Approfondimento di Barbara Baroni. MantovaMusica: abilità virtuosistica e sensibilità interpretativa del pianista vincitore del Premio Busoni’76, in una pagina del repertorio sinfonico trascritta per pianoforte.

Sull’ali di Beethoven e con la lente virtuosistica di Liszt. Il fantastico mondo della poesia nelle note toccanti e indimenticabili d’Adelaide, rinomato Lied beethovaniano, che coinvolgeva gli ascoltatori e innalzava spiritualmente. Tutto questo con al pianoforte il noto concertista e didatta, al vertice internazionale, Roberto Cappello, per MantovaMusica Diciottoetrenta Aspettando Beethoven… Venerdì Santo 3 aprile presso la ex-chiesa Madonna della Vittoria, con l’interessante introduzione a cura di Stefano Giavazzi.

Un programma monocromo che vedeva, trascritto da Liszt per pianoforte, il meraviglioso Lied. Poi la Sinfonia n.5, anch’essa trascritta da Liszt (nel 1837), caposaldo dell’arte beethoveniana, trascinante in una forza estrema, esplosiva col tema del destino che passa dagli acuti ai bassi con magnifico effetto. Il Lied scorreva sempre tenendo alta l’attenzione, con momenti magnifici e con virtuosismo e bell’inserto staccato.

Adelaide, sempre cara all’Autore che in fin di vita la vide eseguire per l’ultima volta dal suo amico tenore Luigi Cramolini, entra nella rosa del primo periodo ed è un unicum: il suo fresco lirismo, italianeggiante la avvicina allo stile mozartiano (la forma ricorda la Cavatina d’opera). L’eco della parte vocale e la leggiadria ricordano An die ferne Geliebte op. 98, il clou della scrittura liederistica, e vi si dice “Solingo va errando il tuo amico nel giardino della primavera, /inondato da una gradevole luce fantastica”. Un linguaggio appassionato e che si esprimeva bene anche col pianoforte solo, riecheggiando la poesia e ornando il contesto come in una parafrasi.

Poi, come detto, si proseguiva con la trascrizione lisztiana della Sinfonia n.5 Op. 67. Come per la Terza sinfonia Beethoven si rifà ad un nucleo di allegorie dal simbolismo illuministico. Il Tema del destino rappresenta la lotta dell’umanità contro il misterioso fato combattuto in nome della ragione per superare le tenebre. Emergono gli opposti; infine i quattro movimenti sembrano scorrere verso un’apoteosi immaginifica (molto ben eseguito in particolare l’Allegro con brio) dopo un viaggio espressivo alterno. La trascrizione più celebre e storicamente rilevante della Sinfonia n.5 è questa per pianoforte tracciata da Franz Liszt; famosa per la difficoltà trascendentale, la complessità tecnica, la scrittura orchestrale. Altre versioni comprendono trascrizione per organo e chitarra, a volte fondati sulla scrittura pianistica. Liszt ha compiuto l’impresa di trascrivere tutte le Sinfonie di Beethoven per l’ascolto salottiero. Pozzoli ne scrisse una versione importante per la didattica.

Emerge l’attribuzione data dall’amico Schindler a Beethoven della frase “Il destino che bussa alla porta”. Il tema che si impone all’inizio si sviluppa in tutta l’opera apparendo in varie vesti con unità strutturale dei quattro movimenti in modo innovativo, con la teoria della cellula melodica. La Sinfonia è paragonata ad un cammino verso la luce e sottolinea la lotta dell’uomo prometeica. L’energia e la tragicità rendevano unico questo capolavoro beethoveniano. Così osserviamo gli opposti in lotta, in una visione titanica: opposizioni dialogavano con momenti più quieti, la tensione espressiva alternata ad aspetti più espressivi. Infine i quattro tempi sembravano svilupparsi verso una vetta, con una dimensione estetica che porta alla apoteosi.

La forma è essenziale e severa nei toni e ricca di potenza espressiva. I motivi erano chiari e costruttivi, come l’incisiva apertura, il moto di quattro note ribattute. Alla struttura tematica si riconduce la grande profondità dell’opera interpretata con passone dall’egregio musicista. Un passaggio metamorfico del primo tema conduce al secondo tema, con intervento dei corni. «Liszt scriveva vicino alle frasi gli strumenti da imitare», ha sottolineato nel suo intervento Giavazzi. La Sinfonia ben si ricollega al Lied sulle parole di Matthisson. Per bis, un corale di J.S.Bach. Plauso del foltissimo pubblico.

                                                                      Approfondimento di Barbara Baroni
MantovaMusica, ex-chiesa Madonna della Vittoria 3 aprile 2026
Foto B.B.

AVVERTENZA
È fatto divieto a giornali e blog di pubblicare questo articolo o utilizzarne i contenuti originali senza autorizzazione espressa scritta della testata giornalistica DeArtes
(
direttore@deartes.cloud).
La divulgazione è sempre consentita, liberamente e gratuitamente sui rispettivi canali, a Teatri, Festival, Musei, Enti, Fondazioni, Associazioni ecc. che organizzano od ospitano gli eventi, oltre agli Artisti e agli Autori direttamente interessati.
Grazie se condividerete questo articolo sui social, indicando per cortesia il nome della testata giornalistica DeArtes e il nome dell’Autore.