Esposti reperti archeologici nelle nuove stazioni Colosseo/Fori Imperiali e Porta Metronia.  

Il futuro della città e la salvaguardia del suo passato: nelle stazioni del nuovo tratto della linea C della metropolitana di Roma, Colosseo/Fori Imperiali e Porta Metronia, inaugurate il 16 dicembre 2025, bacheche con esposti reperti archeologici, gigantografie e notizie storiche, in un allestimento museale progettato con la realtà virtuale.

PORTA METRONIA

Durante la realizzazione della stazione di Porta Metronia è stata trovata una caserma romana con la casa del comandante. Le strutture antiche risalenti al II secolo d.C., con 600 straordinari reperti archeologici diventeranno un museo, curato dalla Soprintendenza Speciale di Roma, del Ministero della Cultura, che sarà aperto nella prossima primavera. Il museo e la stazione sono collegati da una piazza ipogea ma hanno entrate separate.

I viaggiatori della metro potranno ammirare la caserma attraverso le grandi vetrate che si aprono sulla piazza, mentre la grande stazione è decorata con le gigantografie degli scavi e di alcuni reperti, come il vetro dorato che rappresenta la dea Roma. Il museo, progettato con la realtà virtuale e in 3D, presenta un racconto coinvolgente della storia del territorio, da prima della costruzione della caserma in epoca repubblicana, fino ai giorni nostri.

COLOSSEO / FORI IMPERIALI

Un percorso museale al suo interno, promosso dal Parco archeologico del Colosseo del Ministero della Cultura, ripercorre 2.000 anni di storia a partire dalla Roma dei Re fino alla Roma imperiale, uno straordinario palinsesto che ha restituito 28 pozzi di età repubblicana, il balneum di una domus databile tra I a.C. e I sec. d.C. e una domus con affreschi di età imperiale. Un oculus nel passaggio di collegamento tra Linea B e Linea C offre inoltre una insolita e suggestiva vista dal basso dell’Anfiteatro Flavio. I reperti esposti, sia in parte rivenuti nel corso della realizzazione dell’opera sia provenienti dalle collezioni del PArCO, offrono uno straordinario racconto che si snoda lungo 5 ambiti principali, dall’ingresso lungo la discesa fino al piano banchina, in stretto dialogo con le maestose scale centrali.

Il Parco archeologico del Colosseo ha finanziato il progetto preliminare di allestimento – con la direzione scientifica e la cura di Alfonsina Russo ed Elisa Cella – sancendo così la nascita di una vera e propria ‘stazione museo’.

Con il progetto espositivo e l’allestimento museografico, a cura di Filippo Lambertucci e Andrea Grimaldi, il tema del pozzo è divenuto il fulcro della narrazione. Questa metafora ha ispirato il design di una stazione che, al pari di un pozzo che affonda nel terreno alla ricerca dell’acqua, scende nel sottosuolo riportando in luce le testimonianze del passato.

Al piano atrio, ad accesso libero prima del passaggio dei tornelli, video installazioni 3d e diorami raccontano l’evoluzione dell’area tra gli Auditoria di Adriano e il Colosseo, consentendo di confrontare il passato e il presente di via dei Fori Imperiali attraverso il suo sviluppo diacronico dall’età Romana a oggi. Elementi architettonici provenienti dalle collezioni storiche del Parco e materiali di archivio orientano il visitatore nella lettura di un contesto urbano di grande pregio e complessità. 

Oltrepassati i tornelli, sul lato opposto trovano spazio i pozzi di età repubblicana costruiti tra il V e il II sec. a.C., quando consentivano agli abitanti della collina Velia di attingere acqua: non lontano dal loro luogo di rinvenimento sono ricollocate le lastre di rivestimento in tufo, e ne è riproposto il loro funzionamento come strutture di captazione, grazie alla presenza di tre imponenti teche cilindriche in vetro e un video che ne racconta la realizzazione e l’uso. 

Al piano intermedio, vetrine e ‘pozzi di luce’ che discendono dal soffitto o emergono da terra ripropongono le architetture e la profondità dei pozzi, valorizzando la collocazione originaria di queste strutture e i materiali rinvenuti al loro interno, in condizioni eccezionali di conservazione: una selezione degli oggetti recuperati illustra la seconda vita dei pozzi come depositi rituali, oggetto, tra il IV e il I sec. a.C., di diverse e complesse cerimonie legate alla sacralità delle acque, al culto delle divinità ctonie e alla ciclicità delle stagioni. 

Sullo stesso piano, al lato opposto, è stato ricollocato il balneum privato di una delle domus riemerse in piazza del Colosseo, databile tra il II sec. a.C. e l’incendio del 64 d.C. sotto l’imperatore Nerone: la vasca con gradini e il laconicum sono stati scavati, asportati e ricollocati in stazione, offerti al pubblico con i materiali rinvenuti e spiegazioni complete di ricostruzioni che ne chiariscono l’uso e l’aspetto originario. Un oculus, una ampia vetrata posta nel passaggio di collegamento tra la Linea B e la Linea C marca l’esatto punto di rinvenimento del contesto, proponendo una vista sul Colosseo.

Accessibile da via dei Fori Imperiali è il Centro Informazioni del Clivo di Acilio, nel quale sono state ricollocate le strutture della domus di età imperiale, che si offre ai passanti con i suoi affreschi attraverso ampie vetrate, oltre le quali possono trovare le informazioni di prima accoglienza e visita al Parco archeologico del Colosseo.

ALCUNI DEI REPERTI ESPOSTI

Di valore eccezionale alcuni dei reperti in mostra, tra i quali spiccano, nel primo ambito, una testa di Medusa in marmo dal Tempio di Venere e Roma, la ricostruzione delle decorazioni dell’aula di culto del Templum Pacis, i materiali dalla domus del Clivo di Acilio, una rara spada da tessitore in legno, una fistula in bronzo con iscrizioni che testimoniano la co-reggenza degli imperatori Marco Aurelio e Commodo. 

[Immagine (c) MiC]

MINISTRO GIULI: ROMA, LA CITTÀ DEL FUTURO

«[…] Si è detto fin troppe volte che l’archeologia è nemica della crescita. Bene, qui abbiamo una dimostrazione tangibile del fatto che con una tecnologia sofisticata e una prospettiva di grande sviluppo il Ministero della Cultura, può esercitare al meglio il proprio dovere relativo alla tutela dei beni culturali, ma al tempo stesso mettere le proprie competenze al servizio della crescita, della cittadinanza, della comunità. Il futuro è impaziente, bisogna sbrigarsi, perché Roma ha bisogno di avere dei collegamenti all’altezza del blasone che porta. La giornata di oggi è un segnale di rapporti solidi tra ministeri, enti locali, aziende, e fa vedere che quando si lavora in modo concorde, avendo come obiettivo mettersi al servizio della cosa pubblica e dei cittadini, ecco che arrivano i risultati. Ed ecco che la città millenaria, Roma, si trasforma, rimanendo se stessa, nella città del futuro».

Così ha detto, tra l’altro, il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli nel corso del suo intervento alla cerimonia di inaugurazione. 

LE ALTRE VOCI

Il Capo dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale del MiC, Alfonsina Russo, già Direttore del Parco archeologico del Colosseo «Si tratta del punto di arrivo di un intenso e scrupoloso lavoro che ha coniugato le esigenze di tutela dello straordinario patrimonio archeologico a quelle dello sviluppo della Capitale. Le indagini, condotte dal 2015 al 2020, hanno visto archeologi, restauratori, architetti e ingegneri collaborare per il futuro di Roma preservando la memoria del suo passato. Gli scavi archeologici hanno infatti consentito di ripercorrere le fasi più significative della sua evoluzione, dal VI secolo a.C. fino all’età imperiale, fornendo uno spaccato della vita quotidiana che la caratterizzava […]».

Il Direttore del Parco archeologico del Colosseo, Simone Quilici: «Sulla base di indagini preliminari e documenti ‘predittivi’ gli strumenti normativi e le competenze dei diversi Enti coinvolti sono stati dispiegati per la gestione delle sfide poste da una città che guarda al proprio futuro, anche attraverso la definizione di prassi che consentissero di contemperare le esigenze di tutela con quelle di cantieri di straordinaria complessità in contesti di altissimo valore storico-archeologico. Si è così progressivamente passati dal concetto di rischio archeologico a quello di potenziale archeologico, unendo in un unico processo l’archeologia preventiva con l’archeologia pubblica».

IL GRUPPO DI LAVORO

Le indagini archeologiche sono state condotte dal Parco archeologico del Colosseo con la collaborazione della Cooperativa Archeologia, che ha curato inoltre parte dei restauri realizzati anche dall’Istituto Centrale per il Restauro e dallo Studio Laura Rivaroli.

Il Gruppo di lavoro del Parco archeologico del Colosseo per l’allestimento museale della Stazione Colosseo-Fori Imperiali comprende Elisa Cella, Valentina Mastrodonato, Angelica Pujia, Federica Rinaldi.
Il Gruppo di lavoro per Porta Metronia comprende il Sovrintendente Speciale Daniela Porro, Simona Morretta, Chiara Scioscia Santoro, Roberto Tomaino, in collaborazione con lo studio di architettura Abdr.




C.S.M.
Fonte: tratto da comunicato Ufficio Stampa e Comunicazione MiC Roma, 16 dicembre 2025

Immagine di copertina: Comune di Roma