Palazzo Morando: la spilla inglese col volto di Garibaldi, i gemelli coi simboli del Duca di Galles, le placchette che ironizzano sulla tassa sul celibato. Ornamenti dal Settecento a oggi.
Un’indagine storica in chiave cronologica e tematica sull’estetica maschile, tra ornamento e abito, attraverso un percorso espositivo dal XVIII secolo ai giorni nostri.
Un dialogo continuo tra gioiello e abito, mostrando come entrambi siano stati – e continuino a essere – strumenti fondamentali per definire ruoli, status e personalità all’interno della società. In concomitanza con la Milano Fashion Week Uomo 2026,il 16 gennaio ha aperto a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine la mostra “The Gentleman – Stile e gioielli al maschile” a cura di Mara Cappelletti, visitabile nelle sale espositive al primo piano fino al 27 settembre 2026, a ingresso gratuito.

Attraverso pezzi originali, documenti d’epoca e abiti, la mostra invita a riflettere sul significato culturale e simbolico dell’ornamento, restituendo dignità storica e contemporanea a un ambito troppo spesso trascurato del costume maschile.
Rappresentativi di eventi storici e sociali, gli oggetti in mostra illustrano l’evoluzione dello stile attraverso i secoli, offrendo una lettura trasversale delle trasformazioni del gusto, del ruolo sociale e della funzione simbolica del gioiello nel costruire l’identità maschile, senza dimenticare gli aspetti funzionali dello stesso.
Il gioiello da uomo, in particolare, svolge spesso una funzione pratica, ma i livelli di lettura sono molteplici. L’ornamento infatti è anche un potente mezzo di comunicazione e quello maschile diventa in molti casi uno strumento che dimostra l’appartenenza a una casata, a un gruppo sociale, a un movimento politico o a un’organizzazione militare. Ogni oggetto è stato scelto, oltre che per il valore estetico, anche per la sua capacità narrativa.
La narrazione si sviluppa attraverso stili, linguaggi e tendenze attuali grazie alla presenza di oggetti iconici di brand come Buccellati, Bulgari, Cartier e Damiani, oltre che realtà creative artigianali, tra cui ricordiamo Cusi di Corso Monforte, Grimoldi, Margherita Burgener, Milano Jewels e Lucilla Giovanninetti. Ne emerge un racconto articolato, capace di evidenziare come il gioiello maschile sia oggi espressione di identità, ricerca e innovazione, in continuità con la tradizione ma aperto a nuove interpretazioni.
Contribuiscono alla mostra prestiti di enti prestigiosi, oltre allo stesso Palazzo Morando | Costume Moda Immagine; tra questi, la storica Sartoria Tirelli Trappetti Costumi dal 1964,l’Atelier Bruno Piattelli e l’archivio Rai di Milano, ai quali si affiancano gli archivi del gioiello storico e contemporaneo.

LA MOSTRA
Il percorso espositivo si sviluppa secondo una struttura cronologica, volta a raccontare l’evoluzione del gioiello e dell’ornamento nella moda maschile, dal Settecento fino all’età contemporanea. L’obiettivo è quello di offrire uno sguardo approfondito sul rapporto tra uomo, estetica e identità attraverso il linguaggio dell’ornamento.
La mostra si apre con il XVIII secolo, un’epoca in cui l’uomo europeo delle classi alte indossa con naturalezza gioielli elaborati, accessori decorativi e abiti riccamente ornati. Anelli, pendenti a sigillo, fibbie, non sono soltanto oggetti di lusso, ma strumenti di comunicazione sociale e simbolica. L’ornamento in questo periodo è parte integrante dell’autorappresentazione maschile.
Si prosegue nel XIX secolo, segnato da un progressivo contenimento dell’esuberanza decorativa. L’ideale borghese impone un’immagine dell’uomo sobria, misurata, razionale: il gioiello resiste, ma cambia forma e significato. Compaiono oggetti discreti e funzionali, come gemelli, spille da cravatta e catene da orologio, che mantengono il gusto per il dettaglio pur nel rispetto delle convenzioni sociali.

Nel corso del Novecento, il rapporto tra uomo e ornamento attraversa fasi contrastanti. Se da un lato la modernità spinge verso la semplificazione e la standardizzazione dell’abbigliamento, dall’altro emergono figure maschili – artisti, intellettuali, icone della musica e del cinema – che riportano l’ornamento al centro dell’espressione individuale. La mostra mette in luce questi momenti di rottura e sperimentazione, sottolineando come il gioiello torni a essere simbolo di carisma, potere o appartenenza culturale.
Il percorso si conclude con una sezione dedicata alla contemporaneità, dove l’uomo riscopre la libertà di ornarsi senza condizionamenti. Designer, stilisti e artigiani ridefiniscono oggi i confini tra maschile e femminile, tra funzione e decorazione, proponendo gioielli audaci, concettuali, spesso portatori di messaggi personali.

CURIOSITÀ IN MOSTRA
Spillino raffigurante il busto di Garibaldi.
Inghilterra, 1864. Collezione privata Demaldè, Milano. Oro e corallo.
Il gioiello maschile è stato molto più di un semplice ornamento: ha rappresentato potere, identità e appartenenza. Tre oggetti raccontano il legame del gioiello con la storia, il mondo esoterico, l’estetica. Nell’aprile 1864 Giuseppe Garibaldi si reca in Inghilterra: circa mezzo milione di persone acclama a Trafalgar Square il protagonista dell’impresa dei “Mille”. La spilla qui esposta ha la forma della testa e del volto del patriota italiano ed è stata realizzata per commemorare l’evento. In mostra nella Sala 3 teca 1

Tre placchette da stampa per la produzione di gemelli da polso o pendenti “Tassa sul celibato”.
Italia, anni Trenta. Museo del Bijou di Casalmaggiore, Casalmaggiore (CR).
La tassa sul celibato è istituita nel 1927 e interessa i cittadini italiani non sposati tra i 25 e i 65 anni. È un contributo fisso che varia a seconda dell’età: da 70 a 100 lire (circa 100 euro di oggi). Le donne non sposate sono invece esentate perché ritenute nubili non per scelta. Questo tributo è stato versato da circa tre milioni di uomini e devoluto all’Opera Nazionale Maternità e Infanzia. L’istituzione della tassa colpisce la fantasia dell’industria bigiotteria che produce gemelli da polsino, ciondoli e distintivi per gli scapoli che, con ironia e forse qualche rischio, indossano gioielli dai messaggi espliciti: “Meglio la tassa che la suocera”, “100 tasse ma non una moglie”, “Se la tassa pagherai questo emblema non porterai”. I messaggi sono rafforzati da simboli: la serpe (suocera), la testa di un uccello dal grande becco (corna evitate), l’ovario di un fiore (grembo da non fecondare). La tassa è abolita nel 1943. In mostra nelle vetrine della Sala 5

Gemelli con simboli del duca del Galles e dell’Inghilterra.
Inghilterra, 1932 ca., Henry Hodson Plante, collezione privata Demaldè, Milano. Oro giallo e oro bianco.
I leoni rappresentano l’Inghilterra, mentre le piume sono l’emblema del Duca di Galles. Venivano regalati ai diplomatici in occasione delle visite a corte.
CREDITI
La mostra è prodotta da Comune di Milano e Palazzo Morando | Costume Moda Immagine in collaborazione con l’Associazione Culturale Stile e Storia, e vanta il patrocinio dell’Associazione Orafa Lombarda, della Camera Nazionale della Moda Italiana, del Dipartimento di Studi Storici “Federico Chabod” dell’Università Statale di Milano, del Ministero della Cultura e di Rai Lombardia. Si avvale anche, per i contributi video, della collaborazione con Rai Teche.
Catalogo Nexo Edizioni
C.S.M.
Fonte: da comunicato stampa 15 gennaio 2026
Nella locandina: Anello “Medioevo”. Grimoldi, Milano. Oro rosa con incisioni, topazio cognac taglio tondo
THE GENTLEMAN – STILE E GIOIELLI AL MASCHILE
16 gennaio – 27 settembre 2026
Ingresso gratuito
Palazzo Morando | Costume Moda Immagine
via Sant’Andrea 6, Milano
c.palazzomorando@comune.milano.it
https://www.comune.milano.it/web/palazzo-morando
https://www2.comune.milano.it/web/palazzo-morando
Info: Associazione Stile e Storia
info@stilestoria.it
www.stilestoria.it

