Di Riccardo Raccuglia. Palermo, Palazzo Sant’Elia: Pittura e narrativa si intrecciano nella mostra dedicata ai due maestri siciliani del XX secolo.
Dal 28 novembre 2025 al 31 gennaio 2026, apre al pubblico la mostra Piero Guccione e Leonardo Sciascia “Dialoghi sulla pittura”, che racconta il rapporto intenso e proficuo tra i due artisti tra anni ’70 e ’80 dello scorso secolo.
Il curatore Sergio Troisi si dedica all’interpretazione di un rapporto amicale d’eccezione, che portò frutti notevoli sia in termini di collaborazioni artistiche, che di scambi epistolari. A questa ricostruzione giovano diverse fonti visuali, tra cui circa cinquanta opere del maestro di Scicli, accompagnate da testi critici prodotti dallo scrittore di Racalmuto in occasione di personali del pittore. A corollario, dieci fotografie di Giuseppe Leone, fotografo ragusano che favorì l’incontro tra i due e contribuì a quel dibattito critico sull’identità della Sicilia, in termini paesaggistici, ma anche sociali e spirituali.

La mostra è strutturata in senso diacronico, seguendo le cinque tappe in cui l’amicizia si è manifestata in termini di collaborazione artistica. Tra il 1973, data della prima mostra a cui contribuì Sciascia, e il 1989, data della sua morte, i due erano già maturi artisticamente e acclamati dalla critica. E questi due intellettuali, scevri dal fervore avanguardistico di quegli anni, anzi ancorati ad una cultura visuale e letteraria ancora ottocentesca, ebbero la possibilità di confrontare le loro arti in un’ottica dialettica sempre propositiva e tagliente. Basti pensare alle valutazioni di Sciascia sulle opere di Guccione, occasione imperdibile per esercitare il proprio fiuto critico.
Centro Arte74 Palermo 1973
La prima sala è dedicata alla prefazione che Sciascia scrisse in occasione di una personale di Guccione a Palermo, dedicata prevalentemente ai suoi noti paesaggi marittimi, presenti in mostra in buon numero. Già in questa fase precoce Sciascia notava la ricerca pittorica “pura” del pittore, che non si esprimeva certo nel dato mimetico puro, ma anzi nell’elemento introspettivo del colore, pregno di luce, e della scansione geometrica, seppur essa si realizzasse tramite banali pali della luce e finestre. “Divine platitude”: la citazione di Degas da parte di Sciascia allinea la produzione del maestro ad una finezza intellettuale fuori dal proprio tempo, ma profonda ed ermeneutica quanto quella dei grandi artisti dell’Ottocento francese: Valery, Baudelaire, Degas.
Diario Parigino Galleria Bambiaia 1984
L’ambiente successivo è dedicato invece al testo critico che accompagnava i disegni realizzati da Guccione nel 1978 a Parigi in occasione del ricovero della sorella malata e pubblicati nel 1984 nel volumetto edito da Edizioni Bambiaia dal titolo Diario Parigino. Si tratta di scarni disegni raramente colorati, che insistono su ritratti di persone ed oggetti. Nella città tanto amata da entrambi, il pittore fornisce gli esemplari più tragici e personali della sua produzione, lontani dalla ricerca formale della mostra del 1973. La linea si spoglia della lucentezza cromatica e assorbe le oscurità della malattia; il disegno si fa profondo e rivelatore di una realtà che non viene imitata, ma manipolata e sintetizzata.

Galleria La Tavolozza Palermo 1984/1985
L’occasione di questa mostra fu imperdibile per la fine penna del maestro di Racalmuto: l’esposizione di opere che sviscerassero il tema del paesaggio ibleo, nelle interpretazioni pittoriche di Guccione e in quelle fotografiche di Leone, presenti oggi in diversi esemplari in mostra. Cosa voleva essere la fotografia rispetto alla pittura, e cosa la pittura offriva di diverso rispetto alla fotografia? Gli esemplari dei due artisti profilano due vocazioni totalmente differenti: la pittura non è riproduzione meccanica del dato naturalistico, così come la fotografia non è una sintesi individuale della realtà. Eppure, esse dialogano proficuamente e si provocano a vicenda: talvolta una fotografia di Leone, ben manipolata nella sua preparazione, può offrire un’immagine assolutamente personale della realtà, seppur con profonda consapevolezza e, secondo Sciascia, autoironia.
Dipinti per il Gattopardo
Nel 1987 Guccione riceve l’ennesimo incarico prestigioso: la produzione di dodici pastelli da allegare all’edizione americana de Il Gattopardo del Principe Tomasi di Lampedusa, edito dalla newyorkese Limited Edition Club. E chi altro poteva produrre l’introduzione dell’opera, così accattivante per la commistione dei suoi contributi? Sciascia la scrisse, ma l’opera fu infine sprovvista del suo testo, oggi riportato nel pannello didattico della quarta sala. Il tema era sentito e irrisolto: Tomasi di Lampedusa aveva consegnato al mondo un’immagine plastica ed eterna della Sicilia, della linfa che ne connotava tanto i paesaggi quanto le personalità dei suoi abitanti. Sebbene inizialmente Sciascia rigettò la lettura disincantata del principe, dovette farci i conti più avanti, ammettendo come la catastrofica descrizione del testo a proposito dei siciliani non fosse così distante dalla realtà. E ancora, un maturo Guccione che immagazzina nei suoi pastelli quello spirito crepuscolare ibleo, ma anche siciliano, che rinuncia alla ricerca formale delle opere del decennio passato per rappresentare il dominio dell’ombra, autonoma dalla luce, che in modo presuntuoso se ne libera. Insomma, suggestioni di una sicilianità viscosa e perennemente contemporanea, di cui i nostri artisti offrono una lettura disincantata, ma appassionata e personalissima.
La mostra così scorre agile e piacevole, con l’ausilio di pannelli didattici, redatti dal curatore Sergio Troisi, che recuperano le parole rivelatrici di Sciascia, accompagnate da appunti critici brevi, ma illuminanti. Tutto sembra familiare: disegni, pitture e pastelli di Guccione, fotografie di Leone e parole di Sciascia, in una sede espositiva con ambienti estremamente versatili e affascinanti in virtù delle decorazioni ad affresco settecentesche, vive ma non ingombranti.
Recensione di Riccardo Raccuglia
Palermo 28 novembre 2025
(da comunicato stampa)
Vedi anche qui: sempre a cura di Sergio Troisi “Piero Guccione – Leonardo Sciascia
cronaca pittorica di una amicizia”, mostra che era allestita a Marsala fino ad ottobre 2025
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PIERO GUCCIONE E LEONARDO SCIASCIA
DIALOGHI SULLA PITTURA
28 novembre 2025 – 31 gennaio 2026
Palazzo Sant’Elia – Piano Nobile
Via Maqueda 81 – 90133 Palermo
Biglietteria 091 271 2068
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