Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto: oltre 50 capolavori del pittore vissuto nel 4-500 e di artisti coevi. Opere anche da collezioni private mai esposte prima.  

La Fondazione Accorsi-Ometto annuncia un’importante rassegna dedicata a Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma (Vercelli 1477 – Siena 1549)a quasi ottant’anni dall’ultima grande retrospettiva che si tenne nel 1950 a Vercelli e a Siena. È proposta per la prima volta all’attenzione del pubblico la produzione iniziale del pittore, nella quale emerge un’elaborazione frenetica delle diverse esperienze maturate dall’artista che gli hanno permesso di sviluppare un linguaggio del tutto personale.

[Allestimento mostra Foto Ufficio Stampa]

La mostra intitolata “Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento”, curata da Serena D’Italia, Luca Mana e Vittorio Natale, con il comitato scientifico composto da Roberto Bartalini, Francesco Frangi ed Edoardo Villata, è aperta dal 31 marzo al 6 settembre 2026.

Dalla bottega di Giovanni Martino Spanzotti, ai cicli di affreschi in Sant’Anna in Camprena (1503-1504) e nel chiostro di Monteoliveto (1505-1508) nel Senese, per giungere alle straordinarie puntate a Roma sorretto dalla committenza di Agostino Chigi, il Sodoma compie un viaggio che il percorso espositivo ricostruisce idealmente.

Le oltre cinquanta opere presenti in mostra, alcune delle quali inedite o mai esposte prima, provengono da prestigiosecollezioni private e da importanti istituzioni pubbliche, come l’Accademia Carrara di Bergamo; il Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi di Casale Monferrato (AL); la Pinacoteca di Brera di Milano; il Musée Jacquemart-André di Parigi; i Musei Civici di Pavia; la Fondazione Guglielmo Giordano di Perugia; l’Arciconfraternita di Santa Maria dell’Orto, la Galleria Borghese, i Musei Vaticani e la Pinacoteca Capitolina di Roma; la Collezione Chigi Saracini, Banca Monte dei Paschi di Siena e la Pinacoteca Nazionale di Siena; la Parrocchia Spirito Santo di Sommariva Perno (CN); la Biblioteca Reale, la Galleria Sabauda, i Musei Reali, Palazzo Madama e la Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Torino; il Palazzo dei Musei Pinacoteca di Varallo; l’Archivio Storico Comunale e il Museo Francesco Borgogna di Vercelli.


[Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Morte di Lucrezia, 1515 circa Torino, Musei Reali – Galleria Sabauda]

IL PERCORSO ESPOSITIVO

La mostra si articola in sette sezioni, intese come le diverse tappe del viaggio intrapreso da Sodoma nel corso della sua attività giovanile.

Il percorso si apre con l’Ecce Homo (Cristo deriso) del 1510 che illustra perfettamente l’arte più nota del Sodoma ormai maturo ed evidenzia gli importanti esiti raggiunti dall’artista durante il suo percorso formativo a cui l’intera mostra è dedicata. Nella prima sezione è esposto anche il contratto originale di apprendistato di Giovanni Antonio Bazzi presso Martino Spanzotti, nella cui bottega il pittore si formò a partire dal 1490 e che segna l’inizio della sua vicenda artistica.

Si prosegue con le opere degli artisti vercellesi e casalesi conosciuti dallo stesso Sodoma, come Alvise De Donati, Eleazaro Oldoni, Aimo e Balzarino Volpi (il primo dei quali era cognato di Spanzotti). Si continua poi con l’attività di Giovanni Martino Spanzotti degli anni Novanta del Quattrocento e di alcuni artisti, che affiancarono il maestro nella sua bottega. Tra questi, oltre al giovane allievo di Spanzotti Defendente Ferrari, lo stesso Sodoma, che è rappresentato da una recente scoperta attributiva: la Sacra Famiglia con san Giovanni Battista e un angelo di collezione privata, che è finalmente possibile vedere dal vero.

[Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Compianto sul Cristo morto, 1503 circa. Collezione privata]

Tra gli artisti della Milano leonardesca, non possono mancare Bernardo Zenale, il cosiddetto Maestro della Pala Sforzesca (Giovanni Angelo Mirofoli da Seregno?) e Giovanni Antonio Boltraffio. In questa sezione è possibile ammirare un dipinto del Musée Jacquemart-André di Parigi, il Martirio di san Sebastiano la cui attribuzione, discussa tra Zenale e lo stesso Sodoma, può essere verificata dal vero.
L’ambiente culturale lombardo segnò profondamente il percorso giovanile del pittore, come dimostra lo straordinario Compianto sul Cristo morto del 1503 circa.

Il Rinascimento in centro Italia è rappresentato da due opere di Bernardino di Betto detto il Pinturicchio, artista a cui il Sodoma negli anni romani guardò con particolare attenzione: si tratta di un affresco staccato di collezione privata raffigurante Gesù Bambino benedicente, che si suppone provenga dagli appartamenti Borgia in Vaticano, e di un tondo con la Sacra Famiglia appartenente alla Pinacoteca Nazionale di Siena. Le due rare Pietà del Sodoma, prestate dalla Confraternita di Santa Maria dell’Orto e dalla collezione romana Patrizi di Montoro, benché simili dal punto di vista compositivo, documentano la precoce maturazione dello stile dell’artista di origini vercellesi. Contribuiscono a illustrare il contesto centro italiano, soprattutto romano e senese, anche miniature, placchette, medaglie e maioliche.

[Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Allegoria dell’Amor celeste, 1503-1504 circa. Collezione Chigi Saracini, Banca Monte dei Paschi di Siena]

A confermare l’intensità degli scambi tra il Piemonte e il centro Italia, dalla fine del Quattro agli inizi del Cinquecento, sono esposte alcune importanti opere di Macrino d’Alba (come la Madonna col Bambino in trono e santi della Pinacoteca Capitolina di Roma e una inedita predella con Cristo e gli apostoli proveniente dalla residenza papale di Castel Gandolfo, di Gaudenzio Ferrari; di Eusebio Ferrari e di Gerolamo Giovenone una delle varie versioni della Madonna d’Orleans di Raffaello.

L’ultima sezione è dedicata ad alcune opere giovanili del Sodoma, eseguite entro il primo decennio del Cinquecento, come l’Allegoria dell’Amor celeste della Collezione Chigi Saracini di Siena e il tondo con la Sacra Famiglia con san Giovannino e un angelo della Pinacoteca Nazionale della stessa città.

Il percorso si chiude con alcuni capolavori della piena maturità del pittore: il tondo con la Sacra Famiglia con san Giovannino e un angelo del Museo Borgogna di Vercelli e la Morte di Lucrezia della Galleria Sabauda di Torino.
Infine un filmato, realizzato per l’occasione, illustra i cicli ad affresco di San Francesco a Subiaco, di Sant’Anna in Camprena e del chiostro di Monteoliveto, opere fondamentali per la comprensione di questo straordinario artista.

C.S.m.
Fonte: da comunicato stampa 30 marzo 2026

GIOVANNI ANTONIO BAZZI DETTO IL SODOMA
ALLA CONQUISTA DEL RINASCIMENTO
31 marzo – 6 settembre 2026

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