Di Maria Fleurent. Palazzo Pepoli: quanto l’immagine ha contribuito alla costruzione del mito Kahlo? In mostra 70 scatti originali realizzati da importanti maestri della fotografia.
Artista, attivista, donna, icona; un simbolo identificativo di temi quali identità, corpo, dolore e rappresentazione di sé. Sebbene durante la sua breve vita Frida Kahlo (Città del Messico 1907 – 1954) non abbia mai raggiunto un vero successo e la sua arte sia stata compresa e valorizzata solo dopo il 1980, oggi Frida Kahlo è l’artista donna più quotata al mondo. Significativa è la fama raggiunta dopo la morte: su di lei sono state scritte biografie, si sono girati film e la sua immagine, spesso stilizzata, è riprodotta su innumerevoli prodotti e oggetti commerciali.
Frida Kahlo fu consapevole e attenta alla propria immagine. Dopo l’incidente che ebbe a diciotto anni e che la immobilizzò a lungo in un letto, fece largo uso dell’autoritratto nella sua pratica pittorica. Ignorando la moda dell’epoca, indossava esclusivamente abiti della tradizione messicana, diventati parte integrante della sua identità e, in seguito, del suo mito. Arrivò persino a modificare il proprio nome e a cambiare l’anno di nascita per farlo coincidere con quello della rivoluzione messicana.
Oltre alla pittura, Kahlo amava il mezzo fotografico, che stava allora iniziando ad attestarsi come tramite espressivo e artistico. Dopo la sua morte furono ritrovate oltre 6000 stampe fotografiche, a partire da quelle realizzate dal padre, il fotografo Guillermo Kahlo, che per primo la ritrasse.
Il grande numero di ritratti fotografici a lei dedicati ne restituisce un’immagine multisfaccettata: dalla Frida vista dall’occhio dell’amante, del gallerista, delle amiche intime, dei fotografi più noti, alla Frida osservata dai conterranei ispano-americani. Fu sempre capace di influenzare il modo in cui gli altri la vedevano. Da qui il titolo della mostra “Frida Kahlo. Lo sguardo come identità”, a Palazzo Pepoli – Museo della Storia di Bologna dal 28 marzo al 27 settembre 2026.
Sono esposte 70 fotografie originali realizzate da importanti autori, tra cui Edward Weston, Lucienne Bloch, Lola Álvarez Bravo, Julien Levy, Nickolas Muray, Gisèle Freund, Imogen Cunningham, Leo Matiz, Bernard Silberstein e Graciela Iturbide.
La mostra, presentata da Ergo Expo e curata da ONO arte, non si presenta quindi come una biografia per immagini, ma invita a riflettere sulla sua immagine e su quanto lei stessa contribuì alla costruzione del proprio mito.
Di Maria Fleurent
(notizia tratta dal sito)
FRIDA KAHLO. LO SGUARDO COME IDENTITÀ
28 marzo 2026 – 27 settembre 2026
Palazzo Pepoli – Museo della Storia di Bologna
via Castiglione, 1040124 Bologna
palazzopepoli@bolognawelcome.it
+39 051 65 83 165
palazzopepoli.it
https://www.facebook.com/palazzopepoli
https://www.instagram.com/palazzopepoli
Biglietti www.vivaticket.com

