Carabinieri TPC Venezia: ritrovata antica statua lignea di scuola senese rubata nel 1977 dal Castello Cini di Monselice, dove resterà visibile fino alla primavera 2027.
LE INDAGINI DEI CARABINIERI TPC
I Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Venezia, in collaborazione con i colleghi del Nucleo di Monza e con il coordinamento della Procura della Repubblica di Bergamo, hanno recuperato a Zogno (BG) una pregiata statua lignea raffigurante la “Madonna con Bambino”.

L’opera recuperata è una scultura lignea a “tutto tondo”, poggiata su basamento costituito dal medesimo materiale di forma ottagonale, di scuola senese risalente al XIV sec. con un’altezza di cm. 121. Riconducibile alla produzione delle botteghe pisano-lucchesi affini all’autore senese Francesco di Valdambrino (Siena 1375-1435), del quale assume le finezze stilistiche di produzione testimoniate dalle policromie e dai dettagli di lavorazione, la scultura si qualifica come manufatto di peculiare rilevanza sotto l’aspetto artistico e devozionale.
La statua era stata rubata a Monselice (PD) il 10 marzo 1977 dal “Castello Cini”, attualmente denominato “Castello di Monselice” e il furto denunciato presso la Stazione dei Carabinieri di quel territorio. All’epoca, le fotografie della scultura furono inserite dai Carabinieri TPC nella “Banca dati dei Beni culturali illecitamente sottratti”, un archivio informatizzato che conserva quasi otto milioni di manufatti censiti di cui circa un milione ancora da ricercare.
Lo sviluppo della tecnologia informatica e dell’Intelligenza Artificiale hanno consentito di migliorare la componente preventiva, attraverso la condivisione e l’impiego di contenuti open source fruibili a tutti. Nel contempo, sono stati affinati gli strumenti investigativi all’avanguardia come S.W.O.A.D.S. (Stolen Works Of Art Detection System), l’ultima frontiera nel contrasto al traffico illecito di beni culturali, che vede ormai la rete internet al centro di fenomeni criminali di varia natura, caratterizzati da accentuate dinamiche delinquenziali su scala internazionale.

L’attività di controllo e monitoraggio del web, finalizzata alla ricerca di beni culturali provento di furto svolta dal personale del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Venezia, ha permesso di individuare una pubblicazione scientifica che descriveva l’oggetto artistico. I successivi accertamenti svolti dai Carabinieri TPC hanno permesso di riscontrare la sua collocazione nella provincia di Bergamo.
Gli accertamenti effettuati anche grazie al supporto scientifico del personale della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Brescia, competente per la provincia di Bergamo, e dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Bergamo, hanno consentito di verificare la corrispondenza e identità tra la statua sequestrata e quella asportata al citato castello.
La Procura della Repubblica di Bergamo, concordando con le risultanze investigative, ha disposto la restituzione della statua alla Fondazione Giorgio CINI di Venezia.

LA SCULTURA
La scultura, in legno intagliato e dipinto, alta 122 cm, è entrata a far parte delle Collezioni di Vittorio Cini nel 1941, acquistata dall’antiquario romano Alfredo Barsanti. All’epoca, viene collocata con ogni probabilità nella cosiddetta “Sala dell’angelo” della Casa romanica, il nucleo più antico della Rocca, come risulta dall’atto di donazione del Castello di Monselice alla Fondazione Giorgio Cini, siglato il 23 febbraio del 1972.La scultura viene attribuita, pur con cautela, allo scultore senese Francesco di Valdambrino, attivo tra la fine del Trecento e i primi decenni del secolo successivo. Gli studiosi segnalano infatti una serie di affinità sia con alcune opere certe dell’artista, come la Madonna con il Bambino della chiesa pisana di Sant’Andrea a Palaia, firmata e datata 1403, sia con un’altra scultura lignea conservata al Museo Nazionale di Villa Guinigi a Lucca, ricondotta a uno scultore lucchese gravitante intorno al cantiere del duomo, negli anni in cui lo stesso Valdambrino soggiornava in città.
LA PRESENTAZIONE APERTA AL PUBBLICO E AGLI STUDIOSI
LA SCULTURA IN MOSTRA FINO ALLA PRIMAVERA 2027
Grazie agli accordi di collaborazione tra la Fondazione, la Regione del Veneto (attuale proprietaria del Complesso Monumentale di Monselice) e Veneto Edifici Monumentali srl (quale ente gestore), si è deciso di celebrare il ritrovamento riportando la scultura nella sua sede originaria e di presentarla al pubblico il 27 marzo 2026 alle ore 10.30, al Castello di Monselice.La scultura ritorna dunque nelle sale della Rocca, a disposizione degli studiosi e fino alla primavera 2027 esposta al pubblico.
La partecipazione all’evento è su prenotazione: roccadimonselice@regione.veneto.it fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Il recupero dell’opera è stato particolarmente complesso. Dopo la notte del furto, compiuto da ignoti il 10 marzo 1977, la prima segnalazione della scultura è avvenuta solo nel 2015, da parte della studiosa Federica Siddi, impegnata in quel momento in una ricerca sulla tradizione delle sculture lignee. Da allora sono partite le indagini sopra descritte.
Renata Codello, Segretario Generale della Fondazione Giorgio Cini: «Il ritorno di questa scultura è un avvenimento importante. Il ritrovamento di un’opera d’arte trafugata è sempre un evento da celebrare e una ferita che si rimargina. Per noi significa ricostruire l’unicità e la ricchezza della Collezione Cini e del Castello di Monselice. Inoltre, permette di riprendere il lavoro di ricerca storica sulla produzione e la circolazione delle opere d’arte, in questo caso tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento, di cui la scultura ritrovata è un esempio straordinario».
Filippo Giacinti, Assessore al Patrimonio della Regione del Veneto: «Desidero esprimere, a nome della Regione del Veneto, le più vive congratulazioni ai Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Venezia per l’importante attività investigativa che ha consentito di recuperare la preziosa scultura. Un sincero ringraziamento va anche alla Fondazione Giorgio Cini per la scelta di restituire temporaneamente l’opera al Castello di Monselice, oggi di proprietà della Regione del Veneto. Si tratta di un gesto di grande sensibilità istituzionale e culturale che consente di ricollocare la scultura nel luogo per il quale era stata destinata da Vittorio Cini, restituendola alla comunità e al patrimonio storico del nostro territorio. Il ritorno di questa Madonna con il Bambino rappresenta non solo il recupero di un’opera d’arte, ma anche la restituzione di un tassello della nostra memoria e della nostra identità culturale».
Aldo Rozzi Marin, Amministratore Unico di Veneto Edifici Monumentali srl: «Restituire al complesso monumentale un’opera che ne faceva parte significa ricomporre una parte della sua storia e rafforzare il legame tra patrimonio, territorio e comunità. Il ritorno della Madonna con il Bambino al Castello di Monselice rappresenta un momento di grande valore simbolico e culturale».
C.S.m.
Fonte: da comunicati stampa Comando TPC Venezia 5 marzo 2026 e Fondazione Cini 6 marzo 2026

