Colosseo – Palatino: dal prossimo marzo, visite in diretta streaming alla domus datata tra la fine del II sec e la metà del I sec. a.C.
È una delle domus repubblicane più antiche del Palatino, rinvenuta da Giacomo Boni agli inizi del XX secolo, nota per il ciclo pittorico e musivo che ancora si conserva perfettamente.

Il Parco archeologico del Colosseo apre al pubblico la Casa dei Grifi, il secondo dei 10 progetti previsti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Caput Mundi nell’ambito della Missione 1 Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura e Turismo.
Il progetto (Responsabile unico Federica Rinaldi, Direttore Lavori Aura Picchione) si è concluso nel dicembre 2024, rispettando la tempistica prevista dal PNRR.
Il restauro e il consolidamento hanno previsto un intervento integrato comprensivo di rilievi fotogrammetrici 3D e restauri delle superfici pittoriche. Grazie ai fondi stanziati è stato possibile avviare un progetto scientifico di studio e recupero conservativo del monumento, sia dal punto di vista delle superfici pittoriche, sia dal punto di vista strutturale, in considerazione di evidenti segni di movimento delle porzioni murarie avvenuti in antico che hanno determinato lacune sulle pareti con cadute di intonaco e salti di quota nella pavimentazione musiva.

LE VISITE IN REAL TIME
Nei mesi successivi sono stati portati a termine la valorizzazione illuminotecnica e l’impianto audio video per la visita in diretta real time, ideata da Federica Rinaldi con la supervisione tecnica di Stefano Borghini, grazie alla sponsorizzazione di Comoli Ferrari, consentendo così l’apertura definitiva del sito. La visita al sito nella sua porzione ipogea, infatti, è possibile solo attraverso una scala molto ripida che non consente una fruizione accessibile a tutti.
Per preservare l’integrità del sito, il microclima e le sue superfici decorate, è stata progettata e realizzata una visita in real time in cui una guida munita di videocamera accoglie i visitatori all’interno di un ambiente, protetto dalla nuova copertura in rete microforata che ripropone il profilo mancante del vano scala del Palazzo Flavio. Da qui i visitatori possono assistere, sulla parete di fondo della stanza d’accesso, alla proiezione della visita guidata in diretta streaming.
Durante la discesa della ripida scala che unisce i diversi livello della Casa e poi durante la visita, l’illuminazione asseconda il percorso nella luce alla scoperta della dimora: dieci diversi scenari si attivano progressivamente lungo il percorso, allo scopo di illuminare l’ambiente generale o enfatizzare singoli particolari delle pavimentazioni mosaicate e delle pareti affrescate. La visita culmina nell’ultima sala in antico dotata di bocche di lupo per filtrare la luce che inondava le sale.
Al ritorno una diversa scenografia impostata sul percorso nel buio della Casa, contribuisce a spegnere gli scenari precedenti, illuminando solo i muri e le fondazioni più tarde responsabili dell’abbandono del sito, accompagnando la narrazione in modo estremamente interattivo. In quattro diversi momenti, la proiezione in real time è alternata da video ricostruttivi della topografia e morfologia del Colle, oltre che della ricostruzione tridimensionale della Casa e della visione virtuale di tutte le sue superfici perfettamente reintegrate nel contesto, realizzati da Katatexilux con la supervisione scientifica di Roberta Alteri, Paola Quaranta e Federica Rinaldi.

Si tratta di un progetto di valorizzazione integrata in cui un moderno impianto illuminotecnico e un innovativo sistema di accessibilità aumentata esprimono un nuovo concetto di inclusione aperta a tutti, compresi bambini, anziani, disabili e persone con problemi fisici. A completare il quadro dell’accessibilità è stata installata una mappa tattile con la planimetria della Domus e brevi testi in italiano, inglese e braille.
Le visite sono programmate tutti i martedì, a partire da martedì 3 marzo 2026 alle ore 14:00 (italiano) e 15:00 (inglese).
«[…] L’auspicio è che il format “Casa dei Grifi in real time” possa costituire un modello ispiratore per future iniziative digitali di conoscenza e divulgazione archeologica […]» commenta Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la valorizzazione culturale, già Direttore del Parco archeologico del Colosseo.
«Grazie a questa forma innovativa di valorizzazione, i visitatori potranno godere di una esperienza ogni volta diversa, vissuta insieme da pubblico e guida, molto più coinvolgente di un semplice contenuto multimediale e destinata a fare scuola. Il Parco archeologico del Colosseo amplia così la propria offerta culturale, rendendo accessibile un sito finora invisibile, sebbene ben noto e documentato […] aggiunge Simone Qulici, Direttore del Parco archeologico del Colosseo.

LA CASA DEI GRIFI
La Casa dei Grifi, una delle domus repubblicane più antiche del Palatino, è convenzionalmente datata tra la fine del II sec a.C. e la metà del I sec. a.C.; il suo rinvenimento risale agli scavi di Giacomo Boni nel 1912. La domus deve il suo nome ai due grandi grifi (animali fantastici con testa di uccello e corpo di felino) in stucco bianco su intonaco rosso all’interno della lunetta di uno degli ambienti ipogei dell’abitazione: i grifi, in posizione araldica e di profilo, sono posti di fronte un rigoglioso cespo d’acanto.
La Casa, articolata su più livelli che sfruttano il pendio del Colle, è in ottimale stato di conservazione, in quanto fu quasi completamente obliterata (e quindi preservata) già a partire dai primi anni dell’età imperiale fino all’ultima grande monumentalizzazione del Colle con la costruzione del palazzo imperiale dei Flavi (ovvero la Domus Augustana e la Domus Flavia). Le poderose fondazioni del complesso palaziale hanno attraversato i due livelli di cui si compone la domus, tagliando e disarticolando l’originario assetto planimetrico, ma impedendo di fatto successivi degradi fino alla scoperta. Oggi infatti gli ambienti repubblicani, anche se hanno perso la loro originaria conformazione planimetrica, conservano il suggestivo palinsesto di almeno tre secoli di usi, rifunzionalizzazioni e abbandoni.

Dei due livelli della domus, quello inferiore, ipogeo, è fruibile solo con il superamento di una ripida scala: si mantengono otto ambienti con pareti decorate da pitture associate a stucchi e pavimentazioni a mosaico a tessere bianche con cornici nere decorati da tessere o inserti policromi. Le pitture in particolar modo sono considerate tra gli esempi meglio conservati di rappresentazioni illusionistiche di elementi architettonici quali colonne e lesene, prima realizzati con stucchi, ora, invece, abilmente dipinti.
È nella decorazione del grande ambiente centrale l’esempio più emblematico dove le pareti riproducono un colonnato su podio aggettante davanti ad una sequenza di ortostati e specchiature di tarsie e marmi vari, ricreando l’illusione di un arredo elegante.
La stanza, come tutte decorata da pregevoli pavimenti a mosaico, è ulteriormente arricchita da un tessellato pavimentale a tessere bianche e nere con pseudoemblema centrale bordato in rosso antico e decorato con cubi prospettici ottenuti con accostamento di materiali lapidei di colore bianco (palombino), verde (calcare marnoso del nord del Lazio) e nero (ardesia).
Bibliografia
• F. Coarelli, Roma, Editori Laterza, 2001
• A. Carandini, Le case del potere nell’antica Roma, Roma 2010, pp. 114-118.
• A. Russo, P. Quaranta, F. Rinaldi, Sotto un’altra luce. Progetti di accessibilità e innovazione tecnologica nel Parco archeologico del Colosseo, in Allestire l’Archeologia, Atti del Convegno (Roma, 26-27 febbraio 2024), Roma 2025, pp. 305-320.
C.S.M.
Fonti: tratto da comunicato MiC e comunicato Parco Archeologico Colosseo 13 gennaio 2026
Foto Simona Murrone © Ministero della Cultura
CASA DEI GRIFI – Parco Archeologico del Colosseo
Apertura dal 3 marzo 2026
Ingresso: Via Sacra, Arco di Tito
massimo 12 persone, durata 30 minuti
www.colosseo.it @parcocolosseo
