Di Maria Fleurent. APE Parma Museo: le fotografie scattate dal grande scrittore, giornalista, umorista, disegnatore, accostate a sue citazioni, in vista del film che Rai fiction dedica alla sua figura.

È la prima mostra dedicata all’interessante produzione fotografica di Giovannino Guareschi (Fontanelle di Roccabianca 1908 – Cervia 1968), uno dei versanti creativi meno conosciuti ma non per questo meno importanti del poliedrico artista la cui notorietà ha varcato i confini nazionali. Scrittore, giornalista, umorista, disegnatore e vignettista, il suo nome resta indissolubilmente legato ai personaggi di Don Camillo e Peppone, amatissimi sia dal pubblico di lettori che cinematografico e televisivo.

“Giovannino Guareschi fotografo. Uno sguardo d’autore in bianco e nero” è aperta presso APE Parma Museo, centro culturale ed espositivo della Fondazione Monteparma, dal 1° aprile al 28 giugno 2026. La mostra trae ispirazione dall’omonimo volume di Giuseppina Benassati e Roberta Cristofori, con la presentazione di Gino Ruozzi e un’intervista ad Alberto Guareschi (MUP – Monte Università Parma Editore, disponibile presso il bookshop del museo) e si sviluppa attingendo ai materiali conservati presso lArchivio di Roncole Verdi, focalizzandosi sul periodo interessato dalla sua pratica fotografica, dal 1934 al 1956, con un’interruzione di quasi due anni (1943-45) dovuta all’internamento militare e di altri due anni (1954-55) durante la carcerazione (fu accusato e condannato per il reato di diffamazione a mezzo stampa).

Questa esposizione e la pubblicazione che l’accompagna rientrano nel rinnovato interesse per la figura di Giovannino Guareschi, la cui vita sarà oggetto del film tv di prossima uscita “Non muoio neanche se mi ammazzano”, prodotto da Anele in collaborazione con Rai Fiction, per la regia di Andrea Porporati.

Parlare di Guareschi fotografo significa innanzitutto chiarire cosa egli non fosse: non era un dilettante, non era un professionista, non era un cultore della ‘bella’ immagine realizzata a regola d’arte, non era seguace di alcuna tendenza artistica o estetica. Non era un fotografo in senso stretto ma un creatore di immagini in senso lato.

La fotografia di Guareschi, in questa sede espositiva, è proposta non tanto come attività autonoma ma piuttosto come tessera di un mosaico creativo eterogeneo, composto di tasselli interdipendenti gli uni con gli altri. Al di là del mezzo utilizzato – fotocamera, disegno oppure scrittura – Guareschi rimase fedele solo al proprio pensiero e ad uno sguardo personalissimo: un insieme di curiosità, di profonda cultura umanistica, di ricca erudizione visiva, di geniale immaginazione, spesso declinata in una vena d’irresistibile umorismo.

La scelta di realizzare un’esposizione attraverso riproduzioni digitali a stampa di fotografie analogiche e disegni autografi è motivata sia dalla volontà di tutelare gli originali sia di agevolare la visione da parte del pubblico attraverso gli ingrandimenti. Guareschi, infatti, non aveva l’intento di scattare belle fotografie che potessero essere fruite come opere attraverso stampe accurate, ma ha lasciato solamente negativi o piccole stampe a contatto, senza mai esserci misurato con la camera oscura.

Questo suo approccio ha suggerito, in mostra, di privilegiare il suo sguardo e il suo pensiero come emergono dagli scatti, piuttosto che la materialità del mezzo fotografico: una molteplicità di elementi che si aggiungono al suo straordinario e multisfaccettato genio creativo.

Galleria immagini: https://www.apeparmamuseo.it/mostre/giovannino-guareschi-fotografo-uno-sguardo-dautore-in-bianco-e-nero/


LA MOSTRA: FOTOGRAFIE, DISEGNI, PAROLE E CITAZIONI

La mostra si snoda attraverso un percorso articolato in nuclei tematici, dove l’originalità del segno iconografico, che si tratti di fotografie o di disegni, trova risonanza nella parola dell’Autore attraverso una selezione mirata di sue citazioni.

Si inizia con l’archetipo della finestra quale confine dello sguardo, limite tra dentro e fuori, passaggio dal chiaro allo scuro; si prosegue con il paesaggio della Bassa, l’“antipittoresco” per eccellenza: il Po, la Pianura padana, le strade che l’attraversano, le case che sembrano parlare. Si raccontano avventure come il “giretto in bicicletta” effettuato per il “Corriere della Sera” nel 1941-42; si passa alla città di Milano che gli regala lavoro, casa e famiglia ma che è anche emblema della metropoli dalle crescenti periferie e solitudini e poi si giunge alla smisurata Ville Lumière, con il suo vertiginoso sviluppo verticale. Infine, emerge la dimensione domestica e quotidiana intrisa di tratti surreali, dove ‘le cose di casa’, sapientemente accostate, sembrano inscenare improbabili dialoghi.

Il racconto si caratterizza per la lontananza dalla retorica e dalla rappresentazione convenzionale, che emerge evidente nelle originali “anti-cartoline” delle vedute di città, da Milano a Parigi passando per Pisa.

Profondamente anticipatore della fotografia contemporanea è il suo sguardo che si posa sul paesaggio cogliendone l’essenza attraverso particolari solo apparentemente banali. Le sue fotografie, come i suoi disegni e i suoi scritti, sono sempre coerenti con questa visione poiché, come scrive Gino Ruozzi, «Guareschi le sue storie le ‘scrive’ e le vede, le fotografa e le disegna, in un sistema di vasi comunicanti di eccezionale espressività».

Si ringrazia Alberto Guareschi per aver reso disponibili le fotografie e gli altri materiali dell’Archivio Giovannino Guareschi di Roncole Verdi (Busseto PR)

Di Maria Fleurent
(tratto da comunicato stampa 26 marzo 2026)
Galleria immagini: https://www.apeparmamuseo.it/mostre/giovannino-guareschi-fotografo-uno-sguardo-dautore-in-bianco-e-nero/

GIOVANNINO GUARESCHI FOTOGRAFO
UNO SGUARDO D’AUTORE IN BIANCO E NERO
1 aprile 2026 – 28 giugno 2026

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