150 concerti, 300 musicisti, 5 giorni da mattina a notte, tra maggio e giugno in 30 luoghi tra musei, palazzi, dimore nobiliari, chiese, teatri, piazze.

Un balsamo per l’anima: cinque giorni di immersione nella musica e nella bellezza.  Trame Sonore è più di un festival, è un’esperienza da vivere almeno una volta nella vita, una festa della musica che assume la forma di un grande happening artistico collettivo, in cui musicisti e pubblico condividono lo spazio creativo senza gerarchie, nel segno di un’autentica comunità internazionale dell’arte.

La città di Mantova si trasforma ancora una volta in uno straordinario laboratorio artistico diffuso con la 14a edizione di Trame Sonore, il festival internazionale di musica da camera ideato da Oficina OCM e diretto dal maestro Carlo Fabiano. Per cinque giorni, da venerdì 29 maggio a martedì 2 giugno 2026, 300 musicisti saranno protagonisti di oltre 150 concerti che si susseguiranno senza soluzione di continuità – da mattina a tarda sera – in trenta luoghi della città: un flusso musicale ininterrotto che invita il pubblico ad abbandonare il tempo ordinario e a lasciarsi guidare in un percorso culturale rigenerante, una vera full immersion nella bellezza.

Trame Sonore è una produzione di Oficina OCM e si realizza in partenariato con il Comune di Mantova, Palazzo Ducale Mantova e Fondazione Palazzo Te, con il patrocinio di Regione Lombardia. L’edizione 2026 della rassegna mantovana, è stata presentata il 30 marzo a Palazzo Lombardia a Milano.



[Carlo Fabiano, Milano Palazzo regione Lombardia foto Gian Maria Pontiroli]

LE PAROLE DEL DIRETTORE ARTISTICO E DEI DIRETTORI MUSEI

«Trame Sonore non è solo un festival, è un’esperienza che si vive e si condivide. A Mantova la musica esce dai luoghi tradizionali e diventa incontro, relazione, scoperta. È un invito a rallentare, ad ascoltare, a lasciarsi attraversare dalla bellezza. In un tempo che ha sempre più bisogno di connessioni autentiche, iniziative come questa ci ricordano quanto la cultura possa essere viva, inclusiva e profondamente umana» è il commento di Francesca Caruso, Assessore alla Cultura di Regione Lombardia.

«Trame Sonore è un progetto in cui il Comune di Mantova ha creduto fin dall’inizio e che continuiamo a sostenere con convinzione, perché rappresenta in modo autentico l’identità culturale della città. L’edizione 2026 lo dimostra con particolare evidenza: non solo per i numeri importanti – centinaia di musicisti e oltre centocinquanta concerti – ma per una proposta che mette al centro l’incontro tra artisti, generazioni e pubblici diversi, rendendo la musica un’esperienza realmente condivisa e accessibile. Per noi è motivo di soddisfazione vedere come questo festival sia cresciuto nel tempo, diventando un punto di riferimento internazionale senza perdere il suo carattere aperto e diffuso. Mantova non è semplicemente una cornice, ma parte integrante del progetto: dagli spazi messi a disposizione dal Comune, come il Teatro Bibiena e il Museo Virgilio, fino ai luoghi simbolo che oggi arricchiscono ulteriormente il percorso, come la Sonnabend Collection a Palazzo della Ragione. Questa rete di luoghi, che unisce istituzioni culturali e patrimonio cittadino, è ciò che rende Trame Sonore un’esperienza unica, capace di valorizzare Mantova in modo contemporaneo e di rafforzarne il ruolo come città della musica e della cultura a livello europeo» sottolinea il Sindaco di Mantova, Mattia Palazzi.

«Palazzo Ducale ne è stata la culla e continua, anno dopo anno, a offrire spazi a Trame Sonore, la cui rilevanza va ben oltre le mura del Ducale: è uno degli eventi che scandiscono oramai con regolarità la vita culturale e artistica della città, coinvolgendo numerosi monumenti e palazzi, richiamando un pubblico affezionato e fedele, nazionale e internazionale» – ricorda il Direttore di Palazzo Ducale Mantova, Stefano L’Occaso, che prosegue: «Gli spazi dedicati prendono un ritmo e una funzione che diventano loro ragion d’essere e accolgono visitatori che giungono apposta o che scoprono la manifestazione, che è certamente un lustro per il Museo e la città. Palazzo Ducale ha offerto spazi alle sperimentazioni da cui il festival ha tratto ispirazione e ne ha ricevuto momenti di grande suggestione, con maestri eccezionali, come Martha Argerich, Alexander Lonquich o il compianto Alfred Brendel, con musiche che spaziano nei secoli e ci restituiscono quella funzione di sale da concerto, di cassa armonica, che è connaturata al Palazzo stesso: un luogo nel quale la musica è sempre stata di casa, ma che ora torna a esserlo grazie appunto alla qualità della proposta di Trame Sonore. Anche in quest’edizione, così come auspico nelle tante a venire, la Reggia dei Gonzaga accoglierà con orgoglio quel gioco di consonanze tra musica d’arte e patrimonio architettonico che il festival da 14 anni puntualmente rinnova».

Il Direttore di Fondazione Palazzo Te, Stefano Baia Curioni, si dice a sua volta «molto felice che si rinnovi anche quest’anno la collaborazione ormai consolidata con Trame Sonore. Una collaborazione che consente di offrire alla città e i tanti fruitori del festival, che giungono a Mantova attratti da questo incontro di arti, un momento di particolare pregio, in cui musica, arti visive e architettura lavorano insieme per un arricchimento culturale che è anche occasione di pratica congiunta».



[Immagine di repertorio, Piazza Santa Barbara]

UNA VISIONE ARTISTICA INTERNAZIONALE

Nel panorama dei festival di musica da camera, Trame Sonore rappresenta un modello quasi unico: poche manifestazioni nel mondo vi possono essere accostate in termini di visione. Il Festival apre quest’anno uno spazio di confronto e collaborazioni fra realtà internazionali quali la String Quartet Biennale Amsterdam e l’International Chamber Music Festival Utrecht nei Paesi Bassi, il West Cork Chamber Music Festival in Irlanda, Kammermusicfest Lockenhaus in Austria, Midtvest Nørre Vosborg Kammermusik Festival in Danimarca, Ilumina Festival in Brasile. Tuttavia, la formula mantovana conserva una dimensione assolutamente originale fatti di una partecipazione informale, aperta e condivisa, dove la musica prevale sul rito concertistico e diventa esperienza viva e accessibile.

Il festival è costruito come un organismo in continua evoluzione, dove artisti provenienti da tutto il mondo si incontrano e collaborano liberamente. In questa dimensione orizzontale, amicale e anti-gerarchica, le stelle del concertismo internazionale si ritrovano a suonare accanto a giovani talenti emergenti, sperimentando repertori, ensemble e programmi con assoluta libertà. Al centro di questo progetto c’è l’Orchestra da Camera di Mantova, eccellenza italiana e genius loci, fulcro artistico e motore umano di una manifestazione che da anni collabora con alcuni tra i più importanti interpreti della scena internazionale. Nell’edizione 2026 Piazza Santa Barbara – lo spazio antistante la Basilica palatina, storicamente associato all’attività di Claudio Monteverdi – torna a essere uno dei poli principali del Festival e diventa la sede delle attività serali dell’Orchestra. Qui l’OCM sarà impegnata per tutte le cinque serate con programmi ogni volta diversi, affiancando solisti ospiti e condividendo la scena con l’Artist in Residence nell’attesissimo concerto conclusivo.



[Immagine di repertorio, Teatro Bibiena, Altstaedt e OCM]

ALCUNI TRA GLI OSPITI

Tra gli ospiti di questa edizione ci sono artisti del calibro di Alexander Lonquich (Artist in Residence fin dalla prima edizione), Nicolas Altstaedt, Claudio Astronio, Guido Barbieri, Giovanni Bietti, Enrico Bronzi, Gemma Bertagnolli, Paolo Bonomini, Sandro Cappelletto, Laura Catrani, Gabriele Carcano, Luca Ciammarughi, Mirijam Contzen, Anna-Lena Elbert, Giovanni Gnocchi con i violoncelli del Mozarteum, Giovanni Guzzo, David Kadouch, Julian Kainrath, Lucie Leguay, Andrea Lucchesini, Sergey Malov, Gabriele Mirabassi, Pietro Mianiti, Tai Murray, Blagoj Nacoski, Andrea Rebaudengo, Marco Rizzi, Alexandra Soumm, Nurit Stark, Alessandro Stella, Jennifer Stumm, Ruslan Talas, Carolin Widmann, Ensemble Midtvest, Quartetto di Cremona, Quartetto Goldberg, Quartetto Indaco, Ragazze Quartet, Trio Vecando, Cristina Zavalloni.

I musicisti tornano sul palco in contesti diversi, nelle giornate del festival, si incontrano in nuove formazioni, condividono idee e progetti, dialogano con il pubblico. Pubblico che non assiste semplicemente ai concerti, ma sperimenta una rara sensazione di partecipazione diretta: non è spettatore, ma protagonista di una comunità d’arte internazionale. Trame Sonore si configura così come un’esperienza che assume i tratti di un’utopia incarnata: una fuga onirica dalla routine delle convenzioni, entro cui la musica si afferma come spazio di relazione, pensiero e libertà creativa.



L’ANTEPRIMA NEL RIDOTTO DELLA SCALA

Il festival sarà presentato in anteprima con un concerto al Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala martedì 5 maggio alle ore 18 con la presenza dell’artista in residenza Alexander Lonquich.



[Immagine di repertorio, Teatro Bibiena]

MANTOVA: UNO SCRIGNO DI BELLEZZA

Trame Sonore è in simbiosi con la città che lo ospita: Mantova, patrimonio mondiale UNESCO, città natale del poeta Virgilio, è uno dei centri storici più sorprendenti del Rinascimento europeo. Le architetture gonzaghesche, le piazze, i palazzi e i chiostri definiscono un sistema di spazi che accoglie naturalmente la musica, restituendole una dimensione storica e al tempo stesso attuale. Durante il festival, luoghi emblematici come Palazzo Ducale, Palazzo Te, Teatro Bibiena, Rotonda di San Lorenzo, Basilica di Santa Barbara, Palazzo d’Arco, Palazzo della Ragione e Palazzo del Podestà diventano palcoscenici musicali, accanto a dimore storiche private, cortili nascosti, vicoli e piazze. Il rapporto con il patrimonio cittadino si traduce in una progettualità condivisa, cui contribuisce anche – novità – la collaborazione con la Sonnabend Collection Mantova, recentemente giunta a Mantova. In questo contesto, ogni concerto assume il carattere di un’esperienza artistica completa e ogni spazio ridefinisce il proprio significato attraverso la musica.



[Immagine di repertorio, Palazzo Te, Sala dei Cavalli]

I PERCORSI PER ATTRAVERSARE IL FESTIVAL

Uno dei tratti distintivi di Trame Sonore è la possibilità di percorrere il festival secondo una propria linea di ascolto, passando da un concerto all’altro come all’interno di una geografia musicale in continuo movimento. Di fronte a oltre centocinquanta concerti, il pubblico è posto nella condizione di seguire traiettorie personali, orientandosi fra percorsi tematici che mettono in relazione repertori, epoche e architetture. Dodici le trame che configurano una vera e propria mappa culturale del festival 2026: direttrici aperte che si richiamano e si sovrappongono, facendo emergere relazioni inattese tra artisti, generazioni e linguaggi musicali.

#1. Looking Forward 

Il percorso Looking Forward rappresenta lo sguardo che il festival rivolge al futuro della musica d’arte e alle nuove generazioni di interpreti e ascoltatori. Fin dalle sue prime edizioni, il festival ha scelto di costruire uno spazio di avvicinamento, di crescita e di ricerca per i giovani musicisti e per il pubblico di domani, sviluppando un insieme di iniziative diverse ma complementari che contribuiscono a rafforzare l’ecosistema della musica da camera.

La sezione In famiglia propone alcune delle più celebri fiabe musicali pensate per bambini e genitori, come l’appuntamento del 31 maggio alle ore 16.30 (Palazzo Te) con Alessandro Stella e Gemma Bertagnolli in Pierino e il lupo di S. Prokofiev. L’annuale Youth Chamber Music Contest & Meeting, che riunisce ensemble cameristici under 18 provenienti da alcune delle più importanti realtà accademiche italiane ed europee, si tiene il 30 maggio (ore 15.00) al Teatro Sociale.

Per la sezione Scouting, che individua i migliori giovani talenti sono da segnalare i concerti di Sergej Malov e Sofia Malova, padre e figlia in concerto (30 maggio ore 14.00 Palazzo Vescovile), del Trio Vecando con Jennifer Stumm (30 maggio ore 15.30 Teatro Bibiena); le violiniste Veriko e Sofiko Tchumburidze (31 maggio ore 19.00 Rotonda di San Lorenzo); Anna-Lena Elbert e Alexander Lonquich (1° giugno ore 15.30 al Teatro Bibiena e ore 17.00 al Teatro Sociale); Giovanni Gnocchi e i violoncelli del Mozarteum (tre appuntamenti, tra cui 1° giugno ore 19.00, Cortile Beccaguti Cavriani); Luigi Carroccia, Jaren Ziegler, Ruslan Talas, Julian Kainrath e Mark Prihodko (1 giugno ore 17.30, Teatro Bibiena).

Uno spazio privilegiato del Festival è rappresentato dai Quartetti al Museo Virgilio, una rassegna dedicata alla forma cameristica per eccellenza: il quartetto d’archi. È lì che è possibile ascoltare fra gli altri il Quartetto Goldberg (31 maggio alle ore 15.15), il Quartetto Dorè (1° giugno alle ore 10.30), o il Quartetto Indaco (1° giugno alle ore 15.15). Per l’iniziativa Networking è in programma il 1° giugno ore 9.45 (Palazzo Castiglioni) un caffè con i festival europei, che ospita direttori artistici e membri degli staff di importanti festival cameristici europei, invitati a Mantova per osservare da vicino il lavoro che nasce durante i giorni di Trame Sonore e per costruire nuove opportunità di collaborazione.
Il progetto Oltre la forma classica, sostenuto dal Ministero della Cultura (nell’ambito del programma “Per Chi Crea”), offre uno spazio di sperimentazione in cui sviluppare nuovi progetti artistici. Sono attesi 5 appuntamenti.

[Immagine di repertorio, Santa Barbara, Organo Antegnati]

#2. L’Eco di Monteverdi

Claudio Monteverdi concepì alcune delle sue massime opere per Santa Barbara. L’amore e l’attenzione del festival per i capolavori della musica sacra si legano a doppio filo alla storia cittadina e alla voce antica dell’Organo Antegnati. E proprio perché la presenza di questo ricordo è sempre attuale, il festival lancia una sfida ai suoi interpreti: riannodare i fili fra il senso del sacro celebrato ieri da Monteverdi e oggi dai nuovi autori che continuano a produrre repertorio liturgico o, più semplicemente, d’ispirazione spirituale. Tra gli appuntamenti rappresentativi si segnalano i concerti alla Basilica di Santa Barbara con il giornalista Stefano Scansani e Arco Amoroso in Rutilante in nocte. Luce e trasfigurazione nella Mantova di Claudio Monteverdi, (30 maggio ore 17.45); Claudio Astronio in Metamorphosis (31 maggio ore 15.45); Vox Musica con musiche di D. Buxtehude e H. Schutz (1° giugno ore 12.30); Cappella Semifonti in E lo dyavol sia sconficto! La lauda fiorentina dal Duecento ai giorni nostri (1° giugno ore 17.45); Sidera Saxophone Quartet con Metamorfosi musicali (2 giugno ore 15.45).

#3. Fiumi Barocchi

La Sala dei Fiumi di Palazzo Ducale torna a essere la sontuosa sede di un percorso dedicato alla musica eseguita secondo la prassi storicamente informata, che spazia dal Rinascimento al Classicismo. Chiari, freschi e dolci concerti dove le acque evocate dal titolo ambiscono forme, autori, programmi innovativi. In programma donne compositrici, contaminazioni e ensemble inusuali. Tra i concerti da segnalare quelli con Anime Specchianti in Virtuosissima Cantatrice. Concerto spettacolo dedicato a Barbara Strozzi (30 maggio ore 12.00); con Laura Catrani e Claudio Astronio in Darkness and Grace (30 maggio ore 20.00); con Gemma Bertagnolli e Musicisti OCM in Laudate pueri Dominum di Antonio Vivaldi (31 maggio ore 12.30); con Fedra Ensemble e musicisti OCM per Madrigali contemporanei (1° giugno ore 20.00).

#4. Casa Mozart

Nel 1770 i Conti d’Arco aprirono le porte della loro residenza a un giovanissimo Mozart. In maniera simile, Trame Sonore fa risuonare a Palazzo d’Arco i capolavori cameristici del Genio di Salisburgo e dei suoi contemporanei con sette concerti, tra i quali si segnalano quelli con Ineo Quartet che esegue il Quartetto “delle Dissonanze” (30 maggio ore 18.00); Quartetto Rilke che esegue ilQuartetto K 575 (31 maggio ore 18.00); Tommaso Lonquich e Ragazze Quartet che eseguono il Quintetto con clarinetto (1° giugno ore 18.00).

[Immagine di repertorio, Rotonda di San Lorenzo]

#5. In equilibrio

Al centro della Rotonda di San Lorenzo, come un funambolo in equilibrio sulla fune, ogni interprete è chiamato a una sfida contro se stesso. Qui l’artista o l’ensemble si portano al centro esatto di un cerchio, che per trenta minuti restituisce una dimensione sospesa tra virtuosismo e ricerca, con le opere più ardite del passato e del presente, catturando il pubblico in uno spettacolo che lascia sempre col fiato sospeso. Tra gli ospiti più attesi, Sergej Malov con la Sonata per violino di Bartók (30 maggio ore 19.00), Simone Rubino con L’oblio (31 maggio ore 12.00), Veriko e Sofiko Tchumburidze con Duo Tales (31 maggio ore 19.00), il Trio Eszká, nuova formazione di Nurit Stark, con Schubert e Kurtág (1° giugno ore 19.00) e Ruslan Talas, Julian Kainrath e Mark Prihodko con musiche di Ravel e Prokofiev (2 giugno ore 12.00).

#6. ‘Round Midnight

Sempre nello spazio incantato della Rotonda, sul limitare della mezzanotte, il festival affida un dolce passaggio dalla veglia al sonno a tre sogni musicali. Tre idee diverse del concetto di visione notturna: la prima affidata al Ragazze Quartet (30 maggio ore 23.30) ordisce le Voci intime di Sibelius con alcuni frammenti musicali del folklore nordico; la seconda plasmata dalle corde di Nicolas Altstaedt e dalla voce di Anna-Lena Elbert con InWeave, da Machaut a Birtwistle (31 maggio ore 23.30); la terza, più classica, vedrà Tommaso Lonquich e il Quartetto Indaco uniti per l’op. 115 di Johannes Brahms (1° giugno ore 23.30). A conclusione, il solito rito di Trame Sonore: un sorso di Caravatti – aperitivo Made in Mantova – o di camomilla… per i più curiosi, anche un cocktail, fra i due.

#7. Naturlaut

Traduzione: come un suono di natura. Un’ispirazione mahleriana attraversa l’intero Festival, evocando il legame dell’uomo con il mondo che lo circonda. Un’armonia talvolta interrotta, che proprio per questo merita di essere celebrata. Naturlaut è una trama che percorre il festival nel suo complesso, ma trova a Palazzo Te la propria dimora d’elezione, nell’unione d’intenti con le mostre sviluppate dalla Fondazione quest’anno.

Da non perdere il Ragazze Quartet con But not my soul (29 maggio ore 20.00, Palazzo Ducale, Galleria degli Specchi), l’Ineo Quartet con il Quartetto “L’uccello” di Haydn (30 maggio ore 10.30, Museo Virgilio), Maurizio Azzan e Pasquale Lauro con Tides slush over the walls (30 maggio ore 12.30 e 16.30, Palazzo Te, Fruttiere), Alexandra Soumm, Edoardo Rosadini, Enrico Bronzi, Paolo Borsarelli e Alexander Lonquich con il Quintetto “La trota” di Schubert (30 maggio ore 21.10, Palazzo Ducale, Galleria degli Specchi), il Trio Resonantia con Between tides di Takemitsu (31 maggio ore 11.00, Palazzo Te, Sala dei Cavalli), Gabriele Carcano e Hanno Müller-Brachmann con lo Schwanengesang di Schubert (31 maggio ore 17.30, Teatro Bibiena), Blagoj Nacoski e Luca Ciammarughi con l’opera vocale di Britten al Teatro Sociale (31 maggio ore 17.00), Andrea Lucchesini e Marco Rizzi con la Sonata “La primavera” di Beethoven (1° giugno ore 14.00, Palazzo Vescovile), l’Orchestra da Camera di Mantova con la Sinfonia n. 1 “Titano” di Mahler (1° giugno ore 22.00, Piazza Santa Barbara), fino alla rilettura delle Quattro stagioni proposta da Urban Cluster (2 giugno ore 11.00, Palazzo Te).

#8. Discover

Oltre i sentieri battuti, la curiosità conduce a tesori inattesi: ecco le esplorazioni musicali degli artisti, raccolte in un percorso di scoperte che porta ad ascoltare pagine dimenticate e voci ritrovate, riportando alla luce “perle” nascoste dai repertori dimenticati (e talvolta proibiti), alla valorizzazione di opere ingiustamente ritenute di secondo piano, dalle voci di compositrici osteggiate dalla storia, fino alle manifestazioni più avvincenti del panorama contemporaneo. Si segnalano i concerti dell’Ensemble MidtVest con il Quintetto per fiati di Nielsen (30 maggio ore 16.30, Palazzo Vescovile), Alexandra Soumm, Nora Romanoff Schwarzberg e Paolo Bonomini con musiche di Klein, Schulhoff e Schul (31 maggio ore 10.30, Palazzo Ducale, Galleria degli Specchi), l’Ensemble Terra Mater con Ricercare (31 maggio ore 12.00, Santa Maria della Vittoria), l’Ensemble dell’Orchestra da Camera di Mantova con ospiti nel Settimino op. 62 di Kreutzer (1° giugno ore 12.00, Rotonda di San Lorenzo), Francesco Izzo e Elisa Bonazzi con un percorso nel Verdi cameristico (1° giugno ore 12.00, Teatro Sociale), il Paddington Piano Trio con lavori di Lindquist, Wennäkoski e Perkin (2 giugno ore 14.15, Palazzo Ducale, Galleria degli Specchi), fino al Quartetto Klimt con la rilettura della Sinfonia n. 3 “Eroica” di Beethoven nella versione di Ries (2 giugno ore 17.30, Teatro Bibiena).

#9. Insider

La città si svela dall’interno: la musica da camera si colloca in bar, cinema, università e angoli quotidiani, trovando per sé una nuova, naturale dimensione e accompagnando il pubblico nel ritmo della vita mantovana. Ecco un ritratto della città composto dai luoghi del cuore di chi il festival lo realizza, e che segna l’incontro sempre diverso con un fare musica che entra autenticamente in sintonia con il mondo. Da non perdere Duilio Meucci con un programma dedicato a Rilke (30 maggio ore 17.00, Cinema Mignon), Virginia Luca e il Synkhronos Duo con Piazzolla (30 maggio ore 19.00, Circolo Arci Te Brunetti), Daniel Roscia con un Concerto alla carta (31 maggio ore 20.45, Mantesco) e Nurit Stark e Aoife Ní Bhriain con musiche di Miklós Rózsa (2 giugno ore 15.00, Libreria Corraini).

#10. Crossroads

Un crocevia di stili e repertori. Una sperimentazione silenziosa e continua, che porta all’incontro fra pratiche artistiche, nella convinzione che l’idea di classico si possa costruire e rafforzare soprattutto nei punti di intersezione. Ecco che questi incroci auspicati dal festival danno vita a una variegata tavolozza fatta di performance, trascrizioni e parole concertanti con la sfida rivolta ai musicisti e al pubblico di esplorare i confini e riportare al festival quanto hanno trovato lungo il loro cammino, possibilmente agli incroci.

Ne sono espressione Guido Barbieri, Astra Lanz e Luigi Attademo con un programma dedicato a Hans Werner Henze e Ingeborg Bachmann (31 maggio ore 18.00, Santa Maria della Vittoria), l’Orchestra da Camera di Mantova con Giovanni Gnocchi e Pietro Mianiti nel Concerto per violoncello e fiati di Gulda (30 maggio ore 22.15, Piazza Santa Barbara), Cristina Zavalloni ed Enrico Zanisi con L’amore impossibile (31 maggio ore 16.00, Santa Maria della Vittoria), Walter Testolin, RossoPorpora e Laura Catrani con MERCURIO. Memorie di Claudio Monteverdi e Laura Peperara d’altrui composte (31 maggio ore 17.00, Palazzo Ducale, Sala dei Fiumi), l’Artchipel Orchestra con un omaggio a Frank Zappa (1° giugno ore 21.30 e 22.30, Piazza Leon Battista Alberti), Orazio Sciortino con Jazz Inspired (2 giugno ore 12.00, Santa Maria della Vittoria), fino a Urban Cluster con Un americano a Parigi (2 giugno ore 17.00, Santa Maria della Vittoria).

[Immagine di repertorio, Teatro Bibiena, Lonquich e OCM]

#11. Sulle tracce dell’Artist in residence

Il pianista e direttore Alexander Lonquich propone il suo magistero interpretativo – da solo e insieme a partner d’eccellenza – a dimostrazione del dialogo straordinario che nasce con la musica da camera e che a Trame Sonore si rinnova, anno dopo anno. Nove concerti e un talk, per una presenza che da sempre caratterizza il festival e coinvolge artisti ospiti da ogni parte del mondo, sempre desiderosi di condividere la scena con lui. Brahms, Debussy, Hindemith, Mendelssohn, Schubert, Schumann e Shostakovich sono gli autori che quest’anno verranno eseguiti sulle tracce del nostro artista residente.

Il percorso si articola attraverso una serie di appuntamenti che vedono Lonquich accanto a Carolin Widmann, Edoardo Rosadini e Enrico Bronzi nel Quartetto op. 25 di Brahms (30 maggio ore 17.30, Teatro Bibiena), quindi insieme a Alexandra Soumm, Rosadini, Enrico Bronzi e Paolo Borsarelli nel Quintetto “La trota” di Schubert (30 maggio ore 21.10, Palazzo Ducale, Galleria degli Specchi); con Anna-Lena Elbert, Giovanni Guzzo e Nicolas Altstaedt nelle Sette Romanze su poesie di Aleksandr Blok op. 127 di Shostakovich (31 maggio ore 15.30, Teatro Bibiena), poi in duo con Anna-Lena Elbert per Das Marienleben di Hindemith (1° giugno ore 15.30, Teatro Bibiena e ore 17.00, Teatro Sociale) e con Nicolas Altstaedt nella Sonata di Rachmaninoff (1° giugno ore 11.00, Teatro Bibiena), fino al concerto conclusivo con l’Orchestra da Camera di Mantova, che lo vede interprete del Concerto n. 1 op. 25 di Mendelssohn e dell’Introduzione e Allegro op. 134 di Schumann (2 giugno ore 21.30, Teatro Bibiena).

#12. Un caffè con…

Nel giardino dell’antico Palazzo Castiglioni la musica si racconta. La mattina gli artisti ospiti del Festival vi danno il buongiorno in dialogo con la direzione artistica. Nel pomeriggio il caffè si condivide con giornalisti, musicologi ed autori, per esplorare anche la dimensione narrativa della musica.



UN’IMPRESA CORALE

Trame Sonore è un’impresa corale anche in termini organizzativi e di sostenibilità. Oficina OCM, centro di produzione musicale a spiccata componente divulgativa che raccoglie la quarantennale esperienza dell’Orchestra da Camera di Mantova, e realizza l’edizione 2026 del festival in partenariato con Comune di Mantova, Direzione del Complesso Museale di Palazzo Ducale Mantova e Fondazione Palazzo Te. Soggetto di rilevanza regionale, Trame Sonore 2026 ha il patrocinio di Regione Lombardia. Si avvale della collaborazione di una rete di realtà del territorio: Diocesi di Mantova, Fondazione Palazzo D’Arco, Associazione Monumenti Domenicani Mantova, TCI Mantova, Casa del Sole Onlus, Galleria Corraini, Alkemica, Biblioteca Teresiana, Museo Virgilio, i Palazzi privati Castiglioni, Plattis, Beccaguti-Cavriani, Nuova Scuola di Musica di Mantova, Pantacon. Ministero della Cultura, Comune di Mantova, Camera di Commercio di Cremona, Mantova e Pavia, Fondazione della Comunità Mantovana, Fondazione Banca del Monte di Lombardia, Fondazione Banca Agricola Mantovana, Gruppo Tea (main sponsor), Intesa Sanpaolo, Confindustria Mantova, Unical, e la cordata di aziende che aderiscono alla Corporate Membership Oficina OCM (Marcegaglia, Truzzi, Levoni, NaturaSì, T.consulT, Rampi, Euroconsulting, Oneida) sono le realtà che hanno già confermato il proprio contributo.

C.S.m.
Comunicato stampa 30 marzo 2026
Immagini: Ufficio Stampa Oficina OCM
Immagine di copertina: Palazzo Ducale, Sala dei Fiumi (c) Stefano Pichi

TRAME SONORE
Mantova 29 maggio – 2 giugno 2026

BIGLIETTERIA INCLUSIVA
L’edizione alle porte, tenendo fede alla propria vocazione divulgativa e all’intento di favorire l’avvicinamento alla musica classica da parte di un pubblico vasto e diversificato, conferma l’ampio ventaglio di modalità per assistere agli eventi.

L’offerta comprende pass-abbonamento (in vendita fino al 28 maggio e non durante i giorni del festival), biglietti singoli (i prezzi vanno dai 5 ai 20 €) e concerti e incontri a fruizione gratuita (per cui la prenotazione è consigliata).
I pass in vendita sono di 6 differenti tipologie: oltre a Donor (1000€) e Friend (400€), che danno la possibilità di assistere a qualsiasi concerto, troviamo la formula Premium, 20 concerti a scelta (200€), Serendipity, 20 concerti selezionati dalla Direzione Artistica (170€), Daily, 4 concerti a scelta (25 < 50 €) e Mantova Forza Quattro (20 < 30€), 4 concerti abbinati ad altrettanti percorsi raccontati dallo scrittore e giornalista Stefano Scansani e dedicati ai 4 Geni che fanno di Mantova città per la musica (Monteverdi, Vivaldi, Mozart, Verdi).

Torna l’iniziativa biglietto sospeso a favore dell’accessibilità e dell’inclusività: Gruppo Tea, main sponsor di Trame Sonore 2026, offre l’ingresso a una rosa di concerti selezionati. 

Boxoffice: tel +39 0376 360476
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