Met: inaugurata dal Ministro Giuli la mostra sul genio del Rinascimento. Oltre 200 opere, tra cui 170 disegni dipinti arazzi e arti decorative, dall’Italia e dal mondo.
Audioguida con la voce di Isabella Rossellini.

IL MINISTRO GIULI ALL’INAUGURAZIONE AL MET: “HA COSTRUITO UNA RICCHEZZA MATERIALE E IMMATERIALE ETERNA”
«Otto anni di ricerche, con il contributo dei più importanti musei italiani, per una mostra che ha come effigie principale Raffaello, inaugurata in occasione del duecentocinquantesimo anniversario dall’Indipendenza degli Stati Uniti. L’Italia dà un contributo storico, artistico e museale eccezionale a una rassegna che ospita pezzi provenienti dai musei di tutto il mondo e da collezioni private. Questo rende ancora più significativo che sia Raffaello a rappresentare questo momento magico per la cultura italiana e per la relazione speciale che unisce l’Italia e gli Stati Uniti».
Lo ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, inaugurando al Metropolitan Museum of Art (MET) di New York la mostra “Raffaello: Sublime poesia”, in programma dal 29 marzo al 28 giugno 2026.
«Raffaello ha creato una scuola, ci ha donato un’arte dolce e delicata, ha saputo costruire una ricchezza materiale e immateriale eterna per tutti coloro che l’ammirano», ha concluso Giuli.
C.S.
Roma, 24 marzo 2026
Comunicato e foto: Ufficio Stampa e Comunicazione MiC

RAPHAEL: SUBLIME POETRY
The Met 29 marzo – 28 giugno 2026
Il Met presenta una delle più grandi figure della storia dell’arte, il genio del Rinascimento italiano Raffaello, nella prima grande mostra internazionale frutto di prestiti dall’Italia e da tutto il mondo.
Raphael: Sublime Poetry, al Metropolitan Museum of Art dal 29 marzo al 28 giugno 2026, è la grande esposizione internazionale su Raffaello (Raffaello di Giovanni Santi Urbino 1483 – Roma 1520), considerato uno dei più grandi artisti di tutti i tempi. La mostra esplora l’intero arco della sua vita e della sua carriera, dalle origini a Urbino agli anni prolifici a Firenze, dove iniziò a emergere ponendosi al pari di Leonardo da Vinci e Michelangelo, fino all’ultimo decennio passato alla corte papale di Roma.
Riunendo più di 200 opere, tra cui più di 170 dei più importanti disegni, dipinti, arazzi e arti decorative di Raffaello, provenienti da collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, la mostra offre una prospettiva nuova su questa figura chiave del Rinascimento italiano, presentando i suoi capolavori più celebri accanto a tesori raramente visti, per rivelare una mente straordinariamente creativa.
«Questa mostra senza precedenti offre uno sguardo rivoluzionario sulla brillantezza e l’eredità di Raffaello, un vero gigante del Rinascimento italiano», ha sottolineato Max Hollein, “Marina Kellen” French Director and Chief Executive Officer del Met. «I visitatori avranno un’opportunità eccezionalmente rara di vivere l’incredibile varietà del suo genio creativo attraverso alcune delle opere più iconiche e raramente prestate dell’artista provenienti da tutto il mondo, molte delle quali mai state esposte insieme prima».
Tra le tappe salienti del percorso di visita c’è La Vergine con il Bambino e San Giovanni Battista in un paesaggio(The Alba Madonna), della National Gallery of Art, uno degli esempi più emblematici della maestria di Raffaello sugli ideali rinascimentali di armonia e bellezza classica, accostato ai suoi disegni preparatori del Museum of Fine Arts, Lille, e il Ritratto di Baldassarre Castiglione, oggi al Louvre, ampiamente considerato uno dei più grandi ritratti dell’Alto Rinascimento.

I PRESTATORI
I prestatori includono l’Accademia Carrara (Bergamo), Albertina (Vienna), Ashmolean Museum (Oxford), British Museum (Londra), Galleria Borghese (Roma), Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini-Corsini (Roma), The Duke of Devonshire and Trustees of the Chatsworth Settlement (Chatsworth), Galleria Nazionale delle Marche (Urbino), Galleria Nazionale dell’Umbria (Perugia), Kupferstichkabinett (Berlino), Louvre (Parigi), Fondazione Brescia Musei (Brescia), National Gallery (Londra), Galleria Nazionale d’Arte (Washington, D.C.), Museo e Real Bosco di Capodimonte, Palais des Beaux-Arts (Lille), Patrimonio Nacional de España (Madrid), Pinacoteca Comunale di Città di Castello, Pinacoteca Nazionale (Bologna), Prado (Madrid), Städel Museum (Francoforte), Museum of Fine Arts (Budapest), Gallerie degli Uffizi (Firenze) e i Musei Vaticani, tra gli altri.
«Il lavoro di sette anni per mettere insieme questa mostra è stata un’occasione straordinaria per riformulare la mia comprensione di questo artista monumentale», ha detto Carmen Bambach, the “Marica F. and Jan T. Vilcek” Curator in the Department of Drawings and Prints del Met. «È un’opportunità emozionante per confrontarsi con la sua personalità artistica unica attraverso la potenza visiva, la profondità intellettuale e la tenerezza delle sue immagini».

L’ARTE E LA CREATIVITÀ DI RAFFAELLO
Sebbene sia vissuto appena 37 anni, Raffaello raggiunse un successo così importante come pittore, designer e architetto che per secoli dopo la sua morte fu considerato il vertice della perfezione artistica. Figlio di un pittore e poeta, Raffaello a Roma si avvicinò ai più importanti scrittori e pensatori della sua epoca, mostrando una sensibilità poetica che affascinò i suoi pari e le generazioni successive. Abbinando l’ambizione al tratto poetico, creò opere che univano peso intellettuale e profondità emotiva: una competenza necessaria nel complesso panorama politico delle corti rinascimentali.
La mostra si dipana seguendo per lo più un ordine cronologico, ripercorrendo la vita e la carriera di Raffaello, con sezioni tematiche focalizzate sullo sviluppo della sua creatività e delle doti figurative. Vengono inoltre incorporate scoperte scientifiche recenti. Presentando disegni posti in relazione ai dipinti e a opere di genere diverso, la mostra evidenzia la prodigiosa versatilità e il processo creativo di Raffaello. Le composizioni figurative nei suoi dipinti, disegni, arazzi e stampe lo rivelano come un narratore senza pari, e questa mostra presta particolare attenzione alla rappresentazione delle donne, dall’uso pionieristico di modelle femminili nude, alle delicate rappresentazioni della Madonna col Bambino.

IL PERCORSO DI MOSTRA SEGUE LA VITA DI RAFFAELLO
La mostra #MetRaphael inizia con un’esplorazione delle radici dell’artista a Urbino, che, grazie alla raffinata vita di corte e all’eredità intellettuale unica, ha avuto un ruolo determinante nella sua vita e carriera.
Raffaello nacque il 6 aprile 1483 a Urbino, una cittadina collinare immersa in un paesaggio spettacolare e aspro della regione delle Marche, nell’Italia centro-orientale. Ricevette la sua formazione iniziale dal padre, Giovanni Santi (ca. 1439–1494), pittore di corte e poeta prolifico. Durante l’infanzia di Raffaello, Giovanni era intento a scrivere un poema epico su Federico III da Montefeltro (1422–1482), il famoso sovrano che aveva portato pace, ricchezza e fama al Ducato di Urbino.
Formidabile generale, studioso e mecenate dell’arte e dell’architettura, Federico trasformò la sua corte in un centro celebre internazionalmente per le arti e le discipline umanistiche.
Il padre di Raffaello portò presto il suo precoce figlio a studiare con Pietro Perugino (1446/50–1523), un artista che probabilmente conosceva grazie a progetti locali. Le figure eleganti di Perugino, il suo straordinario controllo della tecnica e i metodi efficienti per riprodurre i disegni lasciarono il segno sul giovane artista.
Ambizioso, studioso e disciplinato, il giovane Raffaello cercò inizialmente di affermarsi come professionista indipendente a Città di Castello, una piccola cittadina benestante vicino a Perugia, dove dipinse notevoli pale d’altare ecclesiastiche. Questa mostra raccoglie dipinti e studi correlati realizzati per confraternite da Perugino e dal giovane Raffaello—incluso il primo dipinto interamente di mano di Raffaello, come confermato dal recente trattamento di conservazione.

La mostra esamina poi il periodo dal 1500 al 1507, quando il giovane Raffaello era impegnato a coltivare i mecenati, dipingendo sia pale d’altare monumentali sia opere devozionali di piccola scala, nelle regioni delle Marche, dell’Umbria e della Toscana. Un esempio iconico è la grande Pala d’altare Colonna, in vari scomparti, realizzata per le suore di Perugia. L’insieme viene in questa mostra riunito a riformare l’opera completa per la prima volta da quando fu smembrata intorno al 1663 e i singoli tasselli dipinti furono dispersi.
Disegni a grandezza naturale per una notevole pala d’altare per la cappella della famiglia Oddi a Perugia rivelano le pratiche di laboratorio che Raffaele aveva assorbito durante la sua formazione e collaborazione con Perugino. Studi sulla carta mostrano anche come lavorasse su una varietà di supporti – gesso nero, penna e inchiostro, punta metallica su carta preparata – con una padronanza virtuosistica della tecnica.
Raffaello potrebbe essere stato attratto dalla città di Firenze dopo aver sentito altri pittori elogiare i disegni “rivali”, a grandezza naturale, destinati a spettacolari affreschi di Leonardo e di Michelangelo. Le opere in questa sezione trasmettono la novità elettrizzante e la potenza scultorea affascinante di quei progetti mai realizzati. Durante la permanenza a Firenze tra il 1504 e il 1508, Raffaello studiò anche le sculture di Michelangelo e i dipinti e i disegni di Leonardo, adattando prontamente taluni aspetti dei loro stili e delle loro tecniche alle proprie opere.
Accostarsi all’arte di Leonardo e Michelangelo infuse alle composizioni di Raffaello un senso di spazio, monumentalità scultorea e forza espressiva: risultato d’una quantità enorme di sperimentazioni sulla carta. Sequenze di disegni – da un foglio di schizzi agli studi su di una disposizione basata su modelli tridimensionali in argilla o cera – rivelano l’approccio sempre più disciplinato di Raffaello al processo progettuale.
Per secoli, Raffaello è stato ampiamente ammirato per la tenerezza che emanano i suoi dipinti della Madonna col Bambino. La sua capacità di catturare sulla tela un’atmosfera di buona salute e innocente giocosità, mantenendo il controllo sul realismo anatomico, è sorprendente considerando le realtà storiche del suo tempo inerenti il parto, l’infanzia e la genitorialità. Le conoscenze di ginecologia e ostetricia erano scarse, gravidanza e parto erano estremamente pericolosi e i tassi di mortalità infantile erano astronomicamente alti. Queste circostanze, insieme al desiderio degli artisti rinascimentali di umanizzare i soggetti religiosi, contribuirono tutti a conferire una tenerezza attrattiva alla Madonna con il Bambino intesa come soggetto artistico religioso.
La fonte più sostanziosa di mecenatismo a Firenze, Raffaello la trovò tra i ricchi mercanti della città, che gli commissionarono ritratti e teneri dipinti devozionali, principalmente della Madonna col Bambino. Raffaello cercò di donare radiosità alla celebrata bellezza eterea e fisica della Madonna. Non era immune dalla convenzione, cantata dai poeti interni ed esterni alla sua cerchia, che privilegiava una donna elegante e aristocratica, dai tratti del viso delicati e dai capelli dorati, ma aspirava anche a ideali cristiani consolidati da tempo. Attraverso la gestualità, infuse alle sue rappresentazioni umanità e spessore psicologico. I dipinti di Raffaello mostrano un controllo affascinante della luce, del colore, dello spazio e della geometria.
La mostra approfondisce poi come i ritratti di Raffaello comunichino profonda empatia e riflettano anni di esercizio nei disegni preparatori per poter ottenere un effetto di contemplazione intima. L’eleganza delle pose nei suoi ritratti suggerisce la propensione alle maniere colte delle corti rinascimentali italiane e agli ideali di bellezza celebrati da famosi poeti. Raffaello fu amico intimo di Baldassarre Castiglione (1478–1529), il cui libro sui modi da tenere a corte promuoveva un modello di comportamento e grazia che valorizzava la sprezzatura, una studiata nonchalance.
Nel 1508, Raffaele arrivò a Roma, dove divenne l’artista di corte preferito dei papi Giulio II (r. 1503–13) e Leone X (r. 1513–21). Ci si domanda come il venticinquenne Raffaello sia riuscito a superare la generazione precedente di pittori che lavoravano nel Palazzo Vaticano e a prendere il controllo della decorazione a fresco nell’ambiente più importante, la Stanza della Segnatura. La mostra raccoglie gli studi di Raffaello per quegli affreschi vaticani: la Scuola di Atene, con il suo raduno di filosofi, e la Disputa, che rappresenta la teologia cattolica romana. Queste opere mostrano un artista pienamente padrone di diversi potenziali espressivi.

Intorno al 1510, Raffaele collezionava riconoscimenti come pittore più visibile e prolifico alla corte papale di Roma; nel frattempo, rinchiuso nella Cappella Sistina, il riservato Michelangelo si impegnava a completare i suoi affreschi sul soffitto, che avrebbero influenzato profondamente il giovane artista, che si intrufolò per vederli. I disegni di questa sezione della mostra si riferiscono a progetti che occuparono Raffaello mentre concludeva la sua prima serie di affreschi nel Palazzo Vaticano e iniziava la seconda, nella Stanza di Eliodoro, che comunicano una maggiore monumentalità e forza drammatica.
La sezione seguente include dipinti che rappresentano l’eloquenza visiva mozzafiato degli ultimi anni di Raffaello. Nuove armonie di colore subiscono trasformazioni sotto l’influenza di chiaroscuri che ricordano Leonardo. Le forme scultoree sembrano proiettare densità compositiva. Sguardi carichi, pose e gesti comunicano un senso di dramma imminente. Negli ultimi sei anni di vita, Raffaello e il suo efficiente laboratorio portarono a termine un numero sorprendente di progetti su larga scala. L’aiuto esecutivo contribuì a rendere l’artista libero di concentrare le sue energie creative sull’invenzione di nuovi disegni e sull’esplorazione di nuove forme.
Successivamente, un video digitale mostra i monumentali cicli di affreschi di Raffaello in quattro stanze del Palazzo Vaticano, eseguiti fra il 1508 e il 1524, a confronto con i numerosi disegni correlati presenti in mostra. Oltre alle citate Stanze della Segnatura e di Eliodoro, anche la Stanza dell’Incendio e la gigantesca Sala di Costantino.
Papa Leone X incaricò Raffaello del compito arduo di progettare una serie di arazzi monumentali da appendere nella Cappella Sistina durante occasioni speciali. A partire dal 1515, Raffaello iniziò a disegnare piccoli studi preliminari. Aiutato dai suoi assistenti di laboratorio, utilizzò poi gouachs colorate su carta per dipingere le enormi vignette a grandezza naturale che avrebbero guidato i tessitori. Tessuti a Bruxelles con materiali ricchi, gli arazzi, grandi e costosi, contribuirono al fallimento del papato di Leone. Con le loro composizioni inventive, le armonie cromatiche e le dimensioni monumentali, furono presto invidiati dai monarchi di tutta Europa. Tre sovrani – Enrico VIII, Francesco I e Carlo V – commissionarono seconde edizioni intrecciate sui cartoni di Raffaello, rappresentati nella mostra da tre esempi straordinari.
Raffaele raramente interrompeva i suoi progetti per i papi Giulio II e Leone X per fare spazio ad altre commissioni. L’eccezione degna di nota fu il potente amico Agostino Chigi (1466–1520). La mostra presenta una varietà di disegni preparatori di Raffaello per i progetti di Chigi. Negli studi sul gesso di figure nude, sul linguaggio di Michelangelo, le pose contorte e la potente muscolatura si trasformano in una grazia priva di sforzo e nella sensualità della carne viva. I disegni alludono anche all’eredità dell’approccio di Raffaello alla figura umana, che dopo la sua morte portò allo stile noto come Manierismo.
La mostra si conclude con una riflessione su come Roma e i suoi antichi monumenti abbiano trasformato l’arte di Raffaello, e su come il suo lavoro abbia cambiato anch’esso il volto di Roma. Dopo il suo arrivo nella Città Eterna nel 1508, si dedicò agli studi archeologici e realizzò disegni di monumenti che dimostrano un rigore quasi scientifico. Disegni e stampe esplorano la carriera di Raffaello come architetto dopo che assunse la progettazione della nuova Basilica di San Pietro per Papa Giulio II. Nel 1517, Raffaello acquistò Palazzo Caprini, raffigurato in due opere presenti n mostra, dove trascorse gli ultimi anni a Roma come “principe dei pittori”.
La mostra, oltre al catalogo, è accompagnata anche da una guida audio con la voce, tra le altre, dall’attrice candidata all’Oscar Isabella Rossellini.
Il Met ospita infine iniziative correlate alla mostra. Un simposio di una giornata, il 18 aprile, Raphael Up Close: Perspectives on Research, invita un gruppo internazionale di storici dell’arte e conservatori a confrontarsi sulle nuove scoperte relative al processo artistico di Raffaello. Il 17 maggio, domenica al Met: Raphael and His Legacy presenta le ricerche di importanti studiosi su alcuni dei progetti più iconici di Raffello, che hanno influenzato gli artisti per i secoli a venire. Si aggiungono iniziative per giovani e famiglie.
La mostra è presentata sul sito web del Met, così come sui social media usando l’hashtag
C.S.M.F.
Fonte: tratto dal sito, press area 23 marzo 2026 e 26 agosto 2025
Immagini dell’allestimento: Ufficio Stampa e Comunicazione MiC
RAPHAEL: SUBLIME POETRY
29 marzo – 28 giugno 2026
(ingresso mostra gratuito con biglietto del museo)
The Met Fifth Avenue – Gallery 899
1000 Quinta Avenue New York, NY 10028
Tel: 212-535-7710
www.metmuseum.org
https://www.facebook.com/metmuseum
https://www.instagram.com/metmuseum
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