Recensione di Barbara Baroni. MantovaMusica: la voce di Giannini è già musica di per sé. Omaggi all’universo femminile tra versi poetici, interventi musicali, movimenti danzati.

Arte eterna, nostalgia e malinconia, amore e speranza oltre la siepe unite al ritmo struggente e fantastico della musica e danza, con la voce recitante intensa del celeberrimo attore Giancarlo Giannini, che ha fatto la storia del teatro e cinema. L’evento si è tenuto il 25 gennaio 2026 per MantovaMusica-Concerti della Domenica, nel Trentennio di attività col ricordo del fondatore maestro Sergio Maffizzoni da parte del figlio Stefano. Nella cornice del Teatro Bibiena s’è svolto lo stupendo spettacolo “Poesia e musica”, dedicato alla figura della donna dal ‘200 al ‘900, come guida che illuminava gli spettatori, unendo la recitazione con belle musiche iberiche a tema e di Morricone (Gabriel’ s oboe), Zurzulo, Piovani (La vita è bella), Maffizzoni, Piazzolla, Ibert, anche con danza assai armoniosa.

Un evento da cui emergevano emozioni penetranti e finezza. Una poetica musicale appassionante e trascinante che dava vita alla unione di letteratura, recitazione, musica e danza con influsso della Gesamtkunstwerk: un incontro romantico sinestetico con lo splendore dei versi e delle note evocativi, dove ogni frammento era approfondito. Autori classici e contemporanei, esplorati su temi interessanti con un dialogo tra strumenti e voce, erano penetrati psicologicamente tra parole e suoni, con la sintesi poetica e il linguaggio universale musicale. Emergevano riflessioni esistenziali, anche col rapporto Eros e Thanatos e soprattutto l’icona femminile.

La voce di Giannini, calda intensa magnifica, è già musica di per sé e approfondisce idee e sentimenti. Mette il suo timbro personale, la sua voce inconfondibile e straordinaria nella musica dei versi, che è già scritta nelle parole e forma un disegno ombra del suono. Il grande artista ha lavorato soprattutto agli inizi in teatro, come attore, cantante (estensione da basso al chiaro) e ballerino e ha studiato flauto. Ricordiamo il legame letterario dannunziano con il film di Luchino Visconti L’innocente, (1976) e lo sceneggiato Davide Copperfield da Dickens. Il notissimo artista ha interpretato capolavori di Salinas, Lorca (atmosfera spagnola) da Poliziano a Blake: “E l’eternità in un’ora”, a D’Annunzio e Cardarelli ed altri. Spiccava di Pasolini “Supplica a mia madre”: “è difficile dire con parole di figlio” momento commovente fino alle lacrime. Vi erano uniti canti popolari dei pellerossa e atmosfera cinese.

Giannini creava con la voce una sonorità a momenti malinconica, ma anche gioiosa ad esempio come ha spiegato nella prima parte dell’indimenticabile A Silvia di Leopardi. Ecco la poesia anonima Goccia: “Che piccola cosa, una vita!” con una voce che penetra l’anima. Poi Pablo Neruda, poeta della passione travolgente e d’impegno e dedica a Troisi. Ecco l’amor cortese di Dante in “Tanto gentile e tanto onesta pare”, con bel ritmo e suono consonantico, evocativa della pura bellezza e Petrarca “Benedetto il giorno”, in confronto col pensiero di Leopardi anche con la pagina immensa dell’Infinito (ca.1818-1819).Quest’ultimo era recitato con dolcezza e intensità, propria della poesia oceanica che riecheggia l’Odissea XXIII, 233: “Come ai naufraghi appar dolce la terra, …sul mare”, (DeArtes Oltre il canto delle sirene)e il Coro di Nuvole di Aristofane “Ultimi orizzonti”. L’idillio moderno, al posto della semplice descrizione della natura, pone una profonda meditazione interiore, rappresentata col clou espressivo del verso finale “E il naufragar m’è dolce in questo mare”.

E con il contributo dell’affiatato Ensemble Stefano Maffizzoni flauto, che ha ben eseguito Syrinx di Debussy, Marco Zurzulo sax “improvvisativo”, Andrea Candeli chitarra evidenziata, suoni ad intervallare anche con divertissement e ironia. Poi bravissimi ballerini di flamenco Chiara Guerra danzatrice palmas con Corrado Ponchiroli, danza e canto col timbro scuro e cajón, con La Tarara. Plauso e ovazioni del pubblico e tutto esaurito.

                                                                                       Recensione di Barbara Baroni
MantovaMusica, Teatro Bibiena 25 gennaio 2026
Foto B.B.

AVVERTENZA
È fatto divieto a giornali e blog di pubblicare integralmente o parzialmente questo articolo o utilizzarne i contenuti senza autorizzazione espressa scritta della testata giornalistica DeArtes (direttore@deartes.cloud ).
La divulgazione è sempre consentita, liberamente e gratuitamente sui rispettivi canali, a Teatri, Festival, Musei, Enti, Fondazioni, Associazioni ecc. che organizzano od ospitano gli eventi, oltre agli artisti e agli autori direttamente interessati.
Grazie se condividerete questo articolo sui social, indicando per cortesia il nome della testata giornalistica DeArtes e il nome dell’autore.