Di Angelina Travaglini. Al MAXXI mostra di National Geographic. 50 magnifici scatti del collettivo fotografico The Wild Line alla scoperta di flora e fauna italiane.
Questa è l’immagine guida scelta per la mostra “Il Paese della biodiversità. Il patrimonio naturale italiano” di National Geographic Italia e National Biodiversity Future Center (NBFC). È il ritratto di un maschio di volpe rossa che scende lungo un pendio innevato, nel cuore dell’inverno. Questa specie, notoriamente opportunista e adattabile, ha un areale enorme, un’ecologia molto plastica, pertanto può vivere in ambienti estremamente diversi. In Italia si trova praticamente ovunque, dai centri urbani sino alle aree più remote e selvagge, come le montagne dell’Appennino centrale dove è stata scattata questa immagine di © Bruno D’Amicis. Chi potrebbe contestarne la bellezza? Oltre che della immagine ma proprio della volpe ritratta.

Forse non tutti sanno che l’Italia oltre ad avere il maggior numero di siti culturali iscritti nella lista UNESCO del Patrimonio Culturale da tutelare è anche il paese con il maggior livello di biodiversità in Europa; con un popolamento ricchissimo di forme endemiche e, udite udite, il maggior numero di specie di piante e semi. Perché ricordiamo questi dati importanti: la bellezza e la biodiversità del nostro paese? Perché la mission del National Biodiversity Future Center (NBFC), il primo centro di ricerca italiano sulla biodiversità finanziato da PNRR-Next Generation EU, è proprio quella di preservare la ricchezza di questa diversità e la sua bellezza. Si la bellezza, come sottolineano tutti i ricercatori intervistati nell’ambito del documentario realizzato e proiettato in occasione dell’inaugurazione della mostra al MAXXI di Roma, dove il progetto espositivo di fotografia torna a grande richiesta dal 22 gennaio al 27 febbraio 2026, con ingresso gratuito da martedì a domenica ore 11-19.
50 magnifici scatti di The Wild Line – il collettivo di fotografi naturalistici composto da Marco Colombo, Bruno D’Amicis e Ugo Mellone – selezionati da National Geographic Italia esplorano in modo altamente suggestivo il complesso rapporto tra l’uomo e l’ambiente, e il modo in cui le attività umane incidono sulla biodiversità. La mostra risponde al desiderio di utilizzare la forza delle immagini per trasmettere ad un pubblico intergenerazionale e multisociale, un messaggio importante: la biodiversità italiana e mediterranea va protetta con la forza del sapere, della scienza e dell’innovazione.
Afferma Luigi Fiorentino, presidente di NBFC: «La collaborazione del centro con National Geographic Italia nell’allestimento della mostra nasce con l’intento di parlare attraverso le immagini ad un pubblico sempre più ampio capace di coinvolgere anche giovani e giovanissimi, stimolando curiosità per lo studio scientifico e per la salvaguardia della biodiversità, come sancito dall’art 9 della nostra Costituzione. La fotografia diventa una nuova forma di comunicazione che va oltre il soggetto inquadrato, uno strumento di sensibilizzazione rispetto a tematiche di estrema urgenza».
«Il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha creduto fin dall’inizio nel valore scientifico e culturale del progetto Il paese della biodiversità, ospitandone la prima edizione nella sua sede storica di piazzale Aldo Moro. La sinergia con il National Biodiversity Future Center e con National Geographic Italia dimostra l’importanza di unire ricerca e divulgazione di qualità per accrescere la consapevolezza del ruolo cruciale della biodiversità per il futuro del Paese. La fotografia può diventare uno strumento di conoscenza: le immagini in mostra raccontano ecosistemi, specie e fragilità ambientali con una forza comunicativa che avvicina la ricerca ai cittadini. L’approdo della mostra al MAXXI non può che consolidare questo dialogo virtuoso tra scienza, cultura e società.» dichiara Andrea Lenzi, presidente CNR.
Il percorso espositivo multimediale rappresenta un vero e proprio viaggio alla scoperta del lato più selvaggio e meno conosciuto della flora e della fauna del nostro paese. Lo fa attraverso lo sguardo di tre fotografi naturalistici, scienziati, che danno testimonianza di un paesaggio policromato e della stupefacente varietà della biodiversità italiana.

«Il potere evocativo delle immagini esposte in mostra invita i visitatori a riflettere sulla ricchezza e sulla fragilità degli ecosistemi italiani e sull’urgenza di adottare nuove strategie per conservare gli habitat naturali – spiega iI direttore generale di NBFC Riccardo Coratella che ha coordinato i lavori. Dalle piante agli invertebrati, dagli uccelli agli animali acquatici, ad alcuni dei mammiferi più iconici del nostro patrimonio naturalistico, ogni fotografia è il racconto di una specie, del suo comportamento, dei rischi a cui è sottoposta.»
«Questa mostra è, prima di tutto, un piccolo racconto della ricchezza del nostro patrimonio naturale, che ritrae specie iconiche come l’orso marsicano, il lupo, la lince, ma anche animali di cui molti di noi non conoscono nemmeno l’esistenza e che pure hanno un ruolo cruciale nei nostri ecosistemi. In questo senso, il messaggio che racchiude è che la natura va salvaguardata nel suo insieme, nella sua complessità, e che la biodiversità del nostro paese è un capitale di valore inestimabile» afferma Marco Cattaneo, direttore di National Geographic Italia.
Il collettivo The Wild Line è composto da:
Marco Colombo (1988) laureato in Scienze Naturali e si occupa di divulgazione scientifica. Collabora con GEO (Rai 3) e con riviste come National Geographic Italia e BBC Wild Life, così come con università e aree protette. Autore di 12 libri, ha scoperto una nuova specie di ragno in Sardegna e le sue foto sono state premiate al Wildlife Photographer of the Year in varie occasioni.
Bruno D’Amicis (1979) vive all’ombra dell’Appennino, ma lavora spesso all’estero. È laureato in Scienze Biologiche e le sue immagini sono state premiate (World Press Photo, Wildlife Photographer of the Year) e pubblicate (National Geographic Italia, GEO, Smithsonian) in tutto il mondo. Ha realizzato sette libri, tre documentari e ideato diversi progetti di divulgazione e conservazione.
Ugo Mellone (1983) vive tra Spagna e Italia, lavorando spesso anche in Sud America. Ha ottenuto il dottorato di ricerca studiando le migrazioni di rapaci tra Mediterraneo e Africa. È stato premiato al Wildlife Photographer of the Year e I suoi progetti fotografici, sostenuti anche dalla National Geographic Society, sono stati pubblicati nelle principali riviste e in tre libri fotografici.
Report di Angelina Travaglini
(e comunicato stampa)
Roma 21 gennaio 2026
IL PAESE DELLA BIODIVERSITÀ. IL PATRIMONIO NATURALE ITALIANO
22 gennaio – 27 febbraio 2026
Ingresso gratuito
MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo (Corner MAXXI)
Via Guido Reni 4 A, Roma
Tel. 06 320 1954
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