Musei Reali: riaperti al pubblico la Galleria Beaumont dell’Armeria Reale, il Medagliere e il Gabinetto Cinese.
Una importante sezione dei Musei Reali di Torino è tornata a essere visibile nel suo splendore, dal 22 dicembre 2025. Si tratta della Galleria Beaumont dell’Armeria Reale, del Medagliere e del Gabinetto Cinese, oggetto negli ultimi mesi di una serie di lavori di riqualificazione. Gli interventi, realizzati grazie ai finanziamenti del PNRR – Missione 1, Componente 3 “Turismo e Cultura 4.0”, Intervento 1.3 “Migliorare l’efficienza energetica di cinema, teatri e musei”, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU, si sono indirizzati verso un significativo miglioramento della sostenibilità energetica, della qualità degli ambienti e dell’esperienza di visita.
In particolare, si è provveduto a compiere un complesso aggiornamento ed efficientamento degli impianti di controllo della temperatura e dell’illuminazione, oltre alla manutenzione dei serramenti storici, con il fine di ottimizzare il microclima, valorizzare le architetture storiche e rendere più confortevole la fruizione degli spazi.
Il percorso dell’Armeria Reale si completerà nel 2026, con l’apertura della Rotonda, dove i lavori sono conclusi e l’ambiente riconsegnato dall’Impresa ai Musei Reali, al momento ancora chiusa al pubblico per il riallestimento.

L’ARMERIA REALE NELLA GALLERIA BEAUMONT
Istituita dal re Carlo Alberto di Savoia nel 1837, l’Armeria Reale di Torino, con oltre cinquemila manufatti, che coprono un arco cronologico che dalla Preistoria giunge all’inizio del Novecento, è una delle più ricche e prestigiose collezioni di armi e armature d’Europa, situata ancor oggi all’interno della sua sede originaria, nello spettacolare scenario settecentesco della Galleria Beaumont, così chiamata per la decorazione con Storie di Enea eseguita sulla volta da Claudio Francesco Beaumont tra il 1738 e il 1743. Nel 1842 il museo venne ampliato con la Rotonda progettata da Pelagio Palagi, destinata alle collezioni più recenti, tra cui la raccolta di armi orientali. Con l’avvento della Repubblica nel 1946, l’Armeria divenne quindi museo statale.
Le raccolte dell’Armeria Reale riuniscono oltre 5.000 oggetti, dei quali circa 1.700, esposti al pubblico. Accanto agli armamenti appartenuti ai Savoia, spiccano i capolavori dei più celebri armorari italiani ed europei, le armi commissionate da re, imperatori e condottieri, oltre a rarissimi cimeli quali la spada medievale creduta di San Maurizio.
Nella Rotonda, che ospita armi appartenute a Napoleone Bonaparte e agli ultimi sovrani d’Italia, figura anche una scelta delle importanti raccolte di oggetti extraeuropei.
L’attuale allestimento, inaugurato nel 2005, conserva gli elementi espositivi ottocenteschi e adotta il criterio scenografico fedele al progetto originario di Carlo Alberto, nelle grandiose panoplie collocate sulle pareti e nella suggestiva parata di cavalieri in armi su cavalli lignei bardati, che a coppie si fronteggiano dai due lati opposti della Galleria, evocando visioni di tornei, battaglie e sfilate militari.

IL MEDAGLIERE REALE
Con l’Armeria Reale, riapre anche il Medagliere Reale, una delle raccolte numismatiche più significative d’Italia, che conserva oltre 31.000 pezzi, di cui 28.601 monete e 3.700 tra medaglie, sigilli e impronte.
La collezione nasce nel 1832 per volontà di Carlo Alberto, che la inserisce nel più ampio programma culturale volto a conferire prestigio storico al Regno di Sardegna.
Ben presto la vocazione del Medagliere supera i confini della storia sabauda, ampliandosi a monete antiche e medievali e a emissioni di altri Stati. Tra le acquisizioni più rilevanti figura la collezione Gradenigo (circa 20.000 monete, tra cui 8.000 greche e 3.000 medievali). Questi ampliamenti definiscono l’identità enciclopedica del Medagliere, che diventa una risorsa essenziale per gli studi numismatici ottocenteschi.

IL GABINETTO CINESE
La chiusura temporanea dell’Armeria Reale ha consentito, inoltre, di programmare un restauro conservativo anche nell’adiacente Gabinetto Cinese dell’Appartamento di Rappresentanza. Questo straordinario ambiente, realizzato negli anni Trenta del Settecento su progetto dell’architetto Filippo Juvarra per Carlo Emanuele III di Savoia, re di Sardegna, si caratterizza per la sua eccezionale qualità artistica, in cui spiccano i pregiati pannelli laccati su fondo nero, provenienti dalla Cina, raffiguranti motivi naturalistici con fiori, foglie, uccelli, insetti e rocce. A questi si aggiungono le decorazioni parietali eseguite nel 1736 dal torinese Pietro Massa, che rendono il Gabinetto Cinese un raffinato esempio della moda per le cineserie in Europa, e la decorazione della volta, a opera di Claudio Francesco Beaumont, con scene mitologiche tratte dall’Iliade, tra cui il Giudizio di Paride.
La sala, unica per eleganza e preziosità, conserva anche sei grandi specchiere e numerosi arredi, come un divano, un paravento, sedie e sgabelli con rivestimenti in tessuto e un lampadario ottocentesco a diciotto bracci. Su quattro tavoli a muro si possono apprezzare i dinamici gruppi in marmo raffiguranti le Allegorie delle Stagioni, capolavori dello scultore veneto Francesco Bertos (1739), sopra il camino un Mosè scolpito da Filippo Collino (1758) su modello del celebre capolavoro di Michelangelo e, sulla specchiera, l’orologio da parete in bronzo dorato e cesellato con meccanica francese (1740 circa).
C.S.M.
Fonte: tratto da comunicato stampa 22 dicembre 2025
Immagini: ph. Giuliano Berti per i Musei Reali di Torino
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