Di Maria Fleurent. Palazzo Reale: 97 capolavori dalla Collezione Peindre en Normandie, dal MuMa di Le Havre e da collezioni private. Monet, Renoir, Corot, Morisot, Daubigny, Géricault, Courbet, Bonnard, Jongkind, Boudin…
Artisti che hanno sconvolto il loro tempo con i loro dipinti, dai quali il visitatore viene attratto, ammaliato, invitato a un’osservazione lenta e riflessiva per poterne comprendere appieno ogni singolo dettaglio, lasciato come eredità universale all’arte.
È aperta la nuova mostra organizzata nel trentennale della Fondazione Federico II, nel centenario dalla morte di Claude Monet e a centocinquant’anni dalla nascita dell’impressionismo.
Il viaggio espositivo racconta gli scambi, i confronti, le influenze, le affinità e le collaborazioni tra i più grandi artisti dell’Ottocento che hanno contribuito alla fama della provincia normanna. Pittori come Monet riuscirono a cogliere l’istantaneità del paesaggio imprimendo sulla tela il luccichio dell’acqua e gli umori del cielo, le valli lussureggianti della Normandia, culla del Movimento artistico e pittorico.
“Tesori impressionisti: Monet e la Normandia” omaggia, proprio nel Palazzo dei Re Normanni dal 11 febbraio al 28 settembre 2026,la profonda relazione tra il mondo normanno e la Sicilia fin dalla sua conquista.
Questo appuntamento anticipa infatti anche le celebrazioni del millenario della nascita di Guglielmo il Conquistatore, previste per il 2027. Erede di Rollone, Guglielmo portò la Normandia sulla scena europea, donando all’Inghilterra il suo Re e le sue istituzioni. Allo stesso tempo, la famiglia degli Altavilla, proveniente dalle terre lungo la Manica, diede alla Sicilia Ruggero II, incoronato Re a Palermo, dando origine a un regno normanno che durò più di un secolo.

LA MOSTRA
Sono trascorsi più di 150 anni dall’aprile del 1874 quando 31 artisti rifiutati dal mondo dell’arte accademico decisero di organizzare una mostra “rivoluzionaria” per l’epoca, nella galleria del fotografo Nadar a Parigi.
La mostra a Palermo – che gode del patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Ambasciata di Francia in Italia e dell’Istituto Francese – esplora il movimento impressionista sin dalla sua nascita, presentando alcuni capolavori del patrimonio della Collezione Peindre en Normandie, inedita in Sicilia e tra le più rappresentative del periodo, insieme ad opere provenienti dal MuMa di Le Havre e di collezionisti privati, che dialogano con il luogo simbolo della storia normanna nel Mediterraneo.
Le 97 opere esposte rivelano al mondo la potenza estetica di una terra che ha ispirato i più grandi artisti del XIX secolo, i quali hanno catturato le luci mutevoli, le coste e le campagne della Normandia, trasformandole in tele universali, oggi riunite in una grande collezione.
Nelle Sale Duca di Montalto, i dipinti di 45 artisti incantano i visitatori: i quadri di Claude Monet e del suo maestro e amico Eugène Boudin, di Thèdore Gericault, Jean-Baptiste Camille Corot, Adolphe-Félix Cals, sempre poco noto ma reputato da parte della critica come il vero antesignano dell’Impressionismo, di Gustave Courbet, Eugène Delacroix, Jacques Villon, Pierre-Auguste Renoir e Berthe Morisot, unica donna in mostra.
A curare l’esposizione è Alain Tapié, conservatore capo onorario dei musei di Francia e direttore della Collezione Peindre en Normandie. Insieme a lui Antonella Razete, direttore generale ad interim della Fondazione Federico II e il co-curatore e project manager Gabriele Accornero.
L’esposizione si articola su cinque sezioni che riflettono alcuni punti focali come la nascita del gruppo, le tecniche, la raffigurazione della Normandia e della natura, il ruolo degli artisti, il loro influsso sull’arte contemporanea: Fattoria Saint-Siméon (luogo d’incontro e di confronto degli artisti sulla costa normanna); In riva al mare, Villeggiatura (spiagge e litorali, porti e falesie, barche e bagni al mare); Terra Normanna (terra pittoresca, segnata da molteplici microcosmi naturali che gli artisti colgono dando vita ad una poetica del frammento); Lungo la Senna (lungo le rive del fiume che bagna Parigi, l’aria e l’acqua sono le protagoniste, ritratte nella loro atmosfera mutevole e piena di fascino).
La terra di Normandia è, dunque, il fil rouge di questo viaggio-racconto. La fattoria Saint-Siméon, le falesie di Étretat e Fecamp, le spiagge di Deauville, Dieppe e la Senna col suo estuario a Le Havre, che attraversa campagne più vicine a Parigi, la spiaggia di Trouville, il litorale da Honfleur… Grazie ai progressi della ferrovia nel corso dell’Ottocento, la regione diventa luogo d’incontro degli artisti parigini e partecipa alla nascita dell’Impressionismo e alla sua evoluzione, che continua fino alla metà del Novecento.
Queste località, tutte rappresentate nelle opere in mostra, diventano fonte di espressioni artistiche di grande potenza, dove i microcosmi generati dal vento, dal mare e dalla bruma possiedono una personalità fisica, intensa ed espressiva, che i pittori giungono ad afferrare dipingendo en plein air, dando il via così al movimento impressionista.
Il genius della Normandia ha suscitato nei pittori che vi hanno abitato o in quelli che l’hanno frequentata la necessità di andare oltre la pittura, pur restando fedeli alla realtà interiore del soggetto. Gli impressionisti ritraggono scene di vita quotidiana o paesaggi così che il tempo sembri sospendersi invitando lo spettatore a un’esperienza contemplativa oltre l’istante rappresentato e dipinto. Dipingere nelle profondità della Normandia significa dipingere al di fuori del proprio tempo, secondo Barbey d’Aurevilly, ma senza rimanere legati a un’immagine superficiale della natura.
ALCUNI DEI CAPOLAVORI ESPOSTI
Tutte le opere in mostra sono di gran pregio. Solo per citarne alcune, il visitatore può ammirare tra le altre “Il mare a Fécamp”in cui Claude Monet pone l’accento sulla potenza del mare mosso e sulla luce atmosferica, elementi tipici della sua indagine impressionista. “Passeggiata al porto di Fécamp con la bassa marea” di Berthe Morisot racconta il fascino per il paesaggio costiero e le sue repentine variazioni di luce e metereologiche. In “Tramonto, veduta di Guernsey” di Auguste Renoir, tutto pare dissolversi in modo lieve e sfumato verso il crepuscolo, divenendo indice di sensibilità e immersione armoniosa nella natura tramite l’utilizzo di colori pastello.Nell’opera “Marina, mare grosso” Gustave Courbet racconta forme in attesa di divenire visibili, opere in fieri di cui trova una sorta di anteprima, catturando fenomeni naturali in transizione. “Il bacino del re a Le Havre”, è un dipinto che riflette la linea fauvista di Raoul Dufy.Gli studi di Henri le Sidaner per l’atmosfera, la luce fioca e i paesaggi costieri, vengono contraddistinti da tonalità tenui e da un profondo senso di calma speculativa, come si può notare in “Barche a vela sul mare in lontananza”.

L’IMPRESSIONISMO
Considerato uno dei movimenti più importanti della storia della pittura moderna, l’Impressionismo rappresentò un vero e proprio spartiacque. Nell’arte, senza ombra di dubbio, ci fu un prima e un dopo. Nato in Francia a metà del XIX secolo ha rivoluzionato il modo di rappresentare la realtà.
Il nome deriva dall’epiteto, utilizzato inizialmente nell’accezione spregiativa contro i pittori del gruppo, affibbiatogli dal giornalista Louis Leroy che pubblicò su «Le Charivari» un articolo assai critico dal titolo “Mostra degli impressionisti” e prendeva anche spunto dal titolo di un quadro di Monet, Impressione, levar del sole del 1872.
Gli Impressionisti diedero vita a un nuovo metodo di pittura e di rottura rispetto al tradizionale lavoro in atelier, ovvero il lavoro en-plein-air, a diretto contatto con quel mondo naturale di cui si voleva catturare per sempre l’impressione. E di questo i pittori erano ben consapevoli. Monet ha dichiarato: «Non ho mai avuto un atelier, e non capisco come qualcuno possa rinchiudersi in una stanza». Negare l’illuminazione artificiosa dell’atelier praticando una pittura all’aria aperta. Rinunciare al chiaroscuro artificiale a favore delle ombre colorate.
LE INSTALLAZIONI IMMERSIVE E LA SEZIONE DIDATTICO-DIVULGATIVA
La mostra si trasforma in un viaggio multisensoriale nell’impressionismo attraverso video proiezioni e fotografie ricorrendo anche alla nuova frontiera dell’intelligenza artificiale. Nel percorso espositivo troviamo, infatti, tre installazioni immersive dai titoli esaustivi: Pittura en Plein Air, Paesaggi Normanni, Cieli Impressionisti e omaggio al post Impressionismo di Vincent Van Gogh.
Una sezione didattica e divulgativa, che fa particolare riferimento alla pittura en plein air e al legame tra la Sicilia e la Normandia, è rivolta ai più giovani sul filo di una narrazione semplice con l’obiettivo dell’eduntainment, educare intrattenendo.
Si aggiunge una videointervista al curatore Alain Tapié.
LA MOSTRA ILLUSTRATA DAI CURATORI
Alain Tapié: «Alla fine dell’800 la terra, il cielo e il mare della Normandia si impongono come soggetti in cui la fisica della natura risponde alla fisica della pittura, in una mescolanza spesso inaspettata di attività di fatica e di villeggiatura. Sul palcoscenico di questa terra normanna, pittori come Monet, Renoir, Delacroix e Courbet colgono l’immediatezza e la vitalità del paesaggio imprimendo sulla tela gli umori del cielo, lo scintillio dell’acqua e le valli verdeggianti della Normandia, culla dell’Impressionismo. Luoghi come Dieppe, l’estuario della Senna, Le Havre, la spiaggia di Trouville, il litorale da Honfleur a Deauville, il porto di Fécamp, le Falesie di Etretat diventano fonte di espressioni artistiche di grande potenza, dove i microcosmi generati dal vento, dal mare e dalla bruma possiedono una personalità fisica, intensa ed espressiva, che i pittori francesi giungono ad afferrare dipingendo en plein air dando il via così al movimento impressionista».
Gabriele Accornero: «L’ensemble di questa mostra racconta la fascinazione del connubio tra la luce, il vento, la natura, le falesie e il mare che attirò gli Impressionisti verso la Normandia. Liberi di viaggiare grazie alla crescente mobilità garantita dalla rete ferroviaria, oltre che all’invenzione del tubetto di colore che consentì con un semplice cavalletto, una tela, una tavolozza, un ombrellino e un seggiolino di registrare le impressioni luministiche. I diversi piani di lettura della mostra, quello storico artistico con quasi 100 dipinti, quello emozionale e immersivo su spazi molto ampi e spettacolari ed infine quello didattico e divulgativo dialogano in modo coerente, offrendo al visitatore un’esperienza unica, avvolgente ed integrata».
LE PAROLE DEI FAUTORI DELL’INIZIATIVA
Gaetano Galvagno, Presidente della Fondazione Federico II, sottolinea che prosegue «l’impegno nel rendere il Palazzo Reale di Palermo un centro culturale di respiro internazionale». Questa mostra «unisce tutela, innovazione e apertura al mondo, rafforzando la vocazione della sede del Palazzo Reale come luogo vivo di cultura».
Martin Briens, Ambasciatore di Francia in Italia, sottolinea che la mostra è «un’occasione unica per riscoprire la Normandia come culla dell’Impressionismo, e per celebrare quel dialogo fecondo tra natura, luce e pittura che ha segnato in profondità la storia dell’arte moderna».
Hervé Morin, Presidente della Regione Normandia: «Questa mostra non è solo un evento artistico, ma s’inscrive in una storia comune dei popoli europei. Dalla luce impressionista alle pietre medievali, dalla pittura alle epopee, la Normandia racconta sé stessa, orgogliosa del suo passato e proiettata verso il futuro. A Palermo come altrove, invita a un viaggio sensibile e intellettuale tra arte, memoria e diplomazia, per continuare a brillare in Europa e nel mondo».
Di Maria Fleurent
(da comunicato stampa 10 febbraio 2026)
Immagini allestimento: Ufficio Stampa Fondazione Federico II
TESORI IMPRESSIONISTI: MONET E LA NORMANDIA
11 febbraio – 28 settembre 2026
Palazzo Reale – Sale Duca di Montalto
Piazza del Parlamento 1 – 90134 Palermo
Tel. 091 705 5611
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