Di Barbara Baroni. MantovaMusica: inno al nostro pianeta col Trio Quantum One e le immagini scelte dall’astrofisico Paolo Giommi.

Suoni dal silenzio: un viaggio immenso attraverso il cosmo galleggiando nello spazio tempo dall’Arché al presente, un modo di sentire dialogare le stelle. Andrea Vettoretti interpreta il mistero dalla creazione ad oggi, giungendo al Pianeta blu culla del genere umano, la nostra terra, unico pianeta conosciuto abitato e che deve essere rispettato come casa dell’essere. Questo percorso è rivolto alla scienza ed al sociale e rende possibili gli ideali, i sogni, l’armonia, la fratellanza.

L’evento “Quantum One-Suoni dell’Universo” si è tenuto in un’atmosfera speciale al Teatro Bibiena, il 30 novembre, per la serie MantovaMusica – Concerti della domenica. Protagonisti i virtuosi eclettici Andrea Vettoretti chitarra e composizione, Fabio Battistelli clarinetto timbro ideale e di collegamento, la bravissima Riviera Lazeri violoncello (Trio Quantum One) e con suoni e filmati cosmici scelti da Paolo Giommi, astrofisico direttore dell’Agenzia spaziale italiana.

Brani di Vettoretti Before, bella apertura dell’Ensemble, assai maestosa e densissima. Seguivano The winter way (La via lattea) la nostra galassia, che contiene il sole, presentato cantabile dall’Ensemble e interpretato misteriosamente e Sounds from stars, Walzer che rievocava il folklore, danza stellare. Ci soffermiamo poi su “Quantum One”, reso scorrevole, profondissimo e coinvolgente a cui si ispira il Concept Album (il primo “quanto” a nascere) riflessione sullo spazio tempo. Seguiva Dark age l’era oscura dell’universo, quando le stelle non erano ancora nate, eseguito con profondità ricordava il tango.

L’universo è immensità, interminato, si pensa possa essere infinito e non è silente: «esistono migliaia di vibrazioni e di suoni cosmici, che i ricercatori possono captare con le loro strumentazioni. Ci sono delle pulsazioni emesse dalle pulsar, stelle di neutroni più antiche che emettono segnali radio a intervalli brevi, i 3° K suoni emessi dopo il Big Bang, e perfino le sinfonie delle galassie, tra cui la Via Lattea» (Vettoretti). L’Autore ha creato il nuovo abito del New Classical World; per il compositore la musica è un linguaggio universale da qui la possibilità di comunicare con esso. Notiamo come i brani a partire dal “materiale cosmico” si effondano verso la melodia classica accompagnata e la musica popolare anche spagnoleggiante, irlandese, kletzmer, creando una atmosfera familiare tra le note e interagendo con i suoni spaziali; ricordava “Hymnen” di K. Stockhausen. Fino a giungere ad A11 reso intensamente, Walzer che s’ispira allo sbarco dell’uomo sulla luna (1969). Infine Space is freedom consuono romantico della chitarra, come in un ricercare moderno e popolare quasi serenata, bel tema del violoncello e quasi saturazione in un continuum e ritorno. All’interno v’erano video spaziali e voce recitante registrata con l’art. I dei Diritti umani sulla fraternità e una poesia meditativa. Osserviamo come per Pitagora vi era l’armonia delle sfere, teoria portata avanti anche da Platone, Aristotele e Keplero, anche se con differenze. Aggiungiamo ancora bene proposti Serendipity, suono d’impatto, Wow lampo misterioso di un “segnale”, stile kletzmer.

E poi Blue down che ricorda le onde marine con tema del cello suadente e sereno. Poi la natura col “canto delle megattere” ed il principio filosofico dell’acqua (Talete). Un universo visto come cammino introspettivo circolare e personale secondo Vettoretti, una navigazione onirica dall’atmosfera leopardiana. Bis Permanent Waves col rumore grave, cristallini gli strumenti e delicata la chitarra nel continuum unita ai cantabili clarinetto e violoncello, struggenti per chiudere nel mistero. E Vettoretti conclude che «la musica è il nostro biglietto da visita» anche nel caso vengano gli alieni e ribadisce l’importanza del piccolo punto della terra nello spazio, e del connubio tra scienza e arte. Plauso e apprezzamenti del folto pubblico.

                                                                                  Recensione di Barbara Baroni
MantovaMusica, teatro Bibiena, 30 novembre 2025
Foto B.B.

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