V&A Museum: della celebre stilista italiana che rinnovò moda e arte nel XXsec. esposti 400 oggetti. 100 completi, 50 opere, accessori, gioielli, dipinti, fotografie, mobili, profumi, materiale d’archivio.
«Per me, disegnare abiti non è una professione ma un’arte» Elsa Schiaparelli
Il V&A ha inaugurato la prima mostra mai allestita nel Regno Unito dedicata alla Maison Schiaparelli. Spaziando dagli anni ’20 fino ai giorni nostri, la mostra racconta la storia e l’impatto di una delle stiliste più innovative del XX secolo: Elsa Schiaparelli. La mostra traccia le origini della Maison, dai suoi primi capi rivoluzionari fino all’attualità.
Presentando nuove ricerche condotte da curatori d’arte e di moda, la mostra contribuisce a collocare Elsa Schiaparelli come una figura chiave nell’innovazione nei campi della moda, dell’arte e della performance a Parigi, Londra e New York negli anni tra le due guerre mondiali. Evidenzia la storia di un’imprenditrice e mette in mostra le sue creazioni celebri, sebbene raramente viste. La mostra è la prima a mettere in primo piano la filiale londinese di Schiaparelli, i suoi clienti dinamici e indipendenti e il coinvolgimento della fondatrice nella sede secondaria. “Schiaparelli: fashion becomes art” (la moda diventa arte) si svolge dal 28 marzo all’8 novembre 2026, è stata curata per il V&A da Sonnet Stanfill, Lydia Caston e Rosalind McKever ed è realizzata in stretta collaborazione con Schiaparelli. È accompagnata da una nuova pubblicazione del V&A.
La mostra comprende oltre 400 oggetti, tra cui 100 completi e 50 opere d’arte, oltre ad accessori, gioielli, dipinti, fotografie, mobili, profumi e materiale d’archivio. Tra i pezzi di maggior pregio esposti si segnalano l’abito Scheletro del 1938, l’unico esemplare conosciuto sopravvissuto (parte della collezione permanente del V&A), così come l’abito Lacrime del 1938, insieme a un cappello che ricorda una scarpa capovolta, tutti concepiti in collaborazione con l’artista Salvador Dalí.
Sono inoltre esposte opere di Jean Cocteau, Man Ray ed Eileen Agar, oltre a diversi design di Schiaparelli per produzioni cinematografiche e teatrali. Le spettacolari creazioni di Daniel Roseberry – che includono abiti indossati da Ariana Grande e Dua Lipa – concludono l’esposizione in modo drammatico.
La maison di alta moda Schiaparelli ha ridefinito gli standard di stile e la stessa definizione di bellezza dell’età moderna. Oggi, dai locali originali di Schiaparelli al 21 di Place Vendôme, il direttore creativo Daniel Roseberry guida la storica Maison nel suo prossimo capitolo, creando un’opera che forma e ispira la cultura globale.
Sir Tristram Hunt, direttore del V&A, ha sottolineato: « “Schiaparelli: Fashion Becomes Art” celebra uno dei designer più ingegnosi e audaci della storia della moda. Il V&A possiede una delle collezioni di moda più grandi e importanti del mondo, e la principale collezione di abiti Schiaparelli in Gran Bretagna. La collaborazione di Schiaparelli con artisti e con il mondo dello spettacolo rende la Maison e la sua fondatrice un soggetto ideale per una mostra spettacolare al V&A».
Delphine Bellini, CEO di Schiaparelli, ha aggiunto: «L’immaginazione audace e la visione radicale di Elsa Schiaparelli hanno ridefinito i confini tra moda e arte. Questa mostra celebra la sua influenza duratura attraverso collaborazioni iconiche con i maestri del XX secolo e una fusione pionieristica di creatività e commercio. Con le sue collezioni senza pari, l’esperienza nella moda e nel design, la portata culturale e la capacità di collegare tradizione e innovazione, il Victoria and Albert Museum offre il contesto perfetto per mettere in mostra la sua eredità insieme alle creazioni di Daniel Roseberry, che portano avanti il suo spirito surrealista confondendo i confini con design audaci e scultorei che onorano e reinventano la sua visione per un nuovo secolo».
Galleria immagini: Schiaparelli: Fashion Becomes Art – Exhibition at V&A South Kensington · V&A
LA MOSTRA
L’esposizione mette in mostra l’abilità e l’innovazione straordinarie della Maison Schiaparelli attraverso quattro capitoli.
Disegnare il guardaroba moderno introduce la carriera di Elsa Schiaparelli, dall’apertura dei suoi primi locali a Parigi nel 1927 sotto l’insegna ‘Schiaparelli. Pour Le Sport’ fino a diventare, nel 1934, una delle principali couturier per la donna urbana moderna. Uno dei primi capi Schiaparelli – un maglione a fiocco trompe l’oeil del 1927 – donato al V&A dalla designer, è esposto in questa introduzione alla creatività inventiva di Elsa. Questa sezione esplora la sua espansione nell’abbigliamento pratico da giorno, Pour la Ville, includendo completi pantalone (insoliti per le donne dell’epoca) insieme a completi con gonna caratterizzati da tagli decisi, spesso con bottoni insoliti. Le sue collezioni di abbigliamento da sera, Pour le Soir, includono alcune delle sue creazioni più inventive, da un abito in lamé dorato scintillante a un completo da sera con cavalli da circo applicati. Anche i suoi accessori erano altrettanto fantasiosi, a partire dai cappelli a forma di treccia o dai tacchi con motivi a righe o pelliccia di leopardo.
La seconda sezione della mostra, Costellazioni Creative, esplora il profondo legame di Elsa Schiaparelli con l’arte. Nella Parigi degli anni ’20 e ’30, collaborò con pittori surrealisti, scultori e scrittori che condividevano il suo amore per l’assurdo e il sovversivo. Questa sezione mette in luce le relazioni di Schiaparelli con questi creativi, con opere chiave in dialogo con alcuni dei suoi design più audaci. In esposizione nelle vicinanze del famoso Telefono Aragosta (1938) di Salvador Dalí si trova il cosiddetto abito Aragosta del 1937 che lo ha ispirato. In questo capitolo è incluso anche un cappotto da sera di Schiaparelli e Jean Cocteau con profili facciali specchiati in filo d’oro che formano un vaso pieno di rose di seta rosa, insieme ai disegni che Cocteau realizzò per Schiaparelli.
Schiaparelli commissionò anche ad artisti di creare opere e disegni per le sue pubblicità e boutique, e le sue amicizie ispirarono molti ritratti che riflettevano il suo gusto eclettico, tra cui quelli di Man Ray e Cecil Beaton. Vengono inoltre evidenziate le sue collaborazioni con Alberto Giacometti, Leonor Fini, Meret Oppenheim, Elsa Triolet e Jean Schlumberger; collaborazioni che hanno definito la sua eredità. Mentre Coco Chanel la liquidava come ‘quell’artista italiana che fa vestiti’, i design di Schiaparelli ispirati all’arte divennero le sue creazioni più celebri.
Oltre Parigi – Maestra nell’autopromozione, Schiaparelli partecipava a eventi glamour indossando le sue stesse creazioni. Al di là dell’attenzione dei media che generava, la terza sezione della mostra esplora come Elsa Schiaparelli divenne famosa al di fuori del mondo dell’alta moda francese. L’apertura nel 1933 del suo salone di Londra a Mayfair consolidò la sua presenza internazionale, inaugurando il movimento surrealista britannico. Viene esposta una serie di opere d’arte così come capi eleganti e poco visti che riportano l’etichetta Schiaparelli London, tra cui un sontuoso completo in velluto bordeaux con ricami dorati lussuosi, un vestito e un cappotto indossati durante l’incoronazione del re Giorgio VI nel 1937, e un ritratto di Gluck di Lady Mount Temple che indossa una creazione di Schiaparelli. Viene incluso anche l’unico esempio noto sopravvissuto di un abito da sposa di Elsa Schiaparelli realizzato in rayon grinzato color ostrica con filo metallico, indossato da Rosalinde Gilbert, collezionista d’arte e proprietaria di una sua casa di moda all’ingrosso, nel giorno del suo matrimonio presso la Sinagoga Golders Green di Londra.
Attraverso gli anni dal 1930 al 1950, Elsa Schiaparelli ha progettato costumi per produzioni teatrali e cinematografiche britanniche, francesi e americane. Tra i punti salienti c’è un costume progettato per Mae West in Every day’s a holiday (1937). Schiaparelli è stata anche la stilista preferita per i guardaroba personali dei principali artisti dell’epoca, inclusa Marlene Dietrich, che prediligeva i tailleur pantalone dal taglio netto della stilista.
Un fil d’oro, l’ultima sezione della mostra, celebra l’influenza duratura di Elsa Schiaparelli sulla moda e il suo straordinario patrimonio di design, portato avanti oggi dal direttore creativo Daniel Roseberry. Dal 2019, ha promosso l’eredità della Casa attraverso design innovativi e imprevedibili, mostrando tecniche di alta moda parigina come drappeggio, ricamo e decorazione, rendendo di nuovo Schiaparelli il guardaroba di performer, artisti e dei principali creativi contemporanei.
I design di Roseberry presentano silhouette scultoree e riferimenti all’abbigliamento western americano, riflettendo una reinterpretazione contemporanea dello spirito sovversivo della fondatrice. Momenti di moda riconoscibili nella storia recente della casa includono l’insieme giubbotto bianco e pantaloni cargo indossato dalla modella Maggie Maurer abbinato a un robot baby tempestato di brillantini (look Haute Couture Primavera Estate 2024, numero 6), l’abito scintillante indossato da Ariana Grande per la sua esibizione agli Oscar 2025, così come una versione moderna nera e dorata del vestito Skeleton progettato per Dua Lipa per i Golden Globes 2024. Questo dialogo tra passato e presente tesse un filo d’oro, portando la storia unica e la visione creativa di Schiaparelli ai giorni nostri.
C.S.M.
Fonte: area press del sito, comunicato marzo 2026
Galleria immagini: Schiaparelli: Fashion Becomes Art – Exhibition at V&A South Kensington · V&A
SCHIAPARELLI: FASHION BECOMES ART (LA MODA DIVENTA ARTE)
28 marzo – 8 novembre 2026
V&A South Kensington
Cromwell Road London, SW7 2RL
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