Recensione di Angelina Travaglini. Roma, Teatro Parioli Costanzo: racconto elegante tra musica e parole. Gianluca Guidi, con trio, omaggia ‘The Voice’ in un intreccio con la storia di famiglia.
È sempre una grande occasione vedere Gianluca Guidi a teatro, un artista completo, con una bella voce e un’interpretazione sapiente e un repertorio che appartiene alla grande storia della musica mondiale. Nella fattispecie, siamo a Roma, al Teatro Parioli Costanzo, e lo spettacolo “Gianluca Guidi canta Sinatra” vede Gianluca Guidi e i suoi musicisti; al pianoforte Stefano Sabatini, al contrabbasso Dario Rosciglione, alla batteria Pietro Iodice, cimentarsi con un mostro sacro della cultura musicale mondiale.
Nello spettacolo Gianluca Guidi celebra il mito di “The Voice” e accompagna il pubblico dentro l’universo artistico e umano di un interprete capace di attraversare epoche e stili con eleganza e potenza espressiva. Il repertorio include brani firmati da grandi autori della canzone americana come Cole Porter, George Gershwin, Richard Rodgers e Sammy Cahn, compositori che hanno contribuito a costruire il grande songbook americano e che hanno trovato in Sinatra uno dei loro più straordinari interpreti. E l’intreccio che Guidi tesse, con simpatia e ironia, tra la sua storia personale e musicale e quella della sua famiglia e quella di Frank Sinatra, risulta accattivante e interessante e riscuote l’applauso del pubblico; di ammirazione, riconoscenza e affetto per una famiglia, Dorelli/Guidi, Masiero, Spaak, Guida, che tanto ha dato e continua a dare alla cultura italiana. C’è tanto da raccontare ancora e questo potrebbe essere uno spunto per Guidi per un suo nuovo spettacolo, lo auspichiamo e lo auguriamo al pubblico italiano.
Lo spettacolo nasce anche da una passione personale di Gianluca Guidi, cresciuto ascoltando i dischi di Sinatra fin da bambino; un amore nato tra le pareti di casa, davanti a vinili che raccontavano un mondo musicale lontano dalle mode del tempo ma capace di lasciare un segno profondo. Il primo incontro con quella musica avviene attraverso l’album It might as well be swing, con l’orchestra di Count Basie diretta da Quincy Jones, dando inizio a un legame artistico destinato a durare tutta la vita. Una voce irripetibile quella di Sinatra, celebrata anche da Bing Crosby con parole diventate leggendarie: «Di voci come quella di Sinatra ne nasce una ogni secolo… purtroppo io sono capitato nello stesso secolo suo».
Recensione di Angelina Travaglini
Roma, Teatro Parioli Costanzo 16 aprile 2026
Immagine: frame da video https://www.youtube.com/watch?v=JdxH_toSzW8
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