Reggia di Monza – Orangerie: una mostra spettacolare che unisce il racconto di Emilio Salgari, alla finzione televisiva, cinematografica e fumettistica, a materiali storici originali.
«La notte del 20 dicembre 1849 un uragano violentissimo imperversava sopra Mompracem…» Oggi, quella tempesta è tornata.
Un viaggio nel Sud-est asiatico ottocentesco – reale e leggendario – attraverso Borneo, Malesia, India e Indonesia, così come li ha immaginati Emilio Salgari, lo scrittore che ha fatto sognare generazioni di lettori. La mostra “Sandokan. La tigre ruggisce ancora” è allestista negli spazi dell’Orangerie della Reggia di Monza dal 7 marzo al 28 giugno 2026 (prorogata fino al 6 settembre).
Ideata e prodotta da Vertigo Syndrome e curata da Francesco Aquilanti e Loretta Paderni, l’esposizione è concepita come una grande epopea visiva e sonora, capace di far dialogare la fantasia letteraria con materiali storici autentici, in un continuo gioco di rimandi tra invenzione narrativa e realtà.

La mostra ha il patrocinio del Ministero della Cultura e del Comune di Monza ed è stata realizzata grazie alla collaborazione attiva del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e di istituzioni e privati che hanno aderito al progetto, mettendo a disposizione i loro preziosi oggetti, documenti, cimeli e soprattutto le loro competenze culturali. Tra questi il Museo delle Civiltà di Roma, la Fondazione Tancredi di Barolo, gli eredi Matania/Della Valle, la Cong Sa-Hugo Pratt properties, l’Archivio Sarti, il Museo Stibbert di Firenze, la RAI, la Cineteca Nazionale e l’Istituto Luce.
C’è una nuova generazione che ha incontrato Sandokan per la prima volta grazie al recente remake televisivo, riscoprendo un eroe la cui fama ha una lunga storia. E ci sono gli adulti che con la Tigre della Malesia sono cresciuti: genitori che negli anni Settanta erano bambini e che sognavano avventure incollati allo schermo davanti allo sceneggiato con Kabir Bedi. La passione per questo personaggio ha influenzato almeno cinque generazioni a partire dal lontano 16 ottobre 1883 quando il romanzo di Emilio Salgari “La Tigre della Malesia”, con protagonista Sandokan, venne pubblicato in 150 puntate su un giornale veronese. Fu da subito un successo straordinario di pubblico, un fenomeno letterario che dura intatto da quasi 150 anni.

Questa mostra è un ponte tra generazioni, dove si incrociano memorie e prime scoperte. Sandokan è un eroe romantico e anche una figura di resistenza e di ribellione, protagonista di un ciclo di avventure che, alla fine dell’Ottocento, contribuì in modo decisivo a formare l’immaginario collettivo italiano, in un Paese affacciato verso mondi lontani.
Sandokan incarna un bisogno universale e senza tempo: l’evasione, il mistero, l’attrazione per terre remote in cui misurare il coraggio, la lealtà, l’amore e il desiderio di autodeterminazione. Valori che attraversano le epoche e che oggi, in un presente inquieto e disorientato, tornano a parlare con una forza sorprendente.

Per la prima volta in assoluto vengono esposti reperti che il pubblico non ha mai potuto ammirare: la collezione etnografica originale dei Dayak, donata al Re d’Italia Umberto I da Sir Charles Brooke, discendente diretto del leggendario ma realmente esistito Rajah Bianco James Brooke, l’antagonista letterario di Sandokan.
Sono gli oggetti reali, concreti, che accesero l’immaginazione di Emilio Salgari. Rimasti nascosti per oltre un secolo, tornano oggi alla luce in questa mostra. E, in un viaggio multisensoriale, i visitatori possono attraversare la giungla del Borneo, ascoltare i misteriosi ramsinga e i tamburi di guerra, sobbalzare ai ruggiti delle tigri e al fragore delle battaglie navali.
Ambienti ricreati con cura, minuzia e originalità, materiali storici, immagini, testi, suoni e voci costruiscono un racconto stratificato, capace di coinvolgere il visitatore su più livelli. Un percorso narrativo che fa battere il cuore a grandi e piccini.
Si aggiunge un ricco calendario di eventi collaterali, incontri, laboratori e attività didattiche che approfondiscono gli argomenti collegati alla mostra, trasformandola di fatto in una sorta di festival tematico. I visitatori più piccoli sono coinvolti in giochi e avventure all’interno del percorso espositivo e al termine riceveranno un omaggio “piratesco”.

IL PERCORSO ESPOSITIVO
Esiste davvero la leggendaria Mompracem? Antiche carte geografiche svelano il mistero dell’isola dei pirati. La giungla prende vita con effetti sonori e scenografici degni di una produzione cinematografica. Fotografie d’epoca, tavole botaniche rare e illustrazioni originali trasportano il visitatore in quel luogo dove «di notte è un frastuono orribile di urla, di ruggiti, di sibili che gela il sangue».
I costumi originali della serie TV degli anni Settanta disegnati dal due volte premio oscar Nino Novarese e fortunosamente ritrovati in una delle più antiche sartorie teatrali italiane, gli oggetti e le armi di scena provenienti dalla più importante attrezzeria cine-teatrale, si affiancano alle autentiche lance del popolo dei Dayak, con i kriss malesi, gli scudi tribali e i trofei originali di queste popolazioni, conosciute come “i tagliatori di teste”: la mostra riunisce infatti i materiali di scena alla rara documentazione audiovisiva, antichi e originali manufatti etnografici mai esposti fino ad oggi.
Oggetti e abiti autentici provengono da prestigiose collezioni e musei italiani che hanno contribuito come partner alla realizzazione questa mostra. Ogni ornamento sussurra i segreti dell’Oriente misterioso, così come è descritto dalla penna di Emilio Salgari.

Una sezione centrale del percorso è dedicata ai personaggi che popolano l’epopea salgariana. Accanto alla Tigre della Malesia, la mostra restituisce spazio agli altri protagonisti del ciclo indo-malese: l’ironico e leale Yanez de Gomera e la risoluta e affascinante Marianna Guillonk, la Perla di Labuan. Senza dimenticare i seguaci di Sandokan, da Tremal-Naik a Kammamuri, fino agli efferati Tigrotti: la multiforme ciurma di pirati che incarna l’idea di una fratellanza senza confini etnici.
Illustrazioni originali, materiali editoriali, immagini cinematografiche e fumettistiche mostrano come questi personaggi abbiano attraversato epoche e linguaggi, fissandosi nell’immaginario collettivo come figure archetipiche dell’avventura, del coraggio e della lealtà.
Una sezione affronta il tema del colonialismo e dei “Rajah bianchi”, primo fra tutti James Brooke figura storica realmente esistita, antagonista letterario di Sandokan, nonché del suo diretto successore Charles Brooke al quale si deve la raccolta della collezione etnografica esposta in questa occasione. La mostra restituisce il contesto politico e culturale dell’epoca, mettendo in luce il conflitto tra dominio e resistenza che attraversa tutta la saga e ne costituisce una delle tensioni più profonde.

Nelle ultime aree del percorso espositivo emerge il ritratto di Emilio Salgari: scrittore popolarissimo e molto sfruttato, autore instancabile, costretto a una produzione incessante da un sistema editoriale che ne consumò il talento senza riconoscerne pienamente il valore.
La celebre penna spezzata che Salgari lasciò sul suo tavolo di lavoro fu il gesto estremo prima di porre fine alla sua vita nel 1911. Lo scrittore che creò mondi sconfinati e personaggi liberi e ribelli, era nella realtà imprigionato da debiti, contratti vessatori e isolamento culturale e da continui drammi familiari.
Eppure, già in vita, Salgari era riconosciuto come una figura centrale della cultura popolare italiana. La Regina Margherita di Savoia nel 1897 nominò Salgari Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia, riconoscendogli il merito di avere «istruito dilettando» intere generazioni di giovani lettori. Un riconoscimento che conviveva con la durezza delle sue condizioni di lavoro.

La mostra si apre infine alle molteplici reincarnazioni visive di Sandokan: dal cinema degli anni Quaranta alla televisione, dai grandi sceneggiati RAI alle trasmissioni di approfondimento e parodie televisive, passando per il fumetto, i bozzetti di costumi e l’illustrazione dei quali sono visibili in mostra tavole preparatorie originali di illustratori memorabili come Alberto della Valle e disegnatori di fumetto conosciuti da tutto il mondo come Hugo Pratt. Un secolo di immagini e testimonianze che confermano la vitalità di un mito capace di attraversare linguaggi, epoche e generazioni mantenendo intatti quei valori di avventura, coraggio e lealtà.
Riportare Salgari al centro del dibattito culturale significa valorizzare un patrimonio italiano troppo a lungo sottovalutato: uno scrittore tradotto in tutto il mondo, che ha ispirato il cinema, da Sergio Leone a George Lucas.
CatalogoMoebius Books
SODDISFATTI O RIMBORSATI
I visitatori insoddisfatti dell’esposizione potranno richiedere il rimborso integrale del biglietto. Una garanzia che Vertigo Syndrome offre su tutte le proprie produzioni.
C.S.M.F.
Fonte: tratto da comunicato stampa 6 marzo 2026
Installation views: foto Natascia Mercurio (@natybtw)
SANDOKAN
LA TIGRE RUGGISCE ANCORA
7 marzo – 28 giugno 2026 (prorogata fio al 6 settembre)
Orangerie – Reggia di Monza
Viale Brianza 1, Monza
Info mostra: Tel. +39 333 6811415
info@mostrasandokan.com
www.mostrasandokan.com
FB @Sandokan. La tigre ruggisce ancora | IG@sandokan_mostra

