Di Olivier Horn. Torino, Basilica Mauriziana: restaurato il dipinto murale della cupola, lavoro ottocentesco di Paolo Emilio Morgari.

Nel cuore di Torino, a pochi metri da Porta Palazzo, dove ogni giorno si tiene il più grande mercato all’aperto d’Europa, sorge l’imponente edificio della Basilica Mauriziana, a forma di croce greca, sormontato da un’alta cupola ellittica decorata con affreschi.

In questo luogo si ergeva una chiesa romanica dedicata a San Paolo fin dal 200. La confraternita di Santa Croce e l’Ordine Mauriziano vi si erano insediati da secoli, quando nel 1729 il re Vittorio Amedeo II impose la cessione all’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, per trasformarla in Basilica Magistrale dell’Ordine e unirla all’ospedale adiacente. I lavori iniziarono e proseguirono fino alla metà del 800.

Nel 1858, per decorare la grande cupola, fu chiamato Paolo Emilio Morgari, pittore che aveva già lavorato per la Corte di Savoia: per quasi due anni, aiutato dal fratello Rodolfo, realizzò un immenso affresco che celebrava il trionfo della Croce e i Santi Maurizio e Lazzaro, ai quali è dedicata la basilica.

Questo decoro è stato recentemente oggetto di un intervento di restauro che gli ha restituito il suo splendore ! I dipinti erano stati gravemente danneggiati da infiltrazioni d’acqua.

All’origine di questo intervento c’è la Fondazione Ordine Mauriziano, proprietaria della Basilica. Il costo? 620.000 euro, sostenuti per il 60% dalla Fondazione e per il resto dal Ministero della Cultura. Come ha spiegato Licia Mattioli, la presidente della Fondazione dell’Ordine Mauriziano durante la visita alla quale è stata invitata la stampa il 1° dicembre: «Abbiamo fortemente voluto questo cantiere, perché qui c’è il cuore della nostra storia, dal momento che poco distante sorgeva il primo ospedale Mauriziano. Questa Basilica, tengo a dirlo, è molto importante perché qui è nato l’Ordine Mauriziano nel 1729 quando il Re chiese e ottenne questa chiesa, che era una chiesa antichissima, proprio per farne un elemento dell’isolato mauriziano».

Un’enorme impalcatura occupa l’intera superficie della basilica e si eleva fino alla sommità. Un montacarichi permette di raggiungere l’ultima piattaforma, a 40 metri di altezza, ai piedi del potente affresco reso leggibile grazie all’intervento del team di restauro. Alina Pastorini, capo restauratrice, dà la misura di questo lavoro gigantesco: «Abbiamo iniziato il 10 dicembre 2024 con una prima fase di studio e analisi di questi affreschi che erano in uno stato di conservazione davvero precario».

Valeria Moratti, storica dell’arte della Soprintendenza, aggiunge che «le figure erano molto sporche e deteriorate dall’umidità a cui era stata sottoposta la basilica. La pulizia ha permesso di mettere in risalto le parti più scure».

Ritornato ai suoi colori originali, il capolavoro di Paolo Emilio Morgari che si estende su tutta la circonferenza della cupola, celebra «Il trionfo della Croce», portata in cielo dagli angeli, mentre altri suonano le trombe della Fama. In cima alla Croce, seduti in maestà, Dio Padre e suo figlio Gesù, circondati dalla colomba dello Spirito Santo. Due angeli tengono in mano una lunga corda, una corda vera, che serviva a sostenere un telo “a forma di baldacchino” sospeso in cima alla cupola per filtrare e distribuire la luce senza nascondere l’affresco.

Sul lato opposto, assistiamo al crollo del tempio pagano sotto gli assalti della Fede guidata da angeli vittoriosi, mentre una figura femminile e allegorica tiene un cartello su cui si legge “EVANGELIUM”. Su un altro lato, i Santi Lazzaro e Maurizio, che reggono uno gonfalone con l’effigie della confraternita della Croce, vengono strappati dalla terra dagli angeli.

Questo affresco è un capolavoro di composizione in cui si contano più di trecento personaggi che animano numerose storie in un sontuoso mix di movimento e colori. La composizione dà ampio spazio al trompe-l’œil, che segna la separazione tra il mondo terreno e quello celeste. «Il restauro, dice Alina Pastorini, ha permesso di approfondire la tecnica dell’artista, che utilizzava finiture a secco. I soggetti rappresentati erano oggetto di cartoni preparatori, ad eccezione delle mani, l’unico elemento che Morgari realizzava in un unico passaggio, senza disegno preliminare».

L’urgenza adesso è trovare ulteriori fondi per restaurare le arcate sottostanti e i “pendenti” dipinti da Francesco Gonin. Un intervento che non richiederebbe più di tre mesi e che consentirebbe di riaprire la Basilica al pubblico già in primavera del 2026, secondo Licia Mattioli:

«Stiamo cercando altri fondi per terminare i lavori. Queste impalcature sono state un investimento enorme, e ci permetterebbero di continuare il restauro della parte anche inferiore. E di concludere : «L’intento è di farla di nuovo vivere anche attraverso concerti e iniziative culturali.»

Recensione e foto Olivier Horn
Torino, 1 dicembre 2025


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FRANÇAIS

La renaissance du «triomphe de la Croix»

Au cœur de Turin, à quelques mètres de Porta Palazzo où se tient chaque jour le plus grand marché en plein air d’Europe, se dresse l’imposant édifice de la Basilica Mauriziana, en forme de croix grecque, surmontée d’une haute coupole elliptique décorée de fresques.

A cet emplacement se trouvait une église romane dédiée à Saint Paul depuis le 13e siècle. La confrérie de Santa Croce et l’ordre mauricien s’y étaient installés depuis longtemps, lorsqu’en 1729, le Roi Victor-Amédée II impose qu’elle soit cédée à l’Ordre des Saints Maurice et Lazare, afin de la transformer en basilique de l’Ordre et de la réunir à l’hôpital adjacent. Les travaux commencent, ils vont se poursuivre jusqu’au milieu du 19e siècle.

En 1858, pour décorer la grande coupole, on fait appel à Paolo Emilio Morgari, peintre qui a déjà travaillé pour la Cour de Savoie : durant près de deux ans, aidé de son frère Rodolfo, il déploie une immense fresque célébrant le triomphe de la croix, ainsi que les saints Maurice et Lazare auxquels la basilique est dédiée.

Ce décor vient de faire l’objet d’une campagne de restauration qui lui a rendu sa splendeur ! Les peintures étaient fortement endommagées à la suite d’infiltrations.

A l’origine de cette intervention, il y a la Fondation Ordine Mauriziano, propriétaire de la Basilique. Son coût ? 620.000 €, assumés à hauteur de 60% par la Fondation et pour le reste par le Ministère de la Culture. Comme l’a expliqué la presidente de la Fondation dell’Ordine Mauriziano, Licia Mattioli lors de la visite à laquelle la presse était conviée le 1er décembre : « Nous avons fortement souhaité ce chantier, car c’est ici que se trouve le cœur de notre histoire, puisque le premier hôpital Mauriziano se trouvait non loin de là. Cette basilique, je tiens à le dire, est très importante pour l’Ordre Mauriziano, car c’est ici qu’il est né en 1729, lorsque le roi a demandé et obtenu cette église, qui était une église très ancienne, précisément pour en faire un élément du quartier Mauriziano ».

Un immense échaffaudage occupe toute la surface au sol de la basilique et s’élève jusqu’au sommet. Un monte-charge permet d’atteindre la dernière plate-forme, à 40m de haut, au pied de la fresque rendue lisible grâce à l’intervention de l’équipe de restauration. Alina Pastorini, la restauratrice en chef, donne la mesure de ce travail gigantesque : « Nous avons commencé le 10 décembre 2024 avec une première phase d’étude et d’analyse de ces fresques qui étaient dans un état de conservation vraiment précaire ».

« Les figures étaient très sales et détériorées par l’humidité à laquelle la basilique a été soumise, ajoute Valeria Moratti, lhistorienne de l’art de la Surintendance. Le nettoyage a permis de mettre en évidence les parties les plus sombres».

Rendu à ses couleurs d’origine, ce chef-d’œuvre de Paolo Emilio Morgari qui s’étale sur toute la circonférence de la coupole, célèbre « Le triomphe de la Croix », emportée vers les cieux par des anges, tandis que d’autres sonnent les trompettes de la Renommée. Au sommet de la croix, trônant en majesté, Dieu le Père et son fils Jésus, entourés de la colombe du Saint Esprit. Deux anges tiennent dans leur main une longue corde, une vraie corde, qui servait à maintenir une toile « en forme de baldaquin » suspendue au sommet de la coupole pour filtrer la lumière.

Côté opposé, on assiste à l’écroulement du temple païen devant les assauts de la Foi menés par des anges victorieuX, tandis qu’une figure féminine et allégorique tend un panneau sur lequel on peut lire  «EVANGELIUM».
Sur l’un des côtés, Saint Lazare et Saint Maurice, lequel tient un étendard à l’effigie de la confrérie de la Croix, sont arrachés à la terre par des anges.

Cette fresque est une merveille de composition où l’on dénombre plus de trois cents personnages qui animent de nombreux récits dans un somptueux mélange de mouvement et de couleurs. La composition fait une large place au trompe-l’œil, qui marque la séparation entre le monde terrestre et le monde céleste.

«La restauration, raconte Alina Pastorini, a permis d’approfondir la technique de l’artiste qui utilisait des finitions à sec. Les sujets représentés faisaient l’objet de cartons préparatoires, à l’exception des mains, le seul élément que Morgari a réalisés d’un seul jet, sans dessin préalable».

L’urgence est maintenant de trouver des fonds supplémentaires pour restaurer les arcades situées en dessous et des « pendentifs » peints par Francesco Gonin. Une intervention ne nécessitant pas plus de trois mois qui permettrait de rouvrir la Basilique au public dès le printemps 2026, selon Licia Mattioli : « Nous recherchons des fonds supplémentaires pour terminer les travaux. Ces échafaudages ont représenté un investissement considérable, et leur présence nous permettrait de poursuivre la restauration de la partie inférieure de la Basilique. Et de conclure « L’objectif est de lui redonner vie à travers des concerts et des initiatives culturelles. »

Compte-rendu et photos Olivier Horn
Turin 1 décembre 2025

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Basilica Mauriziana 
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Tel. 011 436 1026
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