Wiener Staatsoper: nuova produzione dell’unica opera scritta da Beethoven. Direttore Franz Welser-Möst, regia Nikolaus Habjan.

In una nuova produzione di Nikolaus Habjan e sotto la direzione musicale di Franz Welser-Möst, l’unica opera di Ludwig van Beethoven, Fidelio, debutta all’Opera di Stato di Vienna il 16 dicembre 2025. Repliche: 19, 22, 27, 30 dicembre 2025.

L’opera fu eseguita il 5 novembre 1955, in occasione della solenne riapertura dell’Opera di Stato di Vienna dopo la sua distruzione durante la Seconda Guerra Mondiale. Nelle ultime settimane, il teatro dell’opera sulla Ringstrasse ha esplorato i temi della distruzione, della ricostruzione e della riapertura in vari modi, ma soprattutto ha esaminato anche gli eventi storici che hanno portato a questa distruzione e il ruolo che l’opera ha svolto in essi.

L’OPERA

Fidelio debuttò nel 1805 al Theater an der Wien, ma fu la terza versione, nel 1814, a decretare la svolta. L’opera racconta la storia di un prigioniero che affronta la morte e lotta per la verità, della sua eroica moglie che si traveste da uomo per salvarlo e di un crudele sovrano che non esita a uccidere, ed è considerata da molti l’opera di libertà per eccellenza. Il coro finale canta con giubilo gli ideali di libertà e fraternità, ma, cosa ancora più importante, la trama mostra come l’amore e la speranza possano farsi strada dal piccolo al grande e trasformare i regimi autoritari.

All’Opera di Stato di Vienna, con quasi 1.000 rappresentazioni fino ad oggi, l’opera è una pietra miliare del repertorio. A più di 55 anni dall’ultima première in una produzione di Otto Schenk – nel frattempo si erano susseguite una serie di rappresentazioni della versione originale con la regia di Amélie Niermeyer – l’opera viene ora presentata in una nuova produzione.

LA REGIA

Nikolaus Habjan è regista, disegnatore di marionette, burattinaio, fischiatore, attore e scrittore: con la sua produzione di Fidelio, questo versatile artista presenta la sua prima opera alla Staatsoper di Vienna. I suoi precedenti impegni lo hanno portato al Theater in der Josefstadt, al Burgtheater, al Theater an der Wien, a Bayreuth, Salisburgo, Berlino, Dresda, Basilea e Zurigo.

La sua produzione non è né politicamente né temporalmente specifica: «Ciò sminuirebbe l’opera. Quando si considera ciò che Beethoven intendeva con le sue opere, ci si imbatte ripetutamente in una grandiosa idealizzazione. E un tale ideale trascende qualsiasi epoca specifica. Pertanto, voglio creare qualcosa che sia in definitiva senza tempo. Meno cerco di collocare l’azione in una situazione limitata, temporale o politicamente precisa, più l’opera diventa senza tempo. Riguarda i temi principali esplorati da Beethoven, e questi sono perfettamente chiari anche senza utilizzare un quadro di riferimento storico».

Usando il personaggio di Leonore come esempio, Nikolaus Habjan spiega l’uso delle marionette, che arricchiscono molte delle sue produzioni: «Abbiamo una donna che, travestita da uomo con il nome di Fidelio, vuole salvare il marito. È intrappolata in un conflitto perpetuo tra un’emozione intensa e la pressione di nascondere la propria identità. Questo è molto emozionante a livello drammatico, ma estremamente difficile da rappresentare sul palco. Nel nostro caso, ho scomposto il personaggio: la cantante Malin Byström incarna il mondo emotivo interiore di Leonore, e la marionetta è ciò che gli altri vedono: un Fidelio controllato e riservato. Questo mi permette di mostrare tutte le tensioni che nascono dal travestimento e di rappresentare gli stati emotivi in ​​modo molto più preciso».

Con Fidelio, Nikolaus Habjan porta alla Staatsoper di Vienna diversi nuovi membri della squadra principale: Julius Theodor Semmelmann (scenografia), Denise Heschl (costumi), Franz Tscheck (luci) e Judith Selenko (video). Inoltre, Paulus Hochgatterer, autore, psichiatra e storico confidente artistico di Nikolaus Habjan, ha curato i passaggi dialogici.

LA DIREZIONE

Franz Welser-Möst dirige una nuova produzione alla Staatsoper di Vienna per la prima volta dal 2014, dove il ricercatissimo direttore d’orchestra ha diretto, tra le altre cose, la Staatsoper fin dal suo debutto nel 1987. Come ex Direttore Musicale Generale, ha stabilito standard artistici e dal suo ritorno è tornato a essere strettamente legato al teatro. In questa stagione dirigerà la ripresa del Wozzeck nell’aprile 2026.

Per lui, Fidelio è soprattutto un'”idea filosofica” in forma di opera: «Se ci si confronta con Beethoven più intensamente, ci si rende conto innanzitutto che molte delle sue opere traggono origine da, o sono almeno influenzate da, idee filosofiche e politiche. In secondo luogo, nel Fidelio convergono così tante influenze diverse – l’Illuminismo, il periodo Biedermeier, lo Sturm und Drang, il Romanticismo, il Beethoven sinfonista, le sue convinzioni e aspirazioni personali – che quest’opera sfida ogni realismo eccessivamente semplicistico. Beethoven ha ripetutamente superato i limiti sotto ogni aspetto: formalmente, nel suo approccio programmatico e nelle esigenze tecniche poste agli interpreti. Questo è vero anche qui nel Fidelio. Non si trattava di un fine in sé, non era solo un piacere nell’esplorare l’insolito, ma piuttosto il prodotto di una convinzione intellettuale e morale».

Franz Welser-Möst lavora a quest’opera da molti anni e affronta l’attuale nuova produzione con una prospettiva unica. «Un punto di vista nuovo mi permette di scoprire e rivelare ulteriori strati all’interno di un’opera – afferma il direttore – Noi interpreti ci sforziamo di avvicinarci a un’opera d’arte; a volte ci riusciamo meglio, a volte peggio. Ma per me, come direttore d’orchestra, il complimento più grande è quando, calato il sipario, non si parla della mia interpretazione, ma del pezzo in sé. Perché allora so di aver assolto al mio compito di avvicinare l’opera al pubblico«.

IL CAST

Il cast è in gran parte nuovo alla Staatsoper di Vienna:
Il soprano svedese Malin Byström è ospite fisso dal suo debutto nel 2020 come Elisabeth (Don Carlos), interpretando ruoli come Minnie (La fanciulla del West) e nelle prime di Lohengrin (Elsa), Salomè e Tannhäuser (Elisabeth). Ha cantato anche in importanti teatri musicali internazionali, tra cui la Royal Opera House di Londra, il Metropolitan Opera di New York, il Festival di Salisburgo e a Berlino, Stoccolma e Aix-en-Provence, e ora debutta come Leonore alla Staatsoper di Vienna.

Il tenore di fama internazionale David Butt Philip canta Florestan – la sua terza prima assoluta al teatro, dopo Walther von Stolzing ne I Maestri Cantori di Norimberga e il ruolo principale in Lohengrin. La carriera del cantante britannico lo ha portato, tra gli altri, alla Deutsche Oper di Berlino, alla Royal Opera House di Londra, alla Bayerische Staatsoper e al Festival di Salisburgo. Alla Staatsoper di Vienna, ha cantato anche Apollo (Dafne), Don José (Carmen) e Laca Klemeň (Jenůfa).

Il basso Tareq Nazmi interpreta Rocco nella sua prima première alla Staatsoper di Vienna e nel suo debutto internazionale. In precedenza ha cantato Sarastro (Il flauto magico), il Commendatore (Don Giovanni) e Re Enrico (Lohengrin) alla Staatsoper di Vienna. Tra le tappe principali della sua carriera figurano le apparizioni al Festival di Salisburgo, a Monaco di Baviera, a Berlino, alla Bayerische Staatsoper e a Tokyo.

Christopher Maltman si esibisce regolarmente, tra gli altri, alla Royal Opera House di Londra, alla Bayerische Staatsoper, alla Staatsoper di Berlino, al Metropolitan Opera di New York, al Teatro alla Scala di Milano e al Festival di Salisburgo. Ha debuttato alla Staatsoper di Vienna nel 2011 con la première di “Dalla casa dei morti” e si è esibito anche in altri ruoli. Dopo aver interpretato Escamillo (Carmen), Figaro (Il barbiere di Siviglia), Rigoletto, Eugenio Onegin e Don Alfonso nella prima produzione di “Così fan tutte”, debutta nel ruolo di Don Pizarro.

Kathrin Zukowski canta Marzelline. Il soprano si è già esibito alla Staatsoper di Vienna nei ruoli di Ighino (Palestrina), Gretel (Hansel e Gretel) e Pamina (Il flauto magico).
Daniel Jenz, membro dell’ensemble della Staatsoper di Vienna dal 2020, canta Jaquino. I suoi ruoli recenti alla Staatsoper di Vienna includono Walther von der Vogelweide (Tannhäuser), Almerik (Iolanta) e Arturo (Lucia di Lammermoor).
Simonas Strazdas, anch’egli membro dell’ensemble della Staatsoper di Vienna, canta Don Fernando.
I burattinai (Leonore) e Florestan sono Manuela Linshalm, Max Konrad e Angelo Konzett.

Si esibiranno l’Orchestra dell’Opera di Stato di Vienna e la Wiener Staatsoper Stage Orchestra, mentre canterà il Coro dell’Opera di Stato di Vienna.

“FIDELIO” ALLA RADIO, IN DIRETTA STREAMING E IN TV

La prima del 16 dicembre sarà trasmessa in diretta → Radio Ö1  a partire dalle 19:00.

Lo spettacolo del 19 dicembre sarà trasmesso in diretta streaming sulla piattaforma di streaming dell’Opera di Stato di Vienna  → Streaming-Plattform der Wiener Staatsoper play.wiener-staatsoper.at  (in tutto il mondo e gratuitamente, è richiesta la registrazione). Lo streaming sarà disponibile per 72 ore per recuperare.

→ ORF III  sta registrando la nuova produzione, la cui trasmissione è prevista per il 22 marzo 2026 alle 20:15 nell’ambito del programma “Erlebnis Bühne”.

C.S.m.
Comunicato stampa 12 dicembre 2025
Immagini (c) Werner Kmetitsch

FIDELIO
16,19, 22, 27, 30 dicembre 2025

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