Nuova formula per l’atteso appuntamento dedicato alla fotografia internazionale. Quattro giorni di mostre, conferenze, presentazioni di libri, film, incontri con artisti, critici, studiosi.

È tutto pronto per l’apertura del Brescia Photo Festival, la manifestazione interamente dedicata alla forma d’arte che più di ogni altra riesce a interpretare il tempo presente e che ha visto negli anni scorsi la città protagonista a livello nazionale con importanti antologiche e con decine di mostre di ricerca, studio e dossier per raccontare la fotografia italiana.

Giunto alla nona edizione, il Festival si presenta con una formula rinnovata per diventare, ancora più radicalmente, il festival della città.Non più soltanto un palinsesto di appuntamenti ospitati nelle sedi istituzionali, ma un progetto diffuso che nasce dal tessuto urbano e lo attraversa, coinvolgendo accanto alle principali Istituzioni culturali anche spazi indipendenti, realtà associative e luoghi del quotidiano.

Tra giovedì 26 e domenica 29 marzo 2026, quattro giorni intensi in cui Brescia si trasforma in un laboratorio aperto, accogliendo mostre, conferenze, incontri, proiezioni e presentazioni di libri con artisti, critici e studiosi tra i più autorevoli e interessanti della scena fotografica italiana e internazionale. Un’esperienza condivisa che invita il pubblico a attraversare la città seguendo il filo delle immagini, scoprendo nuovi spazi e nuove prospettive.

Un fine settimana lungo in cui si inaugurano una mezza dozzina di mostre originali e si svolgono oltre venti eventi pubblici. Un programma articolato e lineare, sotto la regia di Fondazione Brescia Musei, approfondendo i temi delle mostre con grandi autori e critici: Giovanna Calvenzi, Diego Cascio, Francesco Cito, Paolo Clerici, Denis Curti, Marco Gehlhar, Bruce Gilden, Andrea Holzherr, Paolo Landi, Roberto Mutti, Alberto Prina, Lea Sansone, Ferdinando Scianna, Massimo Sestini, Giovanni Valagussa, Mauro Zanchi.

Il IX Brescia Photo Festival è promosso da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, con la curatela artistica di Renato Corsini, in collaborazione con Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana e con alcune delle più attive realtà culturali del territorio: Accademia di Belle Arti SantaGiulia, Consorzio Marmisti Bresciani, LABA- Libera Accademia Belle Arti, Museo Nazionale della Fotografia Cinefotoclub, Fondazione Provincia di Brescia Eventi, Fondazione Clerici, MITA, Editrice Morcelliana, Mutty Gallery che animano oltre una dozzina di venue dell’evento.





I LUOGHI DEL BRESCIA PHOTO FESTIVAL
– Museo di Santa Giulia, via dei Musei 81/b
– Pinacoteca Tosio Martinengo, piazza Moretto, 4
– Cavallerizza, Centro della Fotografia Italiana, via Fratelli Cairoli, 9
– Auditorium di Santa Giulia, via Piamarta, 4
– Cinema Nuovo Eden, via Nino Bixio, 9
– Accademia di Belle Arti SantaGiulia, via Nicolò Tommaseo, 49
– LABA. Libera Accademia Belle Arti, via don Giacomo Vender, 66
– MITA, via Privata de Vitalis
– Museo Nazionale della Fotografia Cinefotoclub, contrada del Carmine, 2F
– Mutty Gallery, via Trieste 32/a
– Palazzo Martinengo Cesaresco, via Musei, 30
– Spazio Contemporanea, corsetto Sant’Agata, 22
– Stones Venue (Parco delle Cave), via Cerca





LE MOSTRE

BRUCE GILDEN. A CLOSER LOOK
Museo di Santa Giulia 27 marzo – 23 agosto 2026

GRACE / GRAZIA. BRUCE GILDEN PER RAFFAELLO
Pinacoteca Tosio Martinengo 27 marzo – 12 luglio 2026

Apre il Festival la mostra dedicata a Bruce Gilden (New York, 1946), membro effettivo dell’agenzia Magnum Photos, conosciuto come uno dei pionieri della Street Photography e che viene celebrato con un unico progetto composto da una mostra e da una installazione site-specific, allestite al Museo di Santa Giulia e alla Pinacoteca Tosio Martinengo, entrambe a ingresso gratuito nel primo giorno di apertura, venerdì 27 marzo.

“Bruce Gilden. A closer look”, la prima grande monografica dedicata al grande fotografo newyorkese e mai presentata in Italia, curata da Denis Curti,presenta un corpus di 80 fotografie. Il percorso ruota attorno a Faces (2013-2024), ritratti di persone caratterizzati dall’accento dinamico, dalle particolari qualità grafiche e dal modo originale e diretto con il quale Gilden fotografa i volti con l’ausilio del flash; sono scatti realizzati come cronaca figurativa di città in giro per il mondo: dagli Stati Uniti all’Inghilterra, passando per il Messico, la Grecia e la Colombia; sono opere che nascono da una relazione e da un dialogo fortemente cercato con i soggetti, ma che non rinunciano a un approccio diretto e senza sconti, tipico della sua cifra espressiva.

Accanto ad esse, è esposta una serie di fotografie in bianco e nero degli esordi (1968), realizzate in Giappone con alcuni rappresentanti della Yakuza (1996-1999), ad Haiti (1985-1995), in Europa, tra Francia (1994-2015), Irlanda (1996-1997) e Inghilterra (2000-2012), ma soprattutto nella sua città natale: New York (1969-1995).

Completano la rassegna due contributi audiovisivi: il primo è una intervista del fotografo e reporter britannico Martin Parr, recentemente scomparso, nella quale Bruce Gilden racconta le sue vicende biografiche e la sua carriera professionale; il secondo è un video realizzato dall’Agenzia Magnum Photos.

L’installazione site-specific dal titolo “Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello”, pensata appositamente per questa prima presentazione italiana, vede esposto il dittico fotografico commissionato da Fondazione Brescia Musei al fotografo newyorkese per arricchire la collezione dei Musei Civici di Brescia. L’opera reinterpreta il concetto di “grazia”, esemplificato dalle due opere di Raffaello in prestito alla mostra Raffaello: Sublime Poetry al MET – Metropolitan Museum of Art di New York dal 29 marzo (vedi qui).

Il progetto è sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Bruce Gilden, inoltre, è protagonista di due talk, uno riservato alle scuole e l’altro, aperto al pubblico, venerdì 27 marzo, ore 18.00 all’Auditorium Santa Giulia insieme a Denis Curti.

BRUCE GILDEN. HAITI
Spazio Contemporanea 26 marzo – 13 giugno 2026

Al racconto del percorso artistico di Bruce Gilden è dedicata anche l’esposizione“Bruce Gilden. Haiti”, organizzata dalla Fondazione Clerici, dove è esposta una selezione di venti fotografie del fotografo dedicate ad Haiti e appartenenti alla collezione di Paolo Clerici. Gilden si reca per la prima volta ad Haiti nel 1984, in occasione delle celebrazioni del Mardi Gras, rimanendo profondamente colpito dall’isola e dai suoi abitanti. Decide così di raccontarne la storia e la cultura, documentando con il mezzo fotografico ogni aspetto della vita locale: dai mercati alla vita notturna, dai passanti delle grandi città ai riti funebri.

REALPHOTO. UN’AGENZIA PER LA LIBERA FOTOGRAFIA
Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana 28 marzo – 10 maggio 2026

Attraverso il tema del viaggio, la rassegna celebra l’agenzia Realphoto che ha operato negli anni ‘60 e che è stata in qualche modo il contraltare della ben più nota agenzia Magnum. Tra i fondatori di quell’agenzia, Caio Mario Garrubba, Nicola Sansone e Calogero Cascio sono stati, per impegno e produzione di lavoro, i più rappresentativi per la ricerca di un nuovo linguaggio delle immagini. L’esposizione curata da Renato Corsini è dedicata ai loro reportage: “Cina ai tempi di Mao” nel 1959 di Caio Mario Garrubba, “Vietnam” di Calogero Cascio e “America” di Nicola Sansone negli anni ‘60, tre testimonianze di quello che non è stato solo un fermento fotografico ma anche e soprattutto sociale.

MARAMAO. LA RIVOLUZIONE CULTURALE DI MAO ZEDONG
MITA 27 marzo – 3 maggio 2026

Caio Mario Garrubba è protagonista anche dell’esposizione “Maramao. La rivoluzione culturale di Mao Zedong”,curata da Renato Corsini, che propone fotografie vintage e oggetti di propaganda legati alla rivoluzione culturale di Mao Zedong in dialogo con la grande esposizione di tappeti cinesi “Le trame del dragone” (vedi qui). Un percorso in cui la visione fotografica di Caio Mario Garrubba (1923-2015) s’intreccia con la ricchezza simbolica e storica dei tappeti cinesi, offrendo uno sguardo inedito sulle relazioni tra fotografia e tradizione tessile.

LO SBADIGLIO DELL’ARCHIVISTA
Spazi Carme dal 26 marzo

È una mostra promossa dall’Associazione Carme delle opere degli allievi del biennio di fotografia della LABA – Libera Accademia di Belle Arti di Brescia, sviluppata a partire dalle collezioni di Fondazione Ago di Modena e che inaugura con un intervento di Mauro Zanchi, storico dell’arte.L’esposizione, ispirata a un’immagine ottocentesca (La cicogna lettrice, Litografia Bognard, Parigi), presenta undici sguardi sulle collezioni di Fondazione Ago attraverso progetti fotografici e multimediali, tra video e installazioni. Le opere riflettono sull’archivio come struttura del sapere e sui criteri che ne orientano la lettura, esplorando microstorie, memorie dimenticate e visioni del futuro rimaste incompiute. INAUGURAZIONI, INCONTRI E





ALTRE INIZIATIVE

GIOVEDÌ 26 MARZO

Il ricco palinsesto di iniziative si apre giovedì 26 marzo, alle ore 9.30 all’Auditorium di Santa Giulia con la conferenza che ricorda Oliviero Toscani, a un anno dalla scomparsa, promossa dall’Editrice Morcelliana.

L’incontro “La lezione di Oliviero Toscani: verso un’idea di Umanesimo Tecnologico” presenta una riflessione sul tema della comunicazione e delle sue trasformazioni. Paolo Landi, autore del libro Oliviero Toscani. Comunicatore, provocatore, educatore (Morcelliana – Scholé) e stretto collaboratore di Toscani, dialoga con Massimo Tantardini, Vicedirettore dell’Accademia SantaGiulia, e Luisa Bondoni, curatrice del Museo Nazionale della Fotografia di Brescia. L’incontro, condotto da Anna Giunchi, docente dell’Accademia SantaGiulia ed esperta dei media, è un tributo alla memoria e una chiamata all’azione per i futuri artisti e designer dell’immagine, un invito alla vocazione sperimentale e a una consapevolezza della responsabilità etica, alla base dell’Umanesimo Tecnologico.

Alle ore 15.00, lo Stones Venue (Parco delle Cave)ospita la presentazione del progetto “Teatri dell’immagine”, promosso dal Consorzio Marmisti Bresciani, che vedrà tra la primavera e l’estate 2026, le cave di Botticino ospitare un ciclo di mostre nelle quali le fotografie saranno proiettate direttamente sui blocchi di marmo e sulle pareti delle cave, trasformando i luoghi di estrazione in spazi espositivi. Alla conversazione partecipano Luisa Senini, presidente del Consorzio Marmisti Bresciani e Renato Corsini, curatore artistico del Brescia Photo Festival.

Alle ore 18.00, in Auditorium di Santa Giulia, si inaugura del progetto espositivo dedicato a Bruce Gilden, alla presenza del fotografo, del curatore Denis Curti e di Andrea Holzherr, global cultural director di Magnum Photo.

Alle ore 18.30, da Mutty Gallery, si tiene la presentazione del libro “The Great Filter” di Marco Gehlhar, edito lo scorso anno da Booooooom attraverso una open call. All’incontro, a cui partecipano l’autore e Stefano Solaro, poeta, appassionato di occulto e teorie del complotto, è un viaggio documentario attraverso un’epoca caratterizzata da un paradosso: l’umanità è tecnologicamente avanzata da poter esplorare il cosmo alla ricerca di forme di vita, ma allo stesso tempo sta spingendo la Terra verso il collasso ecologico e il pericolo nucleare.

Si prosegue alle ore 19.00, allo Spazio Contemporanea, con l’inaugurazione della mostra promossa da Fondazione Clerici “Bruce Gilden. Haiti”, alla presenza del collezionista Paolo Clerici e della curatrice della Fondazione Clerici, Carlotta Clerici.

La giornata si chiude alle ore 21.00 al Cinema Nuovo Eden con la proiezione del film “Oltre il Confine: le immagini di Mimmo e Francesco Jodice” di Matteo Parisini: un doppio ritratto in dialogo tra Mimmo Jodice e il figlio Francesco, costruito a partire da immagini di famiglia e interviste inedite. La pellicola ripercorre due itinerari artistici che diventano anche racconto del Paese e del mondo: dagli scatti di Mimmo che documentano il colera di Napoli del 1973 e il terremoto in Irpinia del 1980, fino alle ricerche di Francesco tra il Giappone degli hikikomori e i paesaggi del Far West.

VENERDÌ 27 MARZO

La giornata si apre alle 10.00 con un incontro promosso da LABA – Libera Accademia di Belle Arti di Brescia in collaborazione con Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana, dedicato alla presentazione del catalogo della mostra FO.CO – Exposing Contemporary Photography, ospitata lo scorso autunno negli spazi della Cavallerizza. Il volume raccoglie le opere e i percorsi creativi di 35 giovani artisti under 35, offrendo uno sguardo sulle nuove prospettive della fotografia contemporanea e sull’uso dei nuovi media. Intervengono Mauro Zanchi e Sara Benaglia, docenti della Scuola di Fotografia di LABA, insieme a Sara Bortoletto, project manager di Fo.CO. e Margherita Magnino, curatrice della Cavallerizza.

Alle ore 14.00, all’Accademia di Belle Arti Santa Giulia è illustrata l’esposizione “Oltre. Scenografia di una città che cambia”, in tenuta alla Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana il prossimo 16 maggio. L’esposizione raccoglierà un centinaio di opere fotografiche e visive realizzate dagli studenti dell’Accademia, gettando uno sguardo contemporaneo e creativo sul paesaggio urbano e sulla trasformazione di Brescia. All’incontro intervengono Ilaria Bignotti, incaricata dal Comune di Brescia del Servizio specialistico di supporto nell’ambito della direzione artistica, ideazione e organizzazione di progetti ed eventi di arte contemporanea (2024-2028) e Margherita Magnino, curatrice della Cavallerizza- Centro della Fotografia Italiana.

Il pomeriggio si arricchisce alle ore 18.00 con l’incontro con Bruce Gilden, all’Auditorium di Santa Giulia, in dialogo con il curatore Denis Curti, un talk in cui il fotografo ripercorre gli inizi della sua carriera, segnati dall’incontro con una celebre frase di Robert Capa che ha orientato tutta la sua ricerca: essere “abbastanza vicino” come scelta etica e fisica insieme. Riflettendo sul progetto Faces, racconta l’evoluzione del suo sguardo, oggi più essenziale e consapevole, e il desiderio di realizzare ritratti diretti e intensi, capaci di “tirare fuori l’anima”, ispirati alla forza cruda delle prime foto segnaletiche del Novecento.

Chiude la giornata, alle 19.00, l’inaugurazione della mostra “Maramao. La rivoluzione culturale di Mao Zedong”, presso MITA Centro Culturale, con Flavio Pasotti, presidente di MITA, Giovanni Valagussa, curatore di MITA, Renato Corsini, curatore artistico del Brescia Photo Festival e Sara Bortoletto, antropologa e ricercatrice indipendente, che analizzano il valore del lungo reportage di Caio Mario Garrubba, che nel 1959 documentò la società maoista a dieci anni dalla sua costituzione. Un dialogo che accosta la fotografia documentaria all’iconografia del realismo socialista per ricostruire le traiettorie e le utopie del Grande balzo in avanti.

SABATO 28 MARZO

Si apre con l’appuntamento dedicato agli studenti delle scuole di II grado che incontrano il fotografo americano Bruce Gilden, con il curatore del progetto Denis Curti.

Alle ore 11.00, alla Pinacoteca Tosio Martinengo, si tiene la presentazione della mostra “La Vittoria di Brescia. 40 fotografi e un’eterna bellezza”, a cura di Giovanna Calvenzi. L’esposizioneriunisce gli scatti di quaranta fotografi che, nell’arco di circa un decennio, hanno interpretato la Vittoria Alata come musa senza tempo. Tra loro Gabriele Basilico, Giovanni Gastel, Carlo Orsi, Franco Fontana, Giovanni Chiaramonte, Claudio Amadei, Alessandra Chemollo e Paolo Ventura, solo per citarne alcuni.

L’esposizione rappresenta uno dei momenti più significativi del programma di iniziative con cui Fondazione Brescia Musei celebra i duecento anni dal ritrovamento della scultura simbolo della città di Brescia. All’incontro prendono parte, oltre alla curatrice, Renato Corsini, curatore artistico del Brescia Photo Festival, Stefano Karadjov, direttore di Fondazione Brescia Musei e Mauro Saccone, amministratore delegato di Olimpia Splendid, special partner della mostra.

Alle ore 15.00, a Palazzo Martinengo Cesaresco viene presentata dal curatore, Roberto Mutti, l’iniziativa espositiva “Qualcosa è cambiato. Dieci fotografi bresciani dai primi 900 ad oggi”. Realizzata in collaborazione con Fondazione Provincia di Brescia Eventi, proporrà da aprile a dicembre, dieci mostre distribuite sul territorio provinciale, dedicate ad altrettanti fotografi bresciani: Eros Mauroner, Lorenzo Antonio Predali, Paolo Novelli, Renato Corsini, Giulia Martinelli, Claudio Amadei, Diego Di Lorenzo, Fabio Bix, Vincenzo Lonati, Oreste Alabiso, dai primi decenni del Novecento fino alle sperimentazioni dei giovani autori contemporanei. Le rassegne saranno ospitate in diversi luoghi culturali, dalla Fondazione Leonesia di Puegnago, a Palazzo Martinengo a Brescia, passando per Marone sul lago d’Iseo.

Sempre Roberto Mutti, storico e critico della fotografia, alle ore 16.30, alla Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana, presenta l’incontro “La percezione del mondo. L’ebraismo in fotografia”, che riflette su una possibile specificità stilistica dell’ebraismo in fotografia, attraverso l’analisi di opere, linguaggi ed esperienze biografiche di autori di origine ebraica quali Alfred Stieglitz, Man Ray, Paul Strand, André Kertesz, Robert Capa, Gisele Freund, Eric Salomon, Elliott Erwitt, Diane Arbus e molti altri.

Alle ore 17.00, al Museo Nazionale della Fotografia Cinefotoclub, nell’incontro “Africa. Regno selvaggio. Un viaggio fotografico tra le meraviglie della natura”, il fotografo Vittorio Ferrero, in dialogo con Sara Bondoni, curatrice del Museo Nazionale della Fotografia di Brescia, conducono il pubblico alla scoperta della regione africana sub-equatoriale e dei suoi abitanti, attraverso gli scatti realizzati del fotografo in dieci anni e numerosi viaggi in luoghi come le pianure alluvionali dell’Okavango, le grandi praterie del Serengeti, i deserti della Namibia, il cratere del Ngorongoro e altro ancora. Promuove l’incontro il Museo Nazionale della Fotografia Cinefotoclub.

Alle ore 18.00, presso la Pinacoteca Tosio Martinengo, Massimo Sestini, figura unica della fotografia internazionale contemporanea, premio World Press 2015, torna a parlare al pubblico di Brescia in un incontro-racconto in dialogo con Stefano Karadjov, direttore di Fondazione Brescia Musei, sul suo ultimo anno di attività: “Brescia, un anno dopo”. A distanza da un poco più di anno dall’incidente al lago di Lavarone dove egli stesso dichiara di “essere morto e risorto” il fotografo toscano racconta gli ultimi 12 mesi nei quali non ha mai smesso di confrontarsi con imprese all’altezza della sua fama, tra le quali il tour mondiale della nave scuola Amerigo Vespucci (una circumnavigazione epica di 20 mesi che ha toccato 5 continenti, 3 oceani e quasi 30 Paesi, che Massimo stesso definisce l’esperienza più straordinaria della sua carriera professionale) e la testimonianza dei momenti più iconici delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, sfide delle quali mostra i propri reportage.

La giornata si completa con l’inaugurazione della mostra “REALPHOTO. Un’agenzia per la libera fotografia”; appuntamento alle ore 18.30, alla Cavallerizza, con Renato Corsini, curatore delle mostre, Diego Cascio, responsabile dell’Archivio Calogero Cascio e Lea Sansone, responsabile dell’Archivio Nicola Sansone.

DOMENICA 29 MARZO

Per la sua ultima giornata, il Brescia Photo Festival propone alle ore 10.30, alla Cavallerizza – Centro della Fotografia italiana, un incontro sul tema “Fotogiornalismo oggi. Dialoghi contemporanei”, in cui Alberto Prina, direttore del Festival della Fotografia Etica di Lodi, Sara Polotti, giornalista esperta di cultura del Giornale di Brescia, e Francesco Cito, tra i più grandi fotoreporter italiani, si confrontano sullo stato attuale del fotogiornalismo. Tra etica, linguaggi e responsabilità, l’appuntamento esplora come le immagini documentano, interpretano e trasformano la realtà in un’epoca segnata da conflitti, emergenze sociali e narrazioni digitali.

Alle ore 15.00, Sara Benaglia, ricercatrice visiva, saggista, curatrice a BACO Bergamo e docente alla NABA di Milano e alla LABA di Brescia, presenta sempre alla Cavallerizza il suo nuovo libro “Immagini Infestate. Ecologie tossiche della fotografia”, in dialogo con Margherita Magnino, curatrice della Cavallerizza. Attraverso un percorso che va dall’analogico alla dissoluzione digitale, il volume mette in luce le connessioni tra fotografia, capitalismo, colonialismo e perdita di memoria, utilizzando il ritrovamento di muffe su immagini analogiche come potente escamotage narrativo.

Ferdinando Scianna, uno dei maestri della fotografia italiana contemporanea, chiude il programma. Alle ore 17.00, alla Cavallerizza, in un talk, il fotografo siciliano e Renato Corsini, direttore artistico di Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana e del Brescia Photo Festival, rendono omaggio a Gianni Berengo Gardin, recentemente scomparso. Tra reportage, ritratti e documentazione sociale, il talk ripercorre l’intensa carriera di uno degli autori più influenti del Novecento, riflettendo sul suo stile unico e sull’impatto duraturo sull’eredità che lascia alla fotografia italiana.

Alle ore 20.30, al Cinema Nuovo Eden, alla presenza di Ferdinando Scianna e Renato Corsini, viene proiettato il film “Ferdinando Scianna- Il fotografo dell’ombra” di Roberto Andò, presentato Fuori Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025. Un ritratto intimo dell’artista, che intreccia immagini, memoria e racconto.

C.S.M.F.
Fonte: tratto da comunicato stampa 26 febbraio 2026

BRESCIA PHOTO FESTIVAL
26 – 29 marzo 2026

Informazioni e prenotazioni:
Tel. 39 030 8174200
cup@bresciamusei.com
https://www.bresciamusei.com/evento/brescia-photo-festival-ix-edizione/