Di Renzo Gabriel Bonizzi. m.a.x. museo e spazio officina: due mostre, da marzo a luglio, ruotano attorno al tema della bellezza, tra scultura, pittura, grafica.  

La stagione espositiva al m.a.x Museo di Chiasso (Svizzera) si apre a marzo e accompagna il pubblico fino al prossimo luglio, nell’ambito di pulchritudo, tema guidadel Centro Culturale Chiasso per il periodo 2025-2026.  

PETRA WEISS. LA BELLEZZA ESISTE 
Spazio Officina 1 marzo – 19 aprile 2026

Petra Weiss (Cassina d’Agno, 1947) esordisce con la lavorazione della ceramica e in seguito si confronta con gli elementi primordiali ispirati alla natura – terra, acqua, aria e fuoco – giungendo infine, nel corso della sua ricerca artistica, a una fase più minimalista, essenziale e geometrica. Le sue opere, caratterizzate da forme quasi ieratiche e da una ricerca cromatica sofisticata, invitano al silenzio e alla contemplazione. È una bellezza che si manifesta nella sintesi degli elementi naturali e che spazia dalle piccole forme alle grandi stele verticali.

La scultrice è convinta che “la bellezza esiste” e manifesta la volontà di raggiungere un risultato armonioso attraverso il lavoro su forma e scrittura. Dalla prima produzione dei “cubi” e delle “pile”, che evocano memorie primordiali, si passa alle “piramidi” e alle “stele frastagliate”, zolle porose in verticale, e alle “stele”, lastre verticali di metallo dipinto. La fase successiva è caratterizzata dalle “meteore”, sfere spaccate che evocano mondi sconosciuti e universi di costellazioni infinite.

Dalla terracotta, Petra Weiss passa alla realizzazione di sofisticati grès invetriati e ceramiche policrome, quindi alla lavorazione del marmo e del bronzo. L’artista non disdegna la scrittura e propone eventi di scultura, danza e musica in spazi urbani e naturali, oltre a esposizioni personali e collettive. Le opere di Petra Weiss si trovano in musei e in collezioni pubbliche e private, in Svizzera e in altri Paesi.

Nella mostra, a cura di Dalmazio Ambrosioni e Nicoletta Ossanna Cavadini, sono esposte oltre centocinquanta opere in ceramica, grès, marmo, bronzo e vetro che documentano la sua ricerca sulla materia, in sessant’anni di intensa attività. Un’opera permanente sarà collocata nel “Parco delle sculture” situato dietro il museo. Catalogo in italiano edito da Fidia edizioni d’arte per il Centro Culturale Chiasso.

Si aggiunge un calendario di eventi che comprende conferenze, visite guidate, laboratori didattici, proiezione di film, incontri-dibattito.


MAX BILL (1908-1994): LA GRAMMATICA DELLA BELLEZZA 
m.a.x. museo 29 marzo – 12 luglio 2026

La mostra si inserisce nel filone che il m.a.x. museo dedica ciclicamente ai “maestri del XX secolo” e rientra nel tema guida dell’anno del Centro Culturale Chiasso, la pulchritudo, concetto interpretato da Max Bill attraverso un incessante lavoro di ricerca quale espressione massima di armonia, sintesi, unità, spazio e logica.

Architetto, anche se più noto come pittore, scultore, designer e grafico, Max Bill frequenta il Bauhaus negli anni 1927-1929, e da questa esperienza trae i principi fondanti per esprimere un’arte razionale, oggettiva e non figurativa costituendo con le sue relazioni personali un asse fra Zurigo e Milano che contribuirà a creare l’innovativo fenomeno culturale della Konkrete Kunst – Arte concreta. L’attività artistica, il pensiero teorico e l’insegnamento sono aspetti di un unico metodo adottato da Max Bill e basato su una visione innovativa e integrata di concetto “d’artista universale”.

La mostra, a cura di Karin Gimmi Nicoletta Ossanna Cavadini, pone l’accento sulla centralità della figura di Max Bill rispetto al fenomeno dell’internazionalizzazione della cultura europea. In mostra sono esposte una sessantina di opere pittoriche, scultoree, grafiche e di design secondo un criterio tematico-cronologico, avendo sempre come fil rouge il forte rapporto che Max Bill tenne con l’Italia e il Cantone Ticino, in particolare nelle relazioni Zurigo-Milano.

Fondamentale è il prestito della collezione del figlio Jakob Bill e della “max+binia+jakob bill stiftung” di Adligenswil. Vi sono opere significative anche provenienti da musei svizzeri e da collezioni private, fra cui si ricorda la collezione Lorenzelli Arte.
Catalogo in italiano e inglese edito da Silvana Editoriale (Cinisello Balsamo, Milano).

La mostra vanta uno spin-off con l’Accademia di architettura di Mendrisio, Università della Svizzera italiana, dove è previsto un incontro fra Jakob Bill e Mario Botta.
Un ricco calendario di eventi tra cui conferenze, visite guidate, laboratori didattici, proiezione di film, incontri dibattito, accompagna l’esposizione.

Di Renzo Gabriel Bonizzi
(da comunicato stampa febbraio 2026)

m.a.x. museo
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