Restituzione di beni sequestrati alla criminalità organizzata: un prezioso arazzo fiammingo rientra nel patrimonio pubblico.
L’arazzo del XVIII secolo raffigurante Montano conduce Amarilli al Tempio, attribuito alla manifattura fiamminga di Audenarde (Oudenaarde), nota per l’elevata qualità delle proprie produzioni, sembra ispirarsi al celebre dramma pastorale di Giovan Battista Guarini, composto tra il 1580 e il 1583. Secondo gli attuali studi storico-artistici, tuttora in corso, la scena rappresenterebbe il destino di Amarilli, ninfa d’Arcadia, accusata d’infedeltà e condotta al tempio per essere giustiziata da Montano, sacerdote della dea Diana.
Oltre al raro riferimento iconografico, presente in altre opere legate alla produzione di Audenarde, l’opera si mostra quale pregevole esempio di manifattura fiamminga anche per l’eleganza e la ricercatezza della tecnica esecutiva. Particolare attenzione meritano le bordure riccamente ornate e il raffinato impianto paesaggistico, che, pur configurandosi come semplice quinta scenica, diviene protagonista della rappresentazione, giocando con diverse intensità di verdi e soffermandosi sulla varietà della vegetazione.
La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Mantova e Lodi ha presentato l’arazzo al pubblico il 18 dicembre 2025, nella Sala degli Arcieri di Palazzo Ducale a Mantova. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Museo di Palazzo Ducale, segna il rientro dell’opera nel patrimonio pubblico a seguito di sequestro e confisca disposti nell’ambito di un procedimento giudiziario per reati di natura economica.
Un virtuoso processo di trasformazione di un simbolo di potere illegale che, con l’acquisizione da parte dello Stato, viene restituito alla comunità come esempio di memoria e legalità. Come ha sottolineato il procuratore di Milano, dott. Francesco Greco, «l’investimento in opere d’arte rappresenta una delle più efficaci, ricercate e remunerative strategie di riciclaggio di proventi illeciti riscontrate in ambito internazionale».
Fondamentale, la collaborazione tra le diverse istituzioni coinvolte nel complesso processo di recupero e restituzione delle opere sottratte alla criminalità organizzata, quali a esempio la Guardia di Finanza, l’ANBSC e il MiC. In particolare all’interno del MiC è stato istituito un gruppo di lavoro responsabile di condurre lo studio in relazione ai beni confiscati, selezionato tra i funzionari storici dell’arte in forza alle soprintendenze lombarde.
Alla presentazione sono intervenuti Annarita Santantonio, Questore di Mantova; Debora Trevisan, delegata per il Direttore Generale dott. Fabrizio Magani; Stefano L’Occaso, direttore di Palazzo Ducale; Mattia Palazzi, sindaco di Mantova; la Diocesi di Mantova; Raffaella Bentivoglio-Ravasio, in qualità di coordinatrice del gruppo di studio MiC.
C.S.M.
Fonte: da comunicato stampa 16 dicembre 2025

