Mostra a Palazzo Marino e docufilm al cinema Arlecchino. Martedì 10 febbraio commemorazione in piazza della Repubblica e incontro con le Associazioni in Sala Alessi.

Martedì 10 febbraio ricorre il Giorno del Ricordo, solennità civile nazionale istituita dal Parlamento italiano nel 2004 in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo Dopoguerra. Milano partecipa alla giornata con alcune iniziative. 

La prima inizia lunedì 9 febbraio, con l’apertura, in sala Arazzi a Palazzo Marino, della mostra “Tu lascerai ogni cosa diletta più caramente. L’esilio dei Giuliano-Dalmati alla fine del secondo Conflitto Mondiale”. Già esposta al Meeting per l’Amicizia tra i Popoli del 2015 e presso la sede del Parlamento europeo di Bruxelles nel 2019, da qualche anno la mostra viene allestita a Palazzo Marino in occasione del Giorno del Ricordo. La mostra è aperta alla cittadinanza lunedì 9 febbraio dalle ore 15 alle ore 18 e martedì 10 febbraio dalle ore 10 alle ore 18. L’ingresso è libero.

Martedì 10 febbraio, Giorno del Ricordo, alle 9.30 in piazza della Repubblica, presso il monumento per i Martiri delle Foibe, si svolge la cerimonia di commemorazione con deposizione delle corone alla presenza delle autorità civili e militari.

Alle ore 11, in sala Alessi a Palazzo Marino, il Comune ospita l’incontro con le Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati per un momento di ascolto delle testimonianze delle persone e dei familiari degli esuli e delle vittime delle foibe. È l’occasione per rinnovare l’impegno nel promuovere la condivisione e la trasmissione continua della memoria. L’incontro è aperto alla cittadinanza.

Alle ore 17, presso la Cineteca Milano Arlecchino, in via San Pietro all’Orto 9, si tiene la proiezione del documentario “Rotta 230° – Ritorno alla terra dei padri” di Igor Bidau. È il racconto intenso dell’esodo giuliano-dalmata attraverso gli occhi di chi ne fu testimone. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, migliaia di istriani, fiumani e dalmati italiani furono costretti ad abbandonare le proprie terre, trovando accoglienza a Fertilia, in Sardegna. A distanza di quasi novant’anni, una vecchia barca, la Klizia, ripercorrerà quel viaggio al contrario, trasformandosi in simbolo di ritorno, memoria e identità. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti- info e programmazione.


C.S.m.
Comunicato stampa Milano, 8 febbraio 2026
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