Isola di San Giorgio – Le Stanze della Fotografia: le due mostre dei celebri fotografi parlano della ‘Geometria della Grazia’ e del ‘Punto di fuga’.
Le Stanze della Fotografia sull’Isola di San Giorgio a Venezia, iniziativa congiunta di Marsilio Arte e Fondazione Giorgio Cini, hanno presentato le mostre “Horst P. Horst. La Geometria della Grazia”, dal 21 febbraio al 5 luglio 2026, e “Ahmet Ertuğ. Beyond the Vanishing Point” dal 21 febbraio al 6 aprile 2026.

HORST P. HORST
LA GEOMETRIA DELLA GRAZIA
21 febbraio – 5 luglio 2026
La più ampia retrospettiva dedicata a uno dei maestri assoluti della fotografia del Novecento: Horst P. Horst (Weissenfels-an-der-Saale, 1906 – Florida, 1999).
Curata da Anne Morin in collaborazione con Denis Curti, la mostra propone una rilettura originale e trasversale dell’opera di Horst P. Horst, restituendone tutta la complessità oltre i confini della fotografia di moda che lo consacrò sulle pagine di Vogue. Il percorso espositivo lo reinserisce infatti nel più ampio e imprescindibile contesto dei riferimenti alla cultura classica e al vivace mondo dell’intellighenzia europea e americana del Novecento, con cui Horst dialogò costantemente.
Questa è la più ampia e significativa mostra mai dedicata al celebre fotografo: riunisce oltre 400 opere, di cui circa la metà esposte per la prima volta, molte delle quali
stampe vintage originali, affiancate da materiali d’archivio e documenti inediti come riviste d’epoca, disegni preparatori, schizzi e sketchbook, lettere indirizzate a Horst da Coco Chanel o Salvador Dalí, oltre a proiezioni e slideshow di immagini.
L’opera di Horst P. Horst trasforma la fotografia in un’architettura di luce, dove ogni immagine è un’equazione visiva tra linea, volume e spazio. Oltre alla semplice illustrazione, Horst coglie la logica interna delle forme, convertendo i tessuti in volumi e l’immagine in una dimensione metafisica. In questa visione, la luce agisce come principio organizzatore capace di fondere arcaico e moderno in un equilibrio silenzioso. La fotografia diventa così un linguaggio della proporzione matematica, uno spazio in cui la costruzione razionale dell’immagine assume un carattere sacro e atemporale. «Preferisco considerare l’eleganza come una forma di grazia fisica e mentale che non ha nulla a che vedere con la pretenziosità» (citazione di Horst P. Horst tratta dal libro Horst. His Work and his World di Valentine Lawford).
Lontano dal mero esercizio estetico, Horst concepisce l’immagine come un’architettura di forme e luce, un linguaggio rigoroso e sensuale insieme. Le sue fotografie, costruite secondo rapporti proporzionali precisi, rimandano a quella ricerca di perfezione che attraversa la storia dell’arte, da Fidia a Le Corbusier, suo maestro negli anni parigini.
Prima di dedicarsi alla fotografia, Horst studiò architettura ad Amburgo e Parigi, dove collaborò con Walter Gropius e Le Corbusier. Da questa formazione deriva la sua poetica della forma pura, dove la luce e lo spazio si fondono in un equilibrio rigoroso.
Nelle sue composizioni – costruite come vere architetture visive – si riflettono i principi del Bauhaus e la tensione verso lo “spazio minimo”, concetto cardine dell’architettura moderna. Questa disciplina formale diventa cifra di uno stile unico: Horst trasforma la fotografia di moda in un esercizio di armonia, un incontro tra modernismo e classicità, tra rigore e sensualità.
La mostra si articola in otto sezioni, concepite come un viaggio nella costante ricerca di equilibrio e proporzione che attraversa tutta la produzione di Horst P. Horst, a partire dai primi disegni e autoritratti realizzati in adolescenza esposti nella primissima sala accanto alla sua imponente “camera”, il banco ottico, che ne testimonia il rigoroso metodo di lavoro.

AHMET ERTUĞ
BEYOND THE VANISHING POINT
21 febbraio – 6 aprile 2026
Il progetto celebra oltre cinquant’anni di ricerca del fotografo turco dedicata al patrimonio architettonico e culturale europeo e mondiale. Questa ricerca, unita alla sua formazione da architetto, permette ad Ertuğ di guardare alla fotografia non solo come a un mezzo di documentazione, ma anche come a uno strumento di interpretazione, un modo per sperimentare e rivelare l’architettura attraverso gli occhi dei suoi creatori originali.
La mostra riunisce una selezione di 29 fotografie di grande formato incentrate sul patrimonio architettonico italiano e sul suo profondodialogo con il più ampio mondo mediterraneo. Il percorso espositivo mette in risalto questaconnessione trovando un punto di sintesi ideale nel legame tra le città di Venezia e Istanbul.
Ventotto opere ritraggono cattedrali, palazzi, teatri, biblioteche e musei italiani, tra cui spiccano i capolavori come il Pantheon a Roma, la Basilica di San Pietro e il Teatro La Fenice di Venezia. A suggerire il legame ideale con Istanbul, interviene un’unica immagine della città natale del fotografo: la monumentale e imponente cupola del VI secolo della Basilica di Santa Sofia, un’opera che suggella il legame storico profondo tra queste due città di importanza cruciale lungo la Via della Seta.
Formatosi alla Architectural Association School di Londra, Ahmet Ertuğ ha maturato la propria sensibilità estetica operando tra gli insediamenti storici dell’Iran, di Istanbul e del Giappone. La sua ricerca fotografica adotta la prospettiva degli architetti originari per restituirne la visione spaziale autentica. Attraverso l’uso del grande formato, egli persegue una qualità tecnica eccelsa che richiama i principi della scuola di Düsseldorf, puntando su immagini di ampia scala per coinvolgere profondamente l’osservatore.
Ahmet Ertuğ dimostra una maestria magistrale nel dominio della luce, sapendo gestire i contrasti più netti all’interno dei luoghi sacri attraverso un’illuminazione selettiva che filtra dalle aperture, trasformando lo scatto in un’esperienza di scoperta estatica. La sua cifra stilistica si fonda su una gamma cromatica inesauribile, capace di armonizzare il calore della luce naturale con le tonalità fredde delle sorgenti artificiali. In questo modo, l’autore riesce a far convivere nel medesimo scatto la profondità dei ritmi ancestrali della natura e la forza visiva della modernità scenica.
In occasione della mostra, sabato 28 marzo 2026, dalle ore 10:30 alle ore 16:00, Ahmet Ertug terrà un workshop organizzato e promosso dalla Fondazione Stanze della Fotografia.
C.S.M.
Fonte: tratto da comunicati stampa 20 febbraio 2026
Immagini allestimenti: foto di Andrea Avezzù
Le Stanze della Fotografia
Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia
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