Di Renzo Gabriel Bonizzi. Fondazione e Gipsoteca Giudici: non solo scrigno della collezione delle opere dello sculture italiano, ma anche luogo proiettato nel presente.
La Fondazione Renato e Gianluigi Giudici è nata nel 2015 allo scopo di tutelare i lavori e promuovere l’opera dello scultore comasco Gianluigi Giudici (Casanova Lanza 1927 – Valmorea 2012). La Gipsoteca di Lugano, inaugurata nel 2016, raccoglie oltre sessanta opere in gesso, bronzo e rame che raccontano il percorso creativo e artistico dello scultore, dalla figurazione all’astrazione.
L’impegno dedicato alla valorizzazione della collezione si è ultimamente focalizzato, in particolare, su Ostaggi e Donna al vento, sculture che mantengono attivo il nesso con il tempo presente: la prima richiama il tema della fragilità umana e dell’incertezza che ci pervade, mentre la seconda inneggia alla forza e alla capacità di resilienza. Temi universali che rendono la scultura di Giudici ancora sorprendentemente attuale.
La Gipsoteca Gianluigi Giudici si attesta non solo come scrigno conservativo delle opere ma anche come luogo vivo nel presente: accoglie infatti attività culturali e di vario genere.
Recentemente, l’iniziativa denominata YogArt ha portato all’interno del museo un momento che ha intrecciato spunti artistici al benessere e allo sviluppo di relazioni interpersonali. La Fondazione prosegue inoltre l’attività di apertura degli spazi museali a collaborazioni, incontri ed eventi.
LA COLLEZIONE GIUDICI
La collezione delle opere di Gianluigi Giudici comprende oltre 300 opere tra calchi in gesso, bronzi fusi con la tecnica a cera persa e sculture collocate prevalentemente in Italia, Svizzera e Austria. Nell’archivio si trova anche un nucleo di studi grafici di ricerca: schizzi, disegni, bozzetti utilizzati per realizzare le sculture negli ultimi anni di attività.
Il corpus delle opere conservate alla Fondazione parte dai ceselli degli anni ’50 e ’60 che si rifanno agli anni di apprendistato presso lo studio dello scultore comasco Pietro Tavani. Alcuni pannelli in rame sbalzato sono rappresentativi dei lavori che si trovano in numerose chiese del Canton Ticino.
Anche i calchi in gesso qui conservati iniziano dagli esordi dello scultore, dalla metà degli anni 50 in avanti. Degli anni 60 sono le opere presenti in chiese e luoghi di culto, come il bozzetto del tabernacolo della Cappella della Buona Stampa di Lugano e il San Francesco e il San Cristoforo del ‘62, segnalati alla V Biennale d’Arte Sacra Contemporanea di Bologna. Si ritrova anche la Via Crucis commissionata a Giudici dal direttore dell’Accademia di Belle Arti di Vienna, l’architetto Kosak, e la Madonna con Bambino (1966) realizzata per la chiesa di Bulgarograsso.
Si aggiungono, degli anni 60, nudi, ritratti e figure. Dagli anni 70 in avanti l’artista si dedicò a sculture “di carattere mentale”. Seguirono, negli anni 80 e 90, opere di grandi dimensioni frutto di una concezione espressiva più libera, talune collocate in territorio e in chiese del comasco, oltre che un grande gruppo bronzeo ideato per la facciata della chiesa del Buon Pastore di Vienna.
Vedi anche il progetto “Gianluigi Giudici, Bormio e la Valtellina” ideato in concomitanza con i Giochi Olimpici Invernali (vedi qui).
Di Renzo Gabriel Bonizzi+m
15 marzo 2026
Immagine: foto Fondazione Giudici
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Fondazione Renato e Gianluigi Giudici
Gipsoteca Gianluigi Giudici
Central Park – Primo piano
Riva Antonio Caccia 1a – 6900 Lugano (Svizzera)
+41 091 980 4141
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