Gallerie d’Italia Napoli: dialogo tra le ceramiche antiche e le opere contemporanee dell’artista statunitense. Una riflessione sul tema del simposio e sulla gestualità del bere.
Un inedito dialogo tra le ceramiche attiche e magnogreche della collezione Intesa Sanpaolo e le opere dell’artista contemporaneo statunitense Alexi Worth. È aperta al pubblico alle Gallerie d’Italia – Napoli, dal 3 aprile al 5 luglio 2026, la mostra “Vortici. Alexi Worth in dialogo con la ceramica antica” a cura di Silvia Gaspardo Moro e Richard Neer.
Nove tele di Worth, che per la prima volta espone in Italia, condividono le sale delle Gallerie d’Italia con quattro vasi della Collezione Caputi, storica raccolta archeologica ottocentesca, costituita da oltre 500 esemplari ceramici greci e magnogreci di VI-III secolo a.C. – oggi parte del patrimonio artistico di Intesa Sanpaolo – selezionati da Richard Neer, professore di Storia dell’arte dell’Università di Chicago, in una riflessione che attraversa la storia sul tema del simposio e della gestualità del bere.

Nell’antica Grecia i crateri per i simposi venivano disposti al centro di una stanza, diventando il fulcro della festa; intorno al cratere si beveva, si discuteva, si recitavano poesie, si giocava. Allo stesso modo il percorso espositivo colloca nello spazio centrale delle sale gli antichi vasi, mentre le tele di Alexi Worth prendono il posto degli invitati al simposio, lungo le pareti.
I lavori dell’artista americano sottopongono alla nostra attenzione variazioni di un simposio per due. Mani e bicchieri di vino sono rappresentati su uno sfondo indeterminato, con una tecnica arcaica e contemporanea, quella dell’aerografo.
Usando forme piatte e una palette che privilegia tre colori (il nero e sfumature dell’arancione terracotta), l’artista esplora aspetti formali come la relazione fra figura e silhouette, realismo e astrazione, concentrandosi sullo spazio fra viso e dita, un microcosmo che si arricchisce di dimensioni psicologiche durante l’antico rituale del “bere insieme”.
Echi indiscutibili dell’estetica dei vasi arcaici decorati con motivi naturalistici, realistici e allegorici, i lavori di Worth ne condividono la limitata palette di colori, l’ambiguità fra primo piano e sfondo e la tensione fra l’immagine e il supporto materiale.
La relazione fra i crateri e le tele, le analogie fra antiche e moderne rappresentazioni dei simposi, invitano i visitatori a soffermarsi sulle immagini di un fenomeno sociale e culturale complesso che ha ispirato artisti dall’VIII secolo a.C. ad oggi.
ALEXI WORTH
Alexi Worth (New York, 1964) è un artista di New York il cui lavoro esplora cosa significhi, nel nostro mondo digitale iper-saturo, che le immagini siano “create dalla mente e realizzate a mano”.
Nel suo stile particolare, preciso e conciso, Worth offre versioni enigmatiche e reinventate di oggetti comuni, tra cui bicchieri da vino, porte, mani e foglie. Con superfici e osservati da punti di vista insoliti, l’arte di Worth si distingue da gran parte della figurazione recente per la sua essenzialità e semplicità, suggerendo un tentativo di restituire il potere contemplativo dell’astrazione all’arte figurativa.
Worth ha ricevuto premi dalla Guggenheim Foundation, dalla Tiffany Foundation e dalla New England Foundation for the Arts, ed è rappresentato dalla galleria DC Moore di New York. Oltre alla pittura, Worth è un noto critico d’arte, e ha recensito mostre per The New Yorker, Artforum, T magazine, Art in America, ARTnews e altre riviste. Ha scritto testi per cataloghi di artisti come Jasper Johns, Carroll Dunham, Jackie Saccoccio e Jim Nutt.
C.S.m.
Fonte: tratto da comunicato stampa 2 aprile 2026
Immagini dell’allestimento: foto Salvatore Laoporta
VORTICI
ALEXI WORTH IN DIALOGO CON LA CERAMICA ANTICA
3 aprile – 5 luglio 2026
Gallerie d’Italia – Napoli
Via Toledo, 177 Napoli
napoli@gallerieditalia.com
Numero Verde 800.167619
http://www.gallerieditalia.com
