Di Barbara Baroni. MantovaMusica: accompagnati dal tocco di velluto del pianista, viaggio nel romanticismo di Chopin e Liszt, del visionario Skrjabin e del mistico Čiurlionis.
Semantica simbolica, nostalgia, romanticismo e sogno, anima del pianoforte, con le opere dedicate alla musica romantica-folklorica e virtuosistica per MantovaMusica – Concerti della Domenica in un prezioso e coerente percorso artistico ricco di corrispondenze con “Simboli e suoni dall’Est”, l’8 febbraio 2026 nella cornice incantevole del Teatro Bibiena a Mantova, in collaborazione con l’Ambasciata Lituana.
Protagonista dell’intenso programma al pianoforte era il grande musicista siracusano Orazio Sciortino, interessantissimo e personale virtuoso compositore e direttore, con un panorama musicale eccellente metafora dell’Est «a blocchi tematici» (Sciortino), che faceva sognare. Creava un viaggio nel romanticismo e tardo romantico anche in pezzi rari, dalla tensione fantastica alla melodia poetica, che ricordava il violino flautato e con “jeux-perleé”. Confronto tra l’aura magica di Chopin e Liszt e il visionario Skrjabin e con M.K. Čiurlionis (1875-1911) legato al misticismo, filosofie orientali e mito lituano.
Ed ecco brani dell’importante e colto compositore lituano Mikalojus Konstantinas Čiurlionis con Notturno VL178armonioso“corale” intimistico chopiniano e Mazurka VL 234 orientaleggiante. Čiurlionis fu noto musicista e pittore, ispiratosi al simbolismo e tra i primi a creare l’astrattismo, amante della natura e tuttora riscoperto, anche grazie a Sciortino. «Ma è necessario avere la luce in sé, dentro di sé, per poter dare la luce e illuminare l’oscurità» (Diari, Čiurlionis ca.’900).SeguivaLiszt con Polonaise mélancolique S.223/1 interpretata con moderazione, poi più ritmata, malinconia e momenti più virtuosistici ben evidenziati dal pianista, con accordi ribattuti e pensieri.

Si stagliava bene e complessa la Polacca-Fantasia op.61 di Chopin, nuvolosa alternanza di temi che fanno pensare alla ballata col doppio trillo trascinante e parti interne, poi grandiosa. Chopin inviò una lettera dove spiegava sulle ultime Mazurke e i progetti la Barcarola, la Sonata per violoncello e pianoforte e «un qualcosa ancora che non so come chiamerò» (in Correspondance de Frédéric Chopin, 12 dicembre 1845): l’abbozzo della Polacca-Fantasia. Poi Chopin Barcarolle op. 60, ampiae coinvolgente, eseguita romanticamente. Emerge l’apprezzamento di Debussy e Ravel: «Nella Barcarola di Chopin la melodia continua ed il tema di terze raffinato è sempre accompagnato da armonie travolgenti. Per un attimo uno stralcio si eleva, canto sospeso e scende magicamente. Si tocca l’immensità col nuovo tema stupendo, tutto italiano. Si frantuma per raggiungere la quiete. Dal basso assurge in un mistero divino» (nostra sintesi da Ravel, Lettres, écrits, entretiens). Anche A. Gide la cita nel suo diario, accanto alla Berceuse ed a Nietzsche. Paragone con la Gondoliera di Liszt da Venezia e Napoli, altro brano virtuosistico ispirato a Venezia con ritmo caratteristico. Interpretate con sentimento due Mazurke (op. 3. n. 9 e 10) di A.N. Skrijabin, poeta simbolista della sinestesia e del Mysterium. Sottolineiamo di Čiurlionis l’Humoreske VL162 e Preludio VL182 (marcia funebre)interpretatoprofondissimo.
I simboli e suoni dell’Est sono melodie, scale, timbri e ritmi spesso irregolari. Bis affascinante di Liszt su canti di Chopin (influsso di JElsner) col delicato Il Desiderio della fanciulla con eco nella Mazurka n. 58 di Chopin. Echi anche della Mazurka op.50 n.2 in Canzone lituana nei Canti di Chopin.
Sciortino evidenziava un tocco di velluto inimitabile dove si notavano anche lo studio dell’estetica barocca e di J.S.Bach da cui ha preso i piani sonori (ha creato un CD su C.P.E. Bach) ed il fil rouge sentimentale. La sua impronta era la finezza e realizzava il piano e pianissimo con una concezione moderata e nobile, in particolare della Polacca (da Sarabanda) e della Mazurka. L’artista univa pannelli pittorici sull’Est, scavando l’essenza dei brani in un mare universale. Plausodel foltissimo pubblico.
Recensione di Barbara Baroni
MantovaMusica, Teatro Bibiena 8 febbraio 2026
Foto: Guido Mario Pavesi
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