativo condiviso. Fase caratterizzata, nell’opera di Weiss, da un’intensa attività grafica e da una riflessione poetica sul paesaggio come spazio di memoria, immaginazione e quotidianità.

Dal 1968 l’artista lascia spesso Zurigo per trascorrere lunghi periodi nel borgo ticinese. La città non scompare però dall’immaginario creativo di Weiss, ma si trasforma in un’eco. Nelle sue opere e in quelle dei suoi contemporanei – Anton Bruhin, Peter Schweri, Iwan Schumacher e Willy Spiller – riaffiorano luci artificiali, suoni registrati, dettagli di architetture. In questo periodo il linguaggio di Weiss è già segnato da quell’umorismo surreale e da quella narrazione frammentaria e poetica che anticipano lo spirito trasformativo del suo lavoro con Peter Fischli.
Tra i lavori esposti al MASI figurano i disegni originali per il celebre libro d’artista up and down town. Noto anche come “Regenbüchlein” (Libretto della pioggia), è parte della serie Wandlungen (Metamorfosi), raccolta di metamorfosi grafiche e libere associazioni realizzate a partire dal 1975 tra Marrakech, Carona e Zurigo. In questi disegni, il fluire ininterrotto di immagini in una catena di cause ed effetti fuori controllo richiama la struttura narrativa del celebre libro per bambini Joggeli söll ga Birli schüttle! (Joggeli dovrebbe andare a scuotere le pere!) di Lisa Wenger-Ruutz (1908), anch’esso esposto in mostra.
Sono inoltre presenti Lazy Days (1974), progetto collaborativo realizzato da Weiss con l’artista Urs Lüthi; le fotografie di Willy Spiller e la registrazione dei suoni di Carona intitolata Carona Soundscape 18.3.76 di Anton Bruhin. L’esperienza di editoria indipendente è restituita, in mostra, da numeri della rivista-autobiografia Nachtmaschine (macchina notturna) di Matthyas Jenny, stampati a Carona tra il 1976 e il 1978. Un’energia affine allo spirito trasformista di Jenny attraversa anche il lavoro di David Weiss, per il quale il disegno non si limita alla carta da esposizione, ma prolifera nei taccuini, negli heftli (libricini) e nei comix autoprodotti.
IL CATALOGO
La mostra è accompagnata da un catalogo illustrato, pubblicato da Edition Patrick Frey in due edizioni bilingui (italiano/tedesco e italiano/inglese).
Di Renzo Gabriel Bonizzi
Tratto da comunicato stampa 27 agosto 2025
Immagine di copertina: (Particolare) Iwan Schumacher, Carona, Edition II, 1977/2025
Collezione Privata. Courtesy Iwan Schumacher
DAVID WEISS. IL SOGNO DI CASA APRILE. CARONA 1968 – 1978
28 settembre 2025 – 1 febbraio 2026
Museo d’arte della Svizzera italiana
Sede LAC
Piazza Bernardino Luini 6 – 6900 Lugano
www.masilugano.ch
https://www.facebook.com/masilugano

