Parchi archeologici Paestum e Velia: nuovo percorso nel Santuario sul fiume Sele, in 41mila mq di parco. Raccolta fondi per il restauro delle tre metope.
Dopo undici anni di chiusura al pubblico, uno dei luoghi più significativi dell’antica Poseidonia torna finalmente accessibile. Il Santuario di Hera Argiva sul fiume Sele, chiuso dal 2014 dopo una violenta esondazione del fiume, riapre grazie a un importante progetto di valorizzazione promosso dai Parchi archeologici di Paestum e Velia. L’inaugurazione del nuovo percorso “Il tempio al confine – Hera e il paesaggio del Sele” è in programma il 4 dicembre 2025.
UN LUOGO FONDATIVO TRA MITO, PAESAGGIO E FRONTIERA
Alla foce del Sele mito e storia si sovrappongono da oltre 2600 anni. Qui, secondo la tradizione, Giasone avrebbe dedicato alla dea di Argo un santuario durante il viaggio di ritorno dalla conquista del vello d’oro con gli Argonauti. Ed è qui che nel VI sec. a.C. i coloni greci edificarono un santuario sul limite settentrionale del territorio da essi controllato: un confine naturale che separava la chora di Poseidonia dalle terre etrusche.
Il complesso rappresentò per secoli un punto di riferimento religioso e culturale. Oggi, dopo un decennio di inaccessibilità, il Santuario torna a essere leggibile nella sua relazione originaria con il paesaggio costiero.
IL NUOVO PERCORSO: UN INTERVENTO CHE UNISCE ARCHEOLOGIA E NATURA
La riapertura è il risultato di un intervento che ha integrato ricerca archeologica, progettazione paesaggistica e soluzioni avanzate per l’accessibilità, restituendo al santuario una lettura chiara e coerente delle sue componenti storiche e ambientali. L’andamento dei percorsi si orienta verso le strutture del Santuario, offrendo al visitatore una prospettiva che rispecchia le principali fasi evolutive dell’impianto, fino a seguire la sinuosità dell’ansa del Sele.
UN PERCORSO INCLUSIVO IN 41.000 mq DI PARCO
Il percorso si sviluppa all’interno di un’area di oltre 41.000 metri quadrati, in cui sono stati realizzati: indagini geofisiche e archeologiche funzionali alla ricostruzione storica del sito; un percorso facilitato in terra stabilizzata, pensato per garantire un’esperienza di visita inclusiva; una passerella espositiva in materiali reversibili; pannelli informativi, mappe tattili, nuove aree di sosta e un sistema di recinzione in pali di castagno che restituisce ordine e tutela all’area sacra.
Elemento centrale del progetto è il Giardino di Hera, uno spazio vegetale costruito sulla base delle essenze documentate nel santuario antico. La selezione delle specie – melograni, querce, mirto, lavanda, rosmarino e altre piante mediterranee – non propone una ricostruzione scientifica, ma un evocativo richiamo alle atmosfere storiche che caratterizzavano il complesso.
INTERVENTI FUTURI
Antonella Manzo, architetto dei Parchi archeologici di Paestum e Velia, spiega che questa è la prima fase di un processo di miglioramento dell’accessibilità e dell’esperienza di visita, che prevederà nuovi interventi per garantire un accesso sicuro anche alle persone con necessità fisiche e cognitive specifiche.
Nel 2026, aggiunge Tiziana D’Angelo, direttore dei Parchi archeologici di Paestum e Velia, il percorso di valorizzazione continuerà con il riallestimento del Museo narrante di Hera Argiva e con l’avvio di nuove campagne di scavo.
VISITE E FRUIZIONE
A partire da dicembre 2025, l’area archeologica e “il Giardino di Hera” saranno visitabili ogni sabato alle ore 11.00 e domenica alle ore 15.00, con visite guidate a cura dei volontari del Servizio Civile formati dai Parchi, con appuntamenti aggiuntivi nelle prime domeniche del mese e nella festività dell’8 dicembre 2025.
Prenotazione obbligatoria all’indirizzo: pa-paeve.promozione@cultura.gov.it
Visite incluse nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. Prima di recarsi al Santuario occorre ritirare il biglietto presso le biglietterie dei Parchi.
TRE NUOVE METOPE RIEMERSE DAL SANTUARIO: UN RITROVAMENTO ECCEZIONALE
LA RACCOLTA FONDI PER SALVARLE
Il progetto di valorizzazione si inserisce in un momento decisivo per le ricerche sul santuario. Nel 2023, durante le attività archeologiche condotte dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, sotto la direzione della Prof. Bianca Ferrara, sono riemerse, nell’area tra il tempio tardo-arcaico e la stoà meridionale, tre metope in arenaria, due delle quali segnalate già dall’archeologa Paola Zancani Montuori.
Le lastre, fortemente frammentate e in avanzato stato di degrado, appartengono ai cicli metopali che tra VI e V secolo a.C. decoravano gli edifici sacri del santuario. Due metope sembrano riferibili al celebre ciclo delle “danzatrici”, mentre la terza, ancora solo parzialmente studiata, potrebbe appartenere a un fregio finora non attestato.
Il recupero di questi elementi architettonici è un’occasione scientifica unica per progredire con la ricerca storica al Sele e fare luce su una delle testimonianze più importanti dell’archeologia pestana. Si avrà l’occasione di intervenire per la prima volta su materiali che provengono direttamente dallo scavo archeologico, ideali per analisi multispettrali, mineralogiche e iconografiche ad alta precisione che daranno risposte a vari quesiti, tra cui le tecniche costruttive e di decorazione.
Per garantirne la conservazione e la futura esposizione, i Parchi lanciano una campagna di raccolta fondi aperta alla comunità e a tutti coloro che desiderano contribuire alla tutela di un patrimonio irripetibile, mediante la piattaforma ArtBonus che garantisce ai mecenati sgravi fiscali fino al 65% (informazioni su tutte le raccolte fondi https://parchipaestumvelia.cultura.gov.it/dona-ora/artbonus/ )
C.S.M.
Tratto da comunicato stampa 26 novembre 2025
IL TEMPIO AL CONFINE – HERA E IL PAESAGGIO DEL SELE
IL GIARDINO DI HERA
dal 4 dicembre 2025
Parchi archeologici di Paestum e Velia
Santuario di Hera alla Foce del Sele
Via Barizzo Foce Sele – 84047 Capaccio Paestum (SA)
Tel. + 39 0828811023
https://parchipaestumvelia.cultura.gov.it/
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