Palazzo delle Esposizioni: oltre 100 capolavori di Schifano, artista tra i più significativi del Novecento. 40 opere inedite di Tirelli, dialogo tra ombra, luce, immaginario.
Trentacinque anni dopo la mostra Divulgare, che segnò la riapertura del Palazzo, Mario Schifano ritorna a Palazzo Esposizioni Roma con un grande progetto. Più di cento capolavori, provenienti da collezioni italiane ed estere, offrono un’ampia panoramica della sua biografia artistica, per riscoprire una delle figure più significative dell’arte contemporanea italiana.
Marco Tirelli, artista romano, presenta con Anni luce oltre quaranta opere inedite, tutte di grande formato, che sono il risultato di un dialogo infinito tra luce, ombra e immaginario.
Le opere, realizzate attraverso un metodo originale, solo in apparenza assimilabile alla fotografia, si presentano come un’unica grande installazione, un atlante visivo che dà vita a un archivio personale e universale.
Queste sono le due mostre aperte a Roma, al Palaexpo:
MARIO SCHIFANO
Palazzo Esposizioni Roma
17 marzo – 12 luglio 2026
Mario Schifano (Homs 1934 – Roma 1998) èuna delle figure più significative e popolari dell’arte italiana del secondo Novecento. A lui, Azienda Speciale Palaexpo e Intesa Sanpaolo dedicano una grande retrospettiva, a Palazzo Esposizioni Roma dal 17 marzo al 12 luglio 2026. La mostra è promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e da Azienda Speciale Palaexpo, prodotta e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia, con il supporto della Fondazione Silvano Toti.
«Il nòcciolo tenero e sensibilissimo del suo animo è la passione per la pittura», così il critico e poeta Cesare Vivaldi descriveva nel 1963 il giovane Schifano. È a questa stima essenziale, incontrovertibile e largamente condivisa, che la mostra ambisce a dare risonanza, con una raccolta di oltre cento opere tra le più acclamate e rappresentative, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed estere, tra cui un nucleo dalla collezione d’arte di Intesa Sanpaolo.
A cura di Daniela Lancioni, curatrice dell’Azienda Speciale Palaexpo, la mostra restituisce la biografia artistica di Schifano attraverso le sue principali invenzioni visive: dalle opere degli esordi degli anni Cinquanta, informali e materiche, ai primi monocromi del 1960; dalla stagione inaugurata con la mostra Tutto nel 1963 alla Galleria Odyssia di Roma alle nuove iconografie mediate dal linguaggio fotografico; e dalle figure della storia dell’arte (dai Futuristi a Malevič), dai Paesaggi TV al cinema fino ai dipinti fuori misura degli anni Ottanta e ai lavori degli anni Novanta, nei quali più esplicita si è manifestata la sensibilità dell’artista per le emergenze sociali.
Figura di assoluto rilievo, Mario Schifano ha attraversato la scena artistica italiana con un percorso caratterizzato da innovazioni continue, dialogando con le principali istanze del secondo Novecento, spesso anticipandole. Il suo lavoro è l’espressione di un costante desiderio di rigenerare la pittura elaborando inesplorati modi di guardare e di pensare attraverso linguaggi diversi, oltre alla pittura, la fotografia e il cinema, tutti rappresentati nella mostra.
IL PERCORSO ESPOSITIVO
Il percorso espositivo si sviluppa nella rotonda e nelle sette grandi sale del piano nobile di Palazzo Esposizioni dove, dopo una introduzione biografica corredata da fotografie d’autore e documenti, le opere si articolano in ordine cronologico, mettendo in evidenza temi, scelte formali, tecniche e premesse mentali che da un’opera tracimano nell’altra rinnovandosi, dando risalto alle invenzioni al loro primo apparire, ai cicli più noti e ad alcune opere meno conosciute. Dove possibile, i lavori sono accostati secondo la consuetudine dell’artista di dipingere per gruppi omogenei, in un dialogo tra unicità del tema e varianti del tutto autonome.
Tra le opere in mostra, la camera da pranzo del 1968 dipinta dall’artista per una casa romana, ricostruita nella rotonda di Palazzo Esposizioni, e l’intera produzione di film e cortometraggi realizzati da Mario Schifano. Una intera sala è allestista con i monocromi del 1960 e con i primi lavori dedicati ai paesaggi metropolitani. I film si possono vedere durante tutta la durata della mostra nella Sala Cinema – a ingresso gratuito – secondo un determinato calendario, mentre all’interno della mostra sono fruibili i cortometraggi di Schifano insieme a una selezione dei documenti audiovisivi dedicati all’artista.
Con questa retrospettiva, Palazzo Esposizioni Roma offre al pubblico l’opportunità di approfondire la vita e l’opera di Mario Schifano, mettendo in luce le sue invenzioni, sperimentazioni e le sue metamorfosi, restituendo così la complessità del suo lavoro e il legame mai ideologico con la contemporaneità.
L’esposizione nasce nell’ambito dell’impegno di Palazzo Esposizioni per lo studio e la valorizzazione delle figure e dei movimenti che hanno segnato in maniera significativa la cultura visiva italiana, a partire dalla metà del secolo scorso, con particolare attenzione, ma non esclusiva, alla città di Roma.
La mostra è accompagnata da un catalogo Electa.

MARCO TIRELLI. ANNI LUCE
Palazzo Esposizioni Roma
17 marzo – 12 luglio 2026
L’esposizione, che presenta un nucleo di opere inedite realizzate appositamente per questi spazi, è dedicata a uno dei principali protagonisti del rinnovamento della pittura italiana e internazionale a partire dalla fine degli anni Settanta: Marco Tirelli (Roma 1956). Palazzo Esposizioni Roma presenta dal 17 marzo al 12 luglio2026 la mostra personale “Marco Tirelli. Anni luce”, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e da Azienda Speciale Palaexpo, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo, con il supporto della Fondazione Silvano Toti.
La mostra, a cura di Mario Codognato, si sviluppa nelle sale 9, 10, 11 e 12 di Palazzo Esposizionie si configura come un unico grande ciclo pittorico, concepito per questa occasione espositiva con opere appositamente realizzate. Ogni lavoro, pur nella propria autonomia, si inserisce in una trama organica e continua, un vero e proprio “nastro ideale” che percorre lo spazio espositivo. Le sale diventano un “teatro della memoria”, in cui l’artista costruisce una rappresentazione cosmogonica del proprio lavoro, un atlante visivo che abbraccia e ricompone l’intero universo poetico di Tirelli. In questa raccolta si intrecciano memorie visive, frammenti di cinema, letteratura, storia dell’arte e ombre di visioni interiori, dando vita a un archivio al tempo stesso personale e universale.
LA MOSTRA
Il percorso espositivo si articola attorno a due direttrici fondamentali della ricerca di Tirelli: la tensione verso una mappatura del mondo attraverso un linguaggio simbolico e mnemonico, e il dialogo costante tra luce e oscurità, dove l’ombra diventa materia e soglia tra visibile e non visto. È proprio la luce – intesa come principio generatore e strumento di rivelazione – a creare lo spazio, a dare forma all’informe e consistenza al pensiero.
Le quarantuno grandi opere esposte, tutte della stessa altezza, si offrono come un continuum visivo di dipinti: una partitura di presenze e assenze, emersioni e dissolvenze, in cui ogni figura è eco, riflesso o ricordo. Attraverso questa complessità linguistica, Marco Tirelli trasforma l’esperienza percettiva in un viaggio interiore, un itinerario nella memoria collettiva e nella sostanza stessa della visione.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Electa, pensato come un vero e proprio libro d’artista.
Con questa esposizione, Palazzo Esposizioni Roma conferma il suo impegno nella valorizzazione della pittura italiana contemporanea e nella proposta di progetti espositivi originali, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva e riflessiva sulla luce, sull’ombra e sulla memoria nel lavoro di Marco Tirelli.
C.S.m.
Fonte: tratto da comunicati stampa 9 marzo 2026
Immagine di copertina: installation view mostra Schifano foto Alberto Novelli © Azienda Speciale Palaexpo
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