Arte, design, natura negli spazi sottratti al degrado e donati al pubblico. Performance di Sasha Vinci apre “Teatro Vivo” poi andrà alla Biennale di Venezia.
Può la demolizione di un ecomostro diventare performance artistica, azione civile e rito collettivo? Accade a Scicli (Ragusa), nel cuore barocco del Val di Noto, cittadina resa celebre nella cultura popolare dalla saga televisiva del Montalbano di Andrea Camilleri. Qui, ai piedi della chiesa rupestre di Santa Maria di Piedigrotta, l’artista Sasha Vinci ha orchestrato “Abbattimento – Il peso delle ombre”, gesto artistico potente, politico e poetico, necessario e contemporaneo, che dà il via a una suite di brani/azioni di rigenerazione urbana che diverranno “Teatro Vivo”.
L’azione di Vinci – artista poliedrico che porterà questa sua performance alla Biennale di Venezia, dove è ospite del Padiglione nazionale della Repubblica Unita della Tanzania – diventa pratica di cura, responsabilità collettiva, restituendo alla comunità non solo la vista di Santa Maria di Piedigrotta, ma un nuovo spazio di relazione dall’atmosfera teatrale unica, in cui la natura e l’arte tornano a coabitare. L’artista conferma così, la sua indole visionaria e multiforme,pronta a sondare sempre nuovi territori di confine per spingersi oltre, e generare nuovi punti di contatto con la Natura, meravigliosa, universale e complessa.

Dopo l’abbattimento, il luogo sarà progressivamente riconfigurato e riqualificato diventando “Teatro Vivo”: più di un giardino d’autore, un hub culturale, immaginato e progettato come un’opera d’arte totale. Un progetto ambizioso e visionario, ideato per diventare un nuovo punto di riferimento culturale per la città di Scicli.
L’area liberata si trasformerà progressivamente in uno spazio verde immersivo, in cui installazioni site specific dialogheranno con l’ambiente naturale e in cui i materiali recuperati dalla demolizione verranno riutilizzati in un’ottica di sostenibilità, trasformando lo scarto in risorsa.
«Al centro del progetto – spiega Sasha Vinci – è la rimozione di un abuso edilizio che per anni ha occultato la vista della chiesetta del XVI secolo, scavata nella roccia, interrompendo il dialogo tra natura, storia e architettura. Abbattere non è solo distruggere: è scegliere di togliere per restituire. È liberare lo sguardo, riattivare la memoria del luogo e ristabilire una relazione autentica tra la comunità e il proprio paesaggio».
L’azione performativa di Sasha Vinci si è svoltalo scorso14 aprile alla presenza del sindaco di Scicli, Mario Marino, il quale ha anche ricordato l’inaugurazione avvenuta un anno fa del Museo d’arte contemporanea del Carmine «che rappresenta l’istituzionalizzazione dell’impegno del Comune in favore dell’arte e delle sue declinazioni […]».

IL PROGETTO
A immaginare “Teatro Vivo” – un organismo fluido, un ecosistema culturale in cui arte, natura e comunità coesistono e si trasformano reciprocamente – è un collaudato gruppo di lavoro che fa capo all’associazione culturale Passo–Site Specific e, con il coordinamento artistico di Sasha Vinci, coinvolge l’imprenditore Ezio Occhipinti e l’architetto Claudio Calabritto. I quali spiegano: «In un Paese segnato da decenni di abusivismo edilizio siamo convinti che “Abbattimento”, inteso come cancellazione di una violenza al paesaggio, e “Teatro Vivo”, processo di rigenerazione urbana, assumano un valore simbolico più ampio ma non utopico: trasformare una ferita del territorio in un esempio virtuoso. La distruzione diventa così un atto generativo, un momento di passaggio verso una nuova possibilità».
A sostenere il progetto sono aziende e professionisti che hanno prestato e presteranno il loro contributo professionale a titolo gratuito: SD Scavi di Salvatore e Davide Giannone, Covato Clima, Ragusa Elettronica, Scicli Albergo Diffuso e l’ingegnere Carmelo Galesi per la supervisione tecnica.
LE ATTIVITA’
Il progetto si articolerà in una ricca programmazione di attività: mostre personali e collettive (Monologo & Dialogo), installazioni e performance (Scenari), incontri e dibattiti (Caverna Cosmica), rassegne di videoarte (Sipario), laboratori didattici (Trame in Gioco) e residenze artistiche (Dimore d’Autore). Un sistema dinamico che intreccia creatività e innovazione, promuovendo un modello culturale sostenibile fondato sulla cooperazione tra pubblico e privato.
SIDERALIS
Tra le opere simbolo del progetto, la monumentale e poetica “Sideralis / Non si disegna il cielo / Il canto di Scicli”: installazione site specific e time specific che l’artista Sasha Vinci dedica alla sua città. Un monolite in acciaio corten, che ricorda un grande cristallo stellare. Un’opera che invita il visitatore a entrare al suo interno, per scoprire uno spazio magico di contemplazione, tra terra e cosmo, dove la musica sarà parte integrante dell’esperienza sinestetica.
LUDENS

Accanto, concepito per istanti di gioia e leggerezza di bambini e adulti, sarà “Ludens / Non si può negare il gioco”: installazione concettuale che trasforma il linguaggio in azione ludica, restituendo centralità al gioco all’aperto, fase fondamentale per la crescita dei bambini, momento di condivisione e socializzazione dove imparare il rispetto per l’altro e per gli spazi comuni.
TEATRO VIVO ALLA BIENNALE DI VENEZIA 2026
La performance “Abbattimento – Il peso delle ombre” sarà parte integrante del progetto “La trilogia delle ombre”, concepito da Sasha Vinci per la Biennale di Venezia, dove sarà presente dal prossimo 9 maggio ospite del Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania, a cura di Lorna Benedict Mashiba e Martina Cavallarin. Il progetto dell’artista alla Biennale è sostenuto da Artesicura.
C.S.M.
Fonte: tratto da comunicato stampa 14 aprile 2026
Immagine di copertina: render Teatro Vivo

