Palazzo Ducale-Castello di S.Giorgio: con uno spettacolo di danza aerea, riaprono un luogo emblematico del Risorgimento e, per la prima volta, i camminamenti di ronda.
Nel 160° anniversario dell’annessione di Mantova e del Veneto al Regno d’Italia avvenuta nel 1866, si conclude un importante intervento di restauro che ha interessato il Castello di San Giorgio, sanandolo finalmente dalle ferite del terremoto del 2012.
LE CARCERI DEI MARTIRI DI BELFIORE
I lavori sono stati avviati nel 2021, sotto la direzione di Stefano L’Occaso: «Riaprono finalmente le Carceri del Castello di San Giorgio, uno dei luoghi emblematici della storia risorgimentale, dopo un lungo e complesso intervento che ha coinvolto tanti colleghi e tante professionalità e che ha impegnato, a integrazione dei finanziamenti ALES, anche importanti risorse di bilancio d’Istituto».
All’interno delle celle dei Martiri di Belfiore – luogo simbolo dell’aspirazione alla libertà verso l’Italia Unita – sono state conservate e valorizzate tutte le testimonianze delle varie stratificazioni che vanno dal Cinquecento, epoca di Francesco Gonzaga e Isabella d’Este, fino all’Ottocento, quando furono carceri austriache e subito dopo meta di pellegrinaggio per i sostenitori dell’Unità d’Italia per i quali i Martiri di Belfiore rappresentavano fulgido esempio.
Al secondo piano furono rinchiusi, a partire soprattutto dagli anni Trenta dell’Ottocento, molti cospiratori politici, provenienti in gran parte dalle aree venete e lombarde, tra cui anche i nove patrioti impiccati appena fuori Mantova, fra il dicembre del 1852 e il marzo del 1853, nella valletta di Belfiore – don Enrico Tazzoli, Carlo Poma, Angelo Scarsellini, Bernardo de Canal, Giovanni Zambelli, Tito Speri, don Bartolomeo Grazioli, Carlo Montanari e Pietro Frattini – poi ricordati come i “Martiri di Belfiore”. A questi si aggiungono anche don Giovanni Grioli che, sempre a Belfiore, fu fucilato nel novembre del 1851 e il veneto Pier Fortunato Calvi, patriota del Cadore, impiccato nella zona extraurbana di Lunetta, non lontano dalla rocchetta di Sparafucile, nel luglio del 1855.
L’intervento di restauro ha riguardato gli intonaci di tutte le celle che sono stati consolidati e puliti. Ogni cella ha rivelato dettagli interessanti e complessità peculiari nell’intervento: la cella di Tito Speri ha richiesto una complessa opera di descialbo e di ritocco che ha permesso di recuperare le decorazioni cinquecentesche sottostanti, tra cui anche una raffigurazione di un’impresa di Isabella d’Este tra le meno note; la cella Grioli-Orsini ha confermato nelle tracce materiche la volontà di cancellare dalla memoria dei cittadini la fuga di Orsini, modificando l’architettura della finestra utilizzata per la fuga; nella cella Montanari è riemersa con maggiore chiarezza una veduta a volo di uccello di una città fortificata realizzata a graffito su fondo nero; il corridoio mostra antiche incisioni di soldati granatieri; la cella di Menotti, nota anche come Sala dello Zodiaco, ha riacquisto leggibilità di insieme delle decorazioni antiche, di primo Cinquecento, pur mantenendo le tracce ottocentesche. Le tracce con rilevanza artistica convivono ora nella stratificazione storica delle testimonianze che si sono susseguite nei secoli, raccontando nel modo più completo possibile l’articolata storia di questi ambienti.
APERTURA DELLA TORRE SUD-OVEST
A questo monumentale progetto di recupero si è aggiunto un intervento, progettato dallo studio PDA di Mantova, che permette oggi l’accessibilità della torre sud-ovest del Castello. Per la prima volta in assoluto, il pubblico potrà arrivare ai camminamenti di ronda, tra le merlate che coronano la torre, e spaziare con lo sguardo sul paesaggio dei laghi di Mantova e sulla città, con un sorprendente e inedito punto di vista.
LO SPETTACOLO DI DANZA AEREA E L’APERTURA AL PUBBLICO
Per celebrare la riapertura di questa importante sezione del percorso museale, domenica 29 marzo 2026 alle ore 16.00 avrà luogo uno straordinario spettacolo di danza aerea, aperto a tutti e gratuito. Lo spettacolo, che rientra nella rassegna di spettacoli dal vivo realizzati con il contributo dellaDirezione Generale Spettacolo del Dipartimento per le Attività Culturali del Ministero della Cultura, vedrà protagonista l’artista e coreografo francese Antoine Le Menestrel,della Compagnie Lézards Bleus, che realizzerà una performance sulla facciata del Castello di San Giorgio, fronte lago, ispirata alla vicenda della fuga di Felice Orsini, patriota e rivoluzionario italiano, avvenuta proprio nella notte tra il 29 e il 30 marzo del 1856, dalle allora austriache carceri del Castello.
A conclusione della performance, in tre turni (17.15, 17.45, 18.15), gruppi da 30 persone saranno accolti a visitare le Carceri del Castello di San Giorgio accompagnati dal personale di assistenza e vigilanza. Ingresso da piazza Castello, prenotazione obbligatoria via infopoint tel. 0376 352100 martedì mercoledì venerdì e domenica dalle 8.30 alle 13.30, giovedì e sabato dalle 14 alle 19, biglietto €5 a persona.
LE VISITE GUIDATE ALLE CARCERI E AI CAMINAMENTI DI RONDA
A partire dal 7 aprile 2026 saranno attive le visite accompagnate alle Carceri e ai camminamenti di ronda, a cura del personale AFAV dal martedì al sabato in due turni al mattino alle 9.30 (scuole/gruppi) e alle 11.00 (singoli) e al pomeriggio alle 15.30 (scuole/gruppi) e alle 17.00 (singoli), sempre con prenotazione obbligatoria via infopoint tel. 0376 352100 (attivo martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 8.30 alle 13.30, giovedì e sabato dalle 14 alle 19), biglietto €5 a persona, gratuito per le scuole.
Attenzione: il percorso non è accessibile a persone con difficoltà motorie, sconsigliato a persone con problemi cardiaci e respiratori.
I LOTTI DEI LAVORI
In continuità con i primi interventi, all’indomani del sisma e fino alla riapertura del Castello nel marzo del 2015, il restauro è stato finanziato confondi ALES (ex ARCUS)del 2014. I lavori hanno riguardato principalmente due obiettivi: il consolidamento strutturale (lotto 1) e l’intervento di restauro di alcune celle dei Martiri di Belfiore (lotto 2).
Il primo lotto ha consentito di mettere in sicurezza il secondo piano del Castello con opere di miglioramento sismico e di sistemazione delle coperture, per euro 1.034.557; il secondo lotto ha riguardato il restauro delle celle di Carlo Montanari, di Giovanni Grioli e di Felice Orsini, di Tito Speri e di Ciro Menotti, per euro 285.000. Il finanziamento complessivo, di 1.500.000 euro, è stato a lungo gestito dal Segretariato Regionale della Lombardia, in avvio con Marco Edoardo Minoja e nelle fasi conclusive con Francesca Furst.
Andrea Alberti, già Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brescia, Cremona e Mantova (2009-2015), ricoprì il ruolo di responsabile unico del procedimento (RUP) nel primo intervento realizzato dopo il sisma, che interessò la torre nord-est (Camera degli Sposi) e diede linee guida per le operazioni successive. Dal 2016 il RUP è il funzionario architetto Anna Maria Basso Bert. Progettista e DL per il Lotto 1 è il funzionario architetto di Palazzo Ducale Antonio Giovanni Mazzeri, con la collaborazione per il progetto di consolidamento e miglioramento strutturale di Paolo Faccio dello IUAV di Venezia.
Per il Lotto 2, progettista e direttore lavori degli interventi di restauro è la funzionaria restauratrice di Palazzo Ducale Daniela Marzia Mazzaglia.
Le ditte esecutrici del corposo intervento: Leoni Costruzioni e Panizza 1914 s.r.l. per il lotto 1, e la ditta Aurifolia per il lotto 2.
C.S.m.
Fonte: da comunicato 17 marzo 2026
Palazzo Ducale di Mantova – Castello di San Giorgio
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