Teatro Romano e altre sedi: tradizione e sperimentazione si incontrano in un racconto scenico aperto al mondo. Un orizzonte artistico che attraversa confini e linguaggi, tra memoria e visione contemporanea.
Una nuova direzione artistica inaugura la 78ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese, affidata a Fabrizio Arcuri, regista innovativo e curatore di festival e stagioni teatrali all’insegna di un dialogo aperto tra i linguaggi del contemporaneo. Questo nuovo corso si pone in piena continuità con la visione delineata da Arcuri fin dal suo insediamento, lo scorso ottobre, alla guida del settore spettacolo del Comune: «il teatro come luogo di comunità, dialogo e internazionalità». Un orientamento che proietta il festival italiano più longevo verso una dimensione sempre più internazionale, capace di intrecciare discipline, arti sceniche e prospettive globali.
La programmazione, dal 25 giugno al 18 settembre 2026, si articola tra spettacoli di alta qualità, protagonisti di riferimento della scena teatrale nazionale e internazionale e scelte fortemente innovative. Molte proposte sfidano le forme tradizionali, consolidando l’identità dell’ETV come punto di riferimento culturale e piattaforma internazionale di incontro e convergenza tra esperienze artistiche di primo piano.
Prime, riprese dal respiro internazionale, riletture, classico, danza, musica, laboratori e performance digitali compongono un unico grande progetto: un festival che non conserva i classici, ma li attiva, mettendo in relazione parola, corpo, musica e spazio nella complessità del presente. Un teatro che non celebra, ma rischia, e che fa del classico e della tradizione un luogo di visione, pensiero e comunità.
Estate Teatrale Veronese è promossa dal Comune di Verona in collaborazione con il circuito multidisciplinare regionale Arteven, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Veneto.
L’IDENTITÀ VISIVA
Questo rinnovato percorso trova espressione anche nell’immagine guida del festival, ideata dall’artista visivo Matteo Basilè. Concept artist di respiro internazionale, Basilè firma un’opera che si configura come un vero manifesto poetico. Il suo linguaggio, che intreccia fotografia, pittura e digitale, genera visioni sospese nel tempo, capaci di evocare la tensione tra realtà e immaginazione, memoria e contemporaneità.
IL TEMA 2026: (H)EARTH OF GLASS
Estate Teatrale Veronese 2026 prosegue il percorso tematico sugli stati della materia avviato nel 2025 con la dedica all’acqua, assumendo la Terra come nuovo fulcro concettuale. Il titolo (H)Earth of glass ne restituisce la complessità: la terra come materia viva e fragile, paesaggio culturale e radice identitaria, ma anche figura simbolica, Gea, madre originaria e archetipo di fertilità, cura e rigenerazione.

LA SEDE PRINCIPALE: IL TEATRO ROMANO
Il Teatro Romano si conferma cuore pulsante del festival, sede del nucleo drammaturgico principale e simbolo di un progetto che si espande nella città come un organismo vitale. Da questo centro si irradiano traiettorie artistiche, azioni performative e interventi urbani che trasformano Verona in uno spazio condiviso e attraversabile, un paesaggio culturale in continua trasformazione. Attorno a questo fulcro si dispongono nuovi presìdi, come costellazioni che ampliano e ridefiniscono la geografia del festival.
IL FESTIVAL SPIEGATO DAL DIRETTORE ARTISTICO
Sottolinea Fabrizio Arcuri: «Assumere la direzione artistica dell’Estate Teatrale Veronese rappresenta per me un incarico importante e una responsabilità concreta. Lavorare per un festival così radicato nella storia del Teatro Romano significa rispettarne l’identità e, allo stesso tempo, accompagnarlo in un percorso di evoluzione. […] Partiamo dalla tradizione – in particolare quella legata a Shakespeare – per metterla in dialogo con esperienze contemporanee e con una dimensione sempre più internazionale.
La 78ª edizione propone un programma articolato che unisce prosa, danza, musica e linguaggi ibridi, includendo anche sperimentazioni digitali e nuove modalità di relazione con il pubblico. Accanto ai grandi classici, trovano spazio nuove produzioni, con l’intento di mantenere equilibrio tra continuità e innovazione. Un’attenzione specifica è dedicata ai giovani, sia come pubblico sia come parte attiva del processo creativo […]».
ETV26 – (H)EARTH OF GLASS: UN MANIFESTO POETICO CHE UNISCE TEATRO, IMMAGINE E TECNOLOGIA IN UN’ESPERIENZA IMMERSIVA
L’edizione 2026 si configura come un ampio progetto dedicato ai classici della scena occidentale, con un focus su Shakespeare, non come autore da celebrare, ma come materia viva capace di interrogare il presente nelle sue tensioni più profonde. Ne emerge una visione “glocal”, in cui dimensione internazionale e radicamento territoriale convivono, facendo di Verona un luogo attivo di creazione, pensiero e confronto.
Il cartellone si sviluppa come un organismo articolato in sezioni tematiche che accompagnano lo spettatore lungo un vero e proprio percorso esperienziale: il Festival Shakespeariano, cuore della riflessione drammaturgica, dove il classico si rinnova nel confronto con il presente; le Grand Soirée, serate evento pensate come celebrazioni collettive dello spettacolo dal vivo, capaci di unire linguaggi, pubblici e atmosfere in momenti di forte impatto scenico; il Classico, spazio di custodia e reinvenzione della tradizione, dove le forme ereditate si riattivano in chiave contemporanea; la Danza Internazionale, luogo in cui il corpo diventa linguaggio universale e strumento di attraversamento poetico del reale; Nuove Orbite/Giovani agitatori di lance crescono, fucina di nuove voci e sguardi emergenti, laboratorio di energia critica e immaginazione; le Contaminazioni Musicali, crocevia sonoro in cui generi e sensibilità si intrecciano dando vita a paesaggi emotivi inediti; e infine le Costellazioni, percorsi immersivi e diffusi che trasformano la città in un atlante vivente, mettendo in dialogo arti, spazi e comunità.
In questa visione le sezioni si intersecano e si sviluppano in modo trasversale lungo tutto il periodo estivo, configurandosi come una soglia di accesso e ogni spettacolo si offre come un atto per un festival che non si limita a rappresentare, ma attraversa; non si limita a raccontare, ma genera visioni.
LA PROGRAMMAZIONE

IL FESTIVAL SHAKESPEARIANO
Il 78° Festival Shakespeariano si inaugura con Los dos hidalgos de Verona / I due gentiluomini di Verona, per la regia di Declan Donnellan, considerato a livello internazionale uno dei più importanti e autorevoli registi contemporanei dei testi di Shakespeare. Prodotto in Spagna e presentato in prima italiana in lingua originale con sottotitoli in italiano e inglese, lo spettacolo imprime fin dall’apertura una chiara direzione internazionale alla rassegna (25–26 giugno).
Segue Tito Andronico, nella riscrittura di Davide Sacco, evoluzione di un primo studio dal titolo Titus, qui presentato in prima nazionale. Con Francesco Montanari, lo spettacolo affronta il tema della violenza sistemica, interrogando il corpo – in particolare quello femminile – come luogo di dominio e sopraffazione (9–10 luglio).
Con Ofelia, nella rilettura firmata da Luca Giacomoni, artista italiano attivo in Francia, il festival accoglie una nuova creazione presentata in prima italiana. Lo spettacolo affida a una danzatrice veronese Giulia Quaccheri, già interprete della compagnia di Emanuel Gat, il compito di incarnare una delle figure più iconiche e complesse dell’universo shakespeariano, restituendone una visione intima e contemporanea (5 e 6 settembre).
Brain Storm – Tempesta in testa, prima nazionale dal carattere inclusivo, diretta dal regista tedesco Frank Heuel su adattamento di Marta Dalla Via, utilizza Shakespeare come strumento per esplorare i disagi psichici del nostro tempo. L’isola di Prospero diventa così uno spazio di fragilità, ascolto e possibile cura (12 settembre, Teatro Camploy).
Midsummer. Sogno di un gioco di mezza estate, realizzato da Casa Shakespeare, rafforza il legame con il territorio, intrecciando produzione contemporanea e identità locale in un dialogo fertile tra comunità e creazione artistica (16–19 luglio, Museo Cavalcaselle/Tomba di Giulietta).
Chiude questo percorso Carta Carbone, il progetto di Roberto Latini dedicato ai Sonetti: un’esperienza intima e radicale, pensata per uno spettatore alla volta, in cui la parola poetica si trasforma in ascolto e relazione, facendo di Piazza Bra uno spazio performativo diffuso (6–16 luglio).

GRAND SOIRÉES
Accanto al nucleo shakespeariano, prende avvio la sezione Grand Soirées – Evento Speciale, articolata in quattro serate uniche dedicate a produzioni di particolare rilievo.
Si inaugura il 28 giugno con la prima assoluta di Padre Cicogna di Eduardo De Filippo, proposta di ispirazione classica che riunisce due protagonisti della scena italiana: Toni Servillo e il premio Oscar Nicola Piovani, autore delle musiche. Lo spettacolo, realizzato in collaborazione con Ravenna Festival, è una produzione concepita appositamente per il cartellone dei due festival e coinvolge cinque cantanti e un’orchestra di 36 elementi, integrando teatro e musica in un unico impianto scenico.
Le successive tre serate sono dedicate a riletture contemporanee di Shakespeare, presentate ciascuna in data unica. Otello, di precise parole si vive, diretto da Gabriele Vacis con Lella Costa, propone una riflessione sul tema della gelosia e del linguaggio, ponendo al centro il valore della parola come strumento di consapevolezza (3 luglio).
Con Romeo e Giulietta in the war, scritto e interpretato da Stefano Massini e presentato in prima nazionale, la vicenda shakespeariana viene riletta in chiave contemporanea, mettendo in relazione il conflitto originario con le dinamiche del presente. Il progetto è stato concepito appositamente per il festival e si avvale della partecipazione dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, rafforzando il dialogo tra parola e musica (1° settembre).
Rex Destruens, Re Lear, di e con Massimo Cacciari, è una creazione realizzata per il festival in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto. Lo spettacolo affronta il testo shakespeariano come occasione di indagine sui temi dell’autorità, della legge e della loro crisi, sviluppando una riflessione di carattere filosofico (3 settembre).

RIPRESE, CONFRONTO CON IL CLASSICO, RILETTURE
Accanto alle nuove produzioni, il festival ospita inoltre alcune riprese presentate per la prima volta a Verona, che offrono ulteriori prospettive sul repertorio shakespeariano. Così come Otello di Lella Costa e Gabriele Vacis ci sarà l’occasione di vedere una nuova versione, a distanza di 15 anni dal suo debutto, di Amleto², di e con Filippo Timi e Marina Rocco. Un Amleto spiazzante, comico, furibondo, colorato, dove l’artista stravolge il testo shakesperiano, rovescia passioni e personaggi nella stessa gabbia da circo all’interno della quale si consuma un elogio della follia (10–11 settembre).
Il festival accoglie un articolato nucleo di spettacoli ispirati al teatro classico, in relazione diretta con il Teatro Romano, luogo di incontro tra eredità e contemporaneità. Oltre al già citato Padre Cicogna di Eduardo De Filippo, in questo contesto prosegue il dialogo con la tragedia greca attraverso il consolidato appuntamento con le produzioni della Fondazione INDA – Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, con Alcesti di Euripide diretta da Filippo Dini (17–18 settembre).
Il confronto con il classico si amplia attraverso riletture contemporanee: Incendi, riscrittura di Edipo re firmata da Wajdi Mouawad, in scena al Parco Santa Toscana (26 e 28 giugno), propone una riflessione sulle radici della violenza e dell’identità.
MINE VAGANTI / SPAZIO TEATRO GIOVANI
Il progetto di Mine Vaganti / Spazio Teatro Giovani coinvolge le nuove generazioni in un percorso di avvicinamento e reinterpretazione del teatro classico, mentre Ecuba. La guerra sulle madridi Teatro Laboratorio Scientifico, presentato in prima nazionale, conferma la vitalità del tessuto teatrale cittadino e la sua capacità di confrontarsi con i grandi temi della tragedia (29 giugno – 2 luglio, Teatro Scientifico).

LA DANZA
Il festival si apre con decisione alla scena della danza contemporanea internazionale. Una danza che si colloca al confine tra linguaggi, dialogando con teatro, cinema, circo, magia e illusione, e dando forma a esperienze visive e percettive ibride.
Tra i protagonisti, i MOMIX, compagnia iconica della scena internazionale, presentano Botanica – Season 2, una creazione visionaria in cui il corpo si trasforma in paesaggio, creatura e materia in continua metamorfosi, attraverso un uso sapiente di luce, oggetti e illusione scenica (27 luglio – 8 agosto).
I belgi Peeping Tom, tra le realtà più riconosciute a livello mondiale del teatro-danza contemporaneo, portano in scena Diptych, un lavoro che intreccia danza, teatro e linguaggio cinematografico, esplorando le fratture dell’identità e della memoria attraverso una scrittura scenica densa e perturbante (14–15 luglio).
Completa il programma la presenza del francese Yoann Bourgeois, figura di riferimento del nouveau cirque europeo. In The infinite approach, il suo lavoro su equilibrio, caduta e sospensione trasforma la gravità in materia poetica, al confine tra gesto acrobatico, installazione e visione. Una ricerca che dialoga con l’illusione e la percezione, e che trova ulteriore risonanza nella recente inaugurazione delle Paralimpiadi all’Arena di Verona, riaffermando il corpo come luogo di possibilità, fragilità e bellezza (20–21 luglio).
COSTELLAZIONI IN CITTÀ
Costellazioni è la sezione del festival che si apre in modo più diretto al dialogo con la città, trasformando lo spazio urbano in luogo di attraversamento artistico e partecipazione. Fulcro del progetto è l’installazione artistica di OHT, concepita come centro nevralgico da cui si diramano traiettorie diffuse: un sistema di interventi, spettacoli e performance che si espandono nel tessuto cittadino, attivando nuove relazioni tra luoghi, pubblico e linguaggi.
Overtourism (6 luglio) nasce da un progetto produttivo condiviso tra il Festival di Pergine e l’Estate Teatrale Veronese, con l’obiettivo di sostenere percorsi di formazione e professionalizzazione artistica. Attraverso un dispositivo scenico che intreccia narrazione, performance e attraversamento urbano, il progetto invita il pubblico a riflettere sulle dinamiche del turismo contemporaneo, ridefinendo il rapporto tra città, abitanti e visitatori.
Il collettivo tedesco Rimini Protokoll, tra i principali riferimenti della scena contemporanea internazionale, anima il tessuto urbano con una performance-passeggiata The Walks / Verona (7-12 luglio da Piazza Bra). Attraverso un percorso guidato da tracce audio – in 4 lingue – fruibili tramite smartphone, il pubblico è invitato ad attraversare la città trasformandosi in parte attiva dell’esperienza.
Lo spazio urbano diventa scena e il camminare si fa dispositivo narrativo, in un lavoro che mette in relazione percezione individuale e dimensione collettiva, un progetto partecipativo che ridefinisce il rapporto tra spettatore, teatro e città. Attraversamenti (13 luglio da Piazza Bra) estensione di croute pour voir, a cura di e con Chiara Frigo e Silvia Gribaudi, è una performance partecipativa uno a uno, in cui un performer e uno spettatore condividono, attraverso cuffie e musica, un’esperienza intima basata sul movimento. Connessi dall’ascolto della stessa traccia sonora, i due danno vita a un incontro unico, in cui il corpo diventa strumento di relazione e comunicazione, oltre le parole. Ogni interazione si costruisce nel momento, trasformando lo spazio in un luogo di prossimità e ascolto reciproco.
Carta Carbone, creata per il festival veronese, è un progetto di Roberto Latini e Gianluca Misiti dedicato ai Sonetti di Shakespeare, in forma di esperienza performativa intima pensata per uno spettatore alla volta. Attraverso un dispositivo sonoro in cuffia, la parola poetica si fa ascolto ravvicinato e relazione diretta, spostando l’attenzione dalla rappresentazione all’esperienza. La voce diventa spazio, il testo materia viva, in un incontro che si costruisce nella prossimità e nella durata. Un lavoro essenziale che restituisce Shakespeare nella sua dimensione più fragile e contemporanea, trasformando l’ascolto in atto condiviso.

CONTAMINAZIONI MUSICALI
Al Teatro Romano la sezione Contaminazioni musicali, riunisce artisti italiani e internazionali. Il programma attraversa generi e traiettorie differenti, intrecciando tradizione e contemporaneità.
Tra gli appuntamenti, il ritorno del P.A.F. Trio con Paolo Fresu, Antonello Salis e Furio Di Castri, storica formazione del jazz italiano (27 giugno); Nicolò Fabi, tra le voci più riconosciute della canzone d’autore contemporanea (4 luglio); Simona Molinari con il Kairos Tour, insieme a Raphael Gualazzi, in un dialogo tra jazz, pop e songwriting (6 luglio); e Daniele Silvestri, con il suo progetto dal vivo che coniuga ricerca sonora e scrittura (25 luglio).
Spazio anche alle nuove generazioni, con proposte che intercettano linguaggi contemporanei: Coez, con From the rooftop, progetto dal carattere intimo e urbano (5 settembre), e Joan Thiele, tra le voci emergenti più interessanti della scena italiana, in equilibrio tra soul, R&B ed elettronica (29 agosto).
Il cartellone si apre inoltre alla scena internazionale con artisti di riferimento: i White Lies, band post-punk londinese dal sound atmosferico (29 giugno); Johnny Marr, chitarrista, compositore e co-fondatore dei The Smith, figura centrale del rock britannico, (16 luglio); Dulce Pontes, interprete che ha rinnovato la tradizione del fado in dialogo con il mondo (5 luglio); e il Quintetto Astor Piazzolla, omaggio alla lezione del tango nuevo tra tradizione e innovazione (13 settembre).
NUOVE DRAMMATURGIE UNDER 40
Grande attenzione al contemporaneo e allo sguardo dei giovani con la sezione dedicata alle nuove drammaturgie under 40. Nuova offerta progettuale rivolta alle giovani generazioni di artiste e artisti come spazio di ricerca, formazione e focus sui linguaggi della scena contemporanea. Esplorazione che attraversa territori diversi ma complementari: dalla rielaborazione del mito e del classico, fino alle forme più radicali di contemporaneità, passando per la ricerca identitaria e il rapporto tra corpo, tecnologia e comunità. Niente risposte definitive, ma aperture di spazi di confronto e di ascolto, trasformando il teatro in un laboratorio di visioni e pratiche sceniche, capace di dialogare con le Accademie e reti europee e con il territorio. La sezione si propone inoltre come luogo di incontro con un nuovo pubblico, invitato a condividere i processi oltre che gli esiti artistici.
Le proposte degli autori under 40, assieme al già citato Ofelia, saranno: Hijo de Buddha di Nicolò Sordo vincitore del Premio Tondelli in un lavoro che mescola provincia italiana, globalizzazione e pop (7 settembre); Infinita bellezza di Claudia Manuelli con Aron Tewelde conduce dentro un luogo simbolo della storia teatrale, dove il passato non è un museo ma un orizzonte sempre vivo con un testo che mette in dialogo l’idea del teatro come casa e come specchio, e ci invita a guardare la bellezza non come nostalgia, ma come possibilità continua di reinventare la scena e il senso del fare teatro (13 settembre).
Con L’isola dei ciccioni felici di Andrea Mattei la narrazione si sposta verso una dimensione più politica e corporea, in cui il corpo diventa territorio di resistenza e liberazione. Lo spettacolo rovescia stereotipi e convenzioni, trasformando l’isolamento in comunità e la differenza in forza. È un invito a ripensare il concetto di normalità e a riconoscere la ricchezza delle diversità (14 settembre); Dad or Alive apre il viaggio con la forza di un racconto che indaga le radici familiari e le eredità che ci definiscono, interrogando con ironia e profondità i legami tra presente e futuro: la vita come percorso in cui si intrecciano memoria e azioni, e la scena diventa spazio di riconoscimento (15 settembre).
Infine, Digital Odyssey di BlueCheese con Roberto Latini,impreziosisce il percorso come un viaggio epico dentro il presente digitale: un’Odissea contemporanea in cui l’uomo si confronta con schermi, reti, algoritmi e identità frammentate. La tecnologia non è solo strumento, ma paesaggio dell’anima, e la drammaturgia diventa la mappa per orientarsi nel nuovo mondo (16 settembre).
C.S.M.F.
Fonte: tratto da comunicato stampa 9 aprile 2026
ESTATE TEATRALE VERONESE
25 giugno – 18 settembre 2026
Biglietti:
Box Office Verona – via Pallone 16 – tel. 045 80 11 154
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