Di Angelina Travaglini. A Palazzo Bonaparte, oltre 200 opere provenienti dal Museo Nazionale di Cracovia, esposte per la prima volta al mondo in una mostra monografica in Italia.

La mostra che approda a Roma, a Palazzo Bonaparte fino al 29 giugno 2026, con l’organizzazione di Arthemisia, è una mostra che rende omaggio al grande Maestro dell’arte giapponese, Hokusai Katsushika (1760–1849) e celebra un periodo fondamentale della Storia dell’Arte universale. Con oltre 200 opere provenienti dal Museo Nazionale di Cracovia la mostra ricostruisce l’intero arco creativo dell’artista, dalle opere legate alla tradizione a quelle più rivoluzionarie, in un percorso ricco e suggestivo che approfondisce l’influenza che la Grande Onda di Kanagawa e le Trentasei vedute del monte Fuji e i Manga hanno avuto sull’arte moderna e sulla cultura contemporanea.

Una chiave per capire il Maestro giapponese e visitare la mostra sta nella straordinaria idea che aveva di sé stesso e dell’arte: un cammino infinito di studio, osservazione e perfezionamento, in cui l’artista non smette mai di imparare. Basti pensare che Hokusai realizza alcuni dei suoi capolavori più celebri, tra questi proprio la sua immagine più nota: la Grande Onda presso Kanagawa, dopo i settant’anni.

È al collezionista, critico e mecenate polacco, Feliks Jasieński (1861-1929) che dobbiamo la meravigliosa collezione di opere del Maestro giapponese, conservata nel Museo Nazionale di Cracovia. Esule a Parigi, Jasieński si appassionò profondamente all’arte giapponese acquistando un vasto numero di xilografie, tessuti, dipinti, ceramiche e oggetti militari, scovati nei negozi di antiquariato e nelle aste. Quando fece ritorno a Varsavia, nel 1889, portò con sé circa ventimila pezzi. Il suo desiderio era aprire una finestra su un mondo lontano e misterioso, il Giappone, e farne conoscere l’arte al pubblico polacco. Pubblicò un album intitolato Manggha, ispirato a una serie di volumi di schizzi paesaggistici di Hokusai e adottò lo stesso pseudonimo per firmare i suoi testi sull’arte. La donazione di Jasieński al Museo Nazionale di Cracovia è del 1920 e comprende non solo opere d’arte, ma anche la sua biblioteca di ricerca e la relativa documentazione.

Il percorso espositivo della mostra a Palazzo Bonaparte si articola in 12 sezioni: l’Ukiyo-e il Mondo fluttuante; I Nomi di Hokusai; Le stazioni della via del Tokaido; L’estetica dell’Edo urbano; Cascate; Le trentasei vedute del monte Fuji; La Grande Onda di Kanagawa; Ispirazioni letterarie; Surimono un messaggio raffinato; Manga; Fantasmi e apparizioni e infine la sezione Ceramiche e bronzi nella cultura figurativa giapponese.

La prima sezione è dedicata alla stagione artistica del periodo Edo (1603–1868) l’odierna Tokyo, in cui il Giappone, dopo una lunga stagione di guerre interne, conosce una fase di pace e di stabilità. È l’epoca straordinaria in cui fiorisce la cultura del “Mondo fluttuante”, l’Ukiyo-e, destinata a trasformare profondamente l’immaginario giapponese. Pittore e incisore prolifico, visionario e instancabile, Hokusai è conosciuto in tutto il mondo soprattutto per le sue celebri stampe Ukiyo-e nelle quali la natura, il movimento dell’acqua, il paesaggio e le figure che animano la vita quotidiana del Giappone si trasformano in immagini di sorprendente forza poetica e modernità. Ogni opera di Hokusai è una meditazione che resta per sempre. La mostra mette in luce anche aspetti meno noti ma irresistibili della personalità di Hokusai, come l’umorismo e la leggerezza. Emblematica, in questo senso, è la raffinata stampa surimono Autoritratto come pescatore, in cui l’artista gioca con la propria immagine con ironia e libertà.

La decima sezione – Hokusai Manga – mantiene ancora la freschezza e la vivacità del segno creativo e ironico del Maestro “disegni che fluiscono liberamente dal pennello”: non un racconto a fumetti nel senso moderno ma una vasta raccolta di schizzi, studi, figure, animali, paesaggi, mestieri e invenzioni grafiche. Il primo volume esce nel 1814; gli altri seguono nel corso dei decenni, fino a comporre una serie amplissima, che supera i quattromila disegni e accompagna quasi per intero il percorso dell’artista. Questi fogli non insegnano semplicemente a copiare. Invitano piuttosto a guardare il mondo con attenzione, a coglierne l’essenza e a trasformarla in immagine attraverso il proprio sguardo. La loro fortuna, in Giappone come altrove, nasce anche da questa apertura.

I manga di Hokusai parlano a lettori diversi, allievi, artigiani, curiosi, appassionati, e mostrano come il disegno possa essere insieme esercizio, conoscenza e libertà dell’immaginazione. Non sorprende che continuino a essere percepiti come sorprendentemente attuali: non impongono un modello chiuso, ma offrono un metodo di osservazione e di invenzione sempre disponibile a nuove reinterpretazioni. Anche per questo il termine da lui coniato ha avuto una fortuna così lunga, fino a entrare, con significati mutati, nel lessico visivo del presente. In questa sala, l’opera di Yuki Ideguchi rende esplicita proprio questa continuità. Il suo omaggio a Hokusai mostra come quell’immaginazione, nata due secoli fa, resti ancora oggi una sorgente viva per gli artisti contemporanei.

Accanto ai capolavori di Hokusai, l’esposizione presenta anche un insieme di oltre 180 pezzi tra libri rarissimi e preziosi oggetti giapponesi, tra cui laccature, smalti cloisonné, accessori da viaggio, armature, elmi e spade, oltre a strumenti musicali tradizionali. I costumi (kimono, giacche haori e fasce obi) accompagnano visivamente la visita, creando un dialogo continuo tra arte, vita quotidiana e spiritualità della cultura giapponese.

Promossa dal Presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati, con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia in Roma, dell’Ambasciata del Giappone in Italia, dell’Istituto Giapponese di Cultura, della Regione Lazio e del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, la mostra è realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale di Cracovia, è prodotta e organizzata da Arthemisia ed è curata da Beata Romanowicz con la consulenza scientifica ed editoriale per i contenuti testuali, audiovisivi e divulgativi di Francesca Villanti.

Di Angelina Travaglini
Roma, Palazzo Bonaparte 26 marzo 2026
Immagini: Ufficio Stampa Arthemisia

Mostra Hokusai in corso a Lecco dal 21 marzo al 21 settembre 2026 vedi qui

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HOKUSAI
IL GRANDE MAESTRO DELL’ARTE GIAPPONESE
27 marzo – 29 giugno 2026

Palazzo Bonaparte
Piazza Venezia, 5 (angolo Via del Corso) 00186 Roma
www.mostrepalazzobonaparte.it

Informazioni e prenotazioni T +39 06 87 15 111
info@arthemisia.it
www.arthemisia.it

#HokusaiBonaparte    @arthemisiaarte    @mostrepalazzobonaparte