Museo del Risorgimento: esposta uniforme garibaldina color caffè del 1860 di Primo Baroni che, col Reggimento Malenchini, si aggiunse alla Spedizione dei Mille combattendo a Milazzo.

È un oggetto rarissimo, unico esemplare noto al mondo, e appartiene al Museo civico del Risorgimento di Bologna. Per una serie di improbabili circostanze una giubba garibaldina non rossa, ma di color caffè, si è conservata fino ai giorni nostri e, dopo essere stata restaurata grazie all’Art Bonus, viene esposta al pubblico per la prima volta.

Con la mostra Unica al mondo… La giubba garibaldina color caffè del 1860, visitabile dal 14 febbraio al 22 marzo 2026, il Museo civico del Risorgimento del Settore Musei Civici del Comune di Bologna presenta un oggetto di eccezionale valore storico appartenente alle proprie collezioni.

Si tratta dell’unico esemplare rimasto di uniforme garibaldina del Reggimento Malenchini, un corpo di volontari organizzati tra Livorno e la Toscana che raggiunse i Mille di Giuseppe Garibaldi in Sicilia poco tempo dopo lo sbarco nel 1860, e le cui uniformi avevano una peculiarità singolare: erano di una sfumatura color caffè anziché rosse, secondo l’iconica divisa simbolo del percorso verso l’unità nazionale guidato dall’Eroe dei Due Mondi.
Ne accennavano alcune memorie scritte dai protagonisti, ne restavano testimonianze nell’iconografia dell’epoca, ma di queste uniformi così particolari sembrava essersi persa ogni traccia.

Prima del restauro. Foto R.T. Restauro Tessile, Albinea (RE) Courtesy Settore Musei Civici Bologna | Museo civico del Risorgimento]

Il capo di vestiario, appartenuto al volontario Primo Baroni (Modena, 1840 ca. – Bologna, 1918), che lo donò al costituendo Museo civico del Risorgimento di Bologna nel 1888, viene esposto per la prima volta al pubblico dopo il recente restauro tessile finanziato attraverso la campagna di erogazioni liberali Art Bonus In Mille per la giubba da salvare, che nel 2025 ha consentito di raccogliere l’importo di 5.000 euro necessario per un intervento urgente sulle precarie condizioni di conservazione.

All’interno della mostra, a cura di Otello Sangiorgi, sono inoltre esposti diversi cimeli e documenti di Baroni – tra cui il manoscritto originale delle sue memorie Da Genova a Gaeta e Milazzo – ricordi della battaglia di Milazzo (20 luglio 1860) e altre uniformi garibaldine originali risalenti alla Spedizione dei Mille.
Un’opportunità preziosa e sorprendente per scoprire una pagina sconosciuta ai più dell’epopea risorgimentale italiana.

Alla vicenda di questo rarissimo oggetto e alla storia del suo proprietario Primo Baroni è dedicato l’ultimo numero del Bollettino del Museo del Risorgimento di Bologna (anno LXX, 2025), a cura di Mirtide Gavelli e Otello Sangiorgi, che sarà presentato al Museo civico del Risorgimento giovedì 5 marzo 2026 alle ore 17.00 (disponibile presso la biglietteria del Museo, € 15)

Durante il periodo di apertura della mostra, sono proposti appuntamenti di approfondimento tra il Museo civico del Risorgimento e il Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna, a partire da domenica 22 febbraio .

Il progetto espositivo si avvale del patrocinio dell’Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini “Giuseppe Garibaldi” ed è realizzato in collaborazione con l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano – Comitato di Bologna e dell’Associazione Amici della Certosa di Bologna.


[Courtesy Settore Musei Civici Bologna | Museo civico del Risorgimento]

LA STORIA

Il nome di Giuseppe Garibaldi è spesso associato alla sua impresa più importante, la cosiddetta Spedizione dei Mille volontari partiti da Quarto che nel 1860 abbatterono la dinastia borbonica, e consegnarono la Sicilia e l’Italia meridionale a Vittorio Emanuele II, poi proclamato primo Re d’Italia. In realtà, nel corso di quella campagna militare – che iniziò a maggio e si concluse a ottobre – furono organizzate molte altre spedizioni di volontari che si aggiunsero ai più celebri Mille. A una di queste, comandata da Clemente Corte, partecipò anche Primo Baroni.

La spedizione di Corte fu probabilmente la più sfortunata: i suoi 900 volontari, partiti da Genova un mese dopo i Mille, pochi giorni dopo furono bloccati da navi borboniche e portati al porto di Gaeta, dove rimasero molti giorni. La nave che li portava batteva bandiera americana, e questo permise di evitare loro l’arresto, ma dovettero tornare a Genova. Il 10 luglio partirono di nuovo e questa volta giunsero a Palermo il 18 luglio.
Non ebbero nemmeno il tempo di sbarcare: Garibaldi aveva fretta di prendere Milazzo, l’ultima piazzaforte della Sicilia ancora in mano ai borbonici, e quindi Baroni e gli altri uomini di Conte furono mandati là per combattere.

Mentre erano nel porto di Palermo furono loro consegnati armamento e uniformi: “una blouse di cotonata mista, filettata in rosso, con calzoni di tela crociata”. Quelle uniformi, dall’inconfondibile color caffè, in realtà appartenevano alla spedizione comandata da Vincenzo Malenchini e arrivata da Livorno poco tempo prima; vista l’urgenza, quegli ultimi arrivati furono vestiti alla svelta attingendo ai depositi del Reggimento Malenchini. 

[Courtesy Settore Musei Civici Bologna | Museo civico del Risorgimento]

Giunti a Milazzo il 20 luglio, Baroni e i suoi compagni furono subito mandati in battaglia e spediti in un punto particolarmente critico, dove subirono pesanti perdite. Baroni fu proprio uno dei primi a cadere, come lui stesso racconta: “Passammo il canneto al grido di viva Garibaldi, caricando il nemico alla baionetta. Avevo fatto poco più di cento passi, quando mi sentii come un grosso colpo di bastone alla coscia sinistra. Appena avuto il tempo di scorgere il buco prodotto dalla palla caddi a terra”.
Fu proprio grazie a queste circostanze che la sua uniforme color caffè poté essere conservata, l’unica ad arrivare fino a noi.

A causa della cattiva qualità del tessuto, le uniformi color caffè si rovinavano subito, così nel corso della campagna furono distribuite camicie rosse per sostituire quelle logore, che vennero buttate. Ma per Baroni e per la sua uniforme le cose andarono diversamente, come lui stesso annota nelle sue Memorie: la sua “non molto fortunata campagna si riassume in un mese di cattura, un giorno di marcia, mezza giornata al fuoco e due mesi d’ospedale”.
E così ebbe modo di conservare gelosamente il ricordo di quella memorabile giornata e di donarlo nel 1888 al costituendo Museo del Risorgimento di Bologna, città in cui si era trasferito attorno al 1880. 


[Dettaglio foro di proiettile. Foto R.T. Restauro Tessile, Albinea (RE) Courtesy Settore Musei Civici Bologna | Museo civico del Risorgimento]

LE CARATTERISTICHE E LO STATO DI CONSERVAZIONE

La giubba risulta realizzata in tela mélange di cotone marrone, con ampia bordatura in tela di lana rossa allo sparato anteriore e al bavero, piccoli bottoni semisferici e filettature rosse alle manopole, realizzate in tela di lana rossa su imbottitura in cordonetto di canapa.

La giubba conserva la traccia di un foro di proiettile nella parte anteriore, lungo il margine finale della parte sinistra. Primo Baroni stesso evidenziò il foro cucendovi attorno un cartoncino.

Prima del restauro la giubba appariva interessata da depositi superficiali di polvere e sporco, con una evidente disidratazione delle fibre. Erano visibili numerose lacerazioni in senso ordito su tutto il capo, incluse le tasche con brandelli di tessuto parzialmente staccati. Si notavano rammendi con filato incongruo e punti grossolani e lacune di diverse dimensioni. Le profilature in lana rossa presentavano piccole rosure di insetto. Si evidenziavano anche macchie dovute probabilmente all’uso, mentre i peduncoli dei bottoni risultavano in precario stato conservativo.

Le operazioni di restauro sono state supportate dall’analisi merceologica delle fibre tessili completata da una scheda tecnica corredata da immagini a microscopio digitale.
La ricostruzione grafica dell’uniforme, a cura di Pietro Compagni, è esposta accanto a quella originale, finalmente restaurata.



[PiCo figurino uniforme del reggimento Malenchini]

IL NUCLEO DI UNIFORMI GARIBALDINE DEL MUSEO 

Il Museo civico del Risorgimento di Bologna conserva un nucleo di 30 uniformi di corpi garibaldini, quasi tutte rosse. Di queste, poche risalgono al 1860, la maggior parte sono invece relative alla Terza Guerra di Indipendenza (1866), alcune alla Campagna dell’Agro romano (1867) e alla campagna a fianco della Francia contro la Prussia (1870).

Come è noto, le uniformi dei garibaldini vennero spesso realizzate in mancanza di regolamenti precisi che le codificassero e, anche nel caso in cui questi fossero presenti, come nel 1866, i volontari spesso li adattavano alle proprie esigenze e gusti personali. Nella loro multiforme varietà, le uniformi garibaldine del Museo esprimono pertanto quell’approssimazione e quella scarsa attenzione agli aspetti formali che, espresse icasticamente nel modo di dire “alla garibaldina” , consegnano al tempo presente la memoria dei seguaci dell’Eroe dei Due Mondi.

Schedatura delle uniformi garibaldine del Museo:
https://www.storiaememoriadibologna.it/archivio/eventi/le-uniformi-garibaldine-del-museo-civico-del-risorgimento

C.S.M.
Fonte: tratto da comunicato stampa Bologna, 13 febbraio 2026 
Immagine di copertina:
Manifattura italiana. Giubba di uniforme da volontario indossata da Primo Baroni
alla battaglia di Milazzo, durante la Spedizione dei Mille (1860)
Dopo il restauro
 





UNICA AL MONDO…
LA GIUBBA GARIBALDINA COLOR CAFFÈ DEL 1860
14 febbraio – 22 marzo 2026

Museo civico del Risorgimento
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