Basilica di Santo Spirito: hanno ritrovato voce e splendore artistico lo strumento a canne e la cantoria lignea, restaurati col sostegno di Friends of Florence.

Nella basilica di Santo Spirito a Firenze si sono conclusi i lavori che hanno interessato l’Organo e il relativo apparato decorativo composto da cantoria e cassa, restaurati sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e la Provincia di Prato e restituiti alla comunità grazie al sostegno di Friends of Florence, attraverso il dono di Jim e Janet Dicke II. Il restauro dell’organo è stato realizzato da Chichi Organi, mentre l’apparato decorativo (Cantoria e Cassa) è stato restaurato da Sandra Pucci con Alice Quaggiato e Chiara Mignani. Gli esiti dei restauri sono stati presentati lo scorso 23 aprile 2026.

L’intervento, oltre a restituire l’organo e il suo apparato decorativo al patrimonio di Santo Spirito e alla fruizione della comunità, riattiva una dimensione sonora e spirituale rimasta silente per oltre sessant’anni. «È un sogno che diventa realtà» sottolinea padre Giuseppe Pagano, priore della basilica di Santo Spirito. «La basilica di Santo Spirito ovviamente nasce con un organo che poi nel 1824 viene cambiato con l’attuale. Brunelleschi ha pensato certamente anche alla musica all’interno del suo progetto architettonico. E allora il silenzio di sessant’anni anni viene interrotto, grazie al prezioso intervento di Friends of Florence, sempre così vicini alla nostra comunità agostiniana di Santo Spirito. Risentire suonare l’organo in Basilica ha un forte significato spirituale, è come dare vita a tutta la parte architettonica e soprattutto ad una comunità cristiana che si riunisce a pregare e certamente la musica dell’organo contribuirà ancora di più alla sua crescita spirituale».

L’ORGANO E IL SUO APPARATO DECORATIVO, TRA ARTE, STORIA E SPIRITUALITÀ

Le ricerche storico-artistiche sviluppate anche in occasione del restauro, hanno consentito di datare con certezza la realizzazione della cantoria e dell’organo originario tra il 1551 e il 1553, con un costo complessivo (ad eccezione delle indorature) di mille scudi. La cantoria, realizzata in noce da maestranze ancora ignote e impreziosita da intagli raffinati con foglia d’oro e dettagli in argento, si distingue per la qualità esecutiva e per l’eleganza delle decorazioni: protomi femminili, teste di ariete e motivi ornamentali restituiscono un linguaggio artistico colto e simbolico.

In epoca relativamente più recente, probabilmente per esigenze liturgiche, tutta la cantoria fu dipinta con uno strato grossolano di stempera grigia lasciando in foglia d’oro solo alcuni elementi decorativi a rilievo (alcuni applicati in un secondo momento rispetto alla realizzazione dell’opera).
Anche la cassa dell’organo presenta un apparato decorativo di grande valore, con elementi fitomorfi e figure allegoriche di notevole finezza.

L’organo originario, attribuito a fra Bernardo d’Argentina, fu più volte restaurato e ampliato, soprattutto a cominciare dagli anni Sessanta del Settecento, quando Antonio Maria e Filippo Tronci furono incaricati di sistemare l’organo rinascimentale rendendolo moderno. Lo strumento fu poi sostituito nel 1824, con un nuovo organo realizzato da Filippo Tronci, poi modificato e ampliato da Cesare Tronci nel 1871 e infine dalla ditta Agati-Tronci e da padre Giovanni Cologni per le parti decorative.

L’organo Tronci della basilica di Santo Spirito è un tipico organo ottocentesco, di grandi dimensioni. È basato infatti sul Principale di 16′ con prima ottava interamente cromatica per un totale di 68 tasti ed è dotato di ben 38 registri, che per l’epoca erano molti. Le canne risalgono a varie epoche, ma principalmente sono databili all’Ottocento con varie aggiunte novecentesche. Ha numerosi registri che imitano le tipiche sonorità dell’orchestra romantica, come il Fagotto, l’Ottavino, il Corno Inglese, la Tromba, la Bombarda, il Corno da caccia, oltre alla Fisarmonica e ai Campanelli. Un insieme di timbri molto variopinto, dunque, che lo rende versatile e particolarmente adatto all’esecuzione del repertorio ottocentesco ma anche di epoche differenti.

IL RESTAURO

 L’intervento ha avuto come obiettivo principale il recupero dello strumento e della leggibilità dell’insieme. Uno degli elementi più significativi emersi durante il restauro è stato il ritrovamento della finitura originale della cantoria: sotto gli strati di tempera grigia, risalenti al XX secolo, è riemersa la bellezza del legno di noce e delle dorature originali. La rimozione delle ridipinture ha permesso di restituire equilibrio e qualità estetica all’opera, rispettandone la patina storica. Parallelamente, sono stati eseguiti interventi di consolidamento strutturale, reintegrazione delle parti mancanti e trattamento conservativo delle superfici lignee e dorate.

Anche il telone dell’organo, in condizioni particolarmente compromesse, è stato restaurato e reso nuovamente funzionale, recuperando un elemento importante della fruizione storica dello strumento. Il restauro ha così restituito non solo integrità materiale, ma anche valore simbolico all’intero complesso.

LE PAROLE DEI FAUTORI DELL’INIZIATIVA

Il recupero dell’organo e dell’apparato decorativo assume dunque un valore che va oltre la conservazione del patrimonio: è un intervento che restituisce alla basilica la sua pienezza liturgica e sonora, rafforzando il legame tra spazio architettonico, musica e comunità. «La Basilica di Santo Spirito è un luogo molto sentito da Friends of Florence» sottolinea Simonetta Brandolini d’Adda, Presidente di Friends of Florence. «Tanti sono stati i progetti che abbiamo sostenuto nel corso degli anni: dalla Sacrestia con il restauro dei due grandi dipinti e la collocazione del Crocifisso ligneo di Michelangelo, al restauro della Pala Nerli di Filippino Lippi, l’Adultera di Alessandro Allori e l’Annunciazione di Pietro del Donzello, fino all’intervento che oggi presentiamo all’Organo e alla Cantoria. Un restauro davvero affascinante e necessario che ha consentito di restituire alla comunità una voce rimasta silenziosa per lungo tempo e che oggi torna ad accompagnare la dimensione spirituale della basilica. Ringrazio a nome di Friends of Florence la Comunità Agostiniana e il suo Priore, la Soprintendenza e i suoi funzionari che hanno seguito con cura l’intervento, tutti i restauratori e le professionalità che lo hanno realizzato. Un profondo e sentito grazie va ai nostri donatori Jim e Janet Dicke II che, da sempre vicini a Friends of Florence, con il loro sostegno hanno reso possibile il recupero dell’Organo e della Cantoria».

«L’organo di Santo Spirito torna così funzionante» Afferma l’arch. Antonella Ranaldi Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e la Provincia di Pistoia. «I suoi suoni si fonderanno con la bellezza e l’armonia del capolavoro di Brunelleschi e allieteranno le funzioni liturgiche e non solo. Un restauro che rende vivo e vibrante di suoni e persone un luogo di per sé eccezionale da esaltare in tutte le sue espressioni. Ringrazio Friends of Florence per la vicinanza e l’attenzione, la comunità agostiniana di Santo Spirito e tutti coloro che hanno contribuito con il loro lavoro e sapienza a questo restauro».

“UMANESIMO IN SANTO SPIRITO”

Il restauro si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione culturale e spirituale promosso nell’ambito del ciclo “Umanesimo in Santo Spirito”, organizzato dalla Comunità Agostiniana di Santo Spirito, dal Centro Studi Internazionale Papa Leone XIV e dall’Associazione A Minimo Incipe Onlus. In occasione della restituzione dello strumento, Si sono svolti due appuntamenti aperti alla città: un concerto d’organo a cura del M° Gabriele Giacomelli “Viaggio musicale dagli organisti di Santo Spirito a Puccini”, in cui sono stati eseguiti brani degli organisti di Santo Spirito del primo Ottocento, con gli inediti di Bonini e Pagliai reperiti da Gabriele Giacomelli nell’Archivio della basilica, oltre a capolavori di Gioachino Rossini, Vincenzo Bellini, Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini. Il programma infatti ha inteso ricreare l’ambiente musicale che si poteva ascoltare nelle chiese toscane e fiorentine in particolare, nell’Ottocento, con un repertorio di gusto ‘popolare’, che l’organo di Santo Spirito, quasi un’orchestra romantica in miniatura, ha valorizzato al meglio.
La domenica successiva, la Santa Messa è stata celebrata alla presenza di S.E. mons. Gherardo Gambelli.

“LA SPESA FU DI SCUDI MILLE”
Scheda storico artistica a cura della dott.ssa Graziella Cirri

Grazie alle ricerche documentarie condotte dalla dott.ssa Sandra Pucci – con la preziosa guida della dott.ssa Silvia Melloni – la realizzazione della cantoria e dell’originario organo della Basilica di Santo Spirito hanno finalmente una datazione certa: i lavori furono commissionati nel 1551 e terminarono nel 1553. Come si riscontra nel così detto “Libro nero” dell’Archivio di Santo Spirito l’intero intervento “ad eccezione delle indorature” ebbe un costo complessivo di mille scudi.

Ancora ignote invece risultano le maestranze che realizzarono la cantoria in noce i cui intagli sono arricchiti da lumeggiature in foglia d’oro e con dettagli in lamina d’argento. Sicuramente l’impresa fu realizzata da mani esperte e raffinate capaci di rendere nel legno la leggerezza dei tessuti increspati, la consistenza della pelliccia degli arieti e la ieratica eleganza delle protomi femminili.

In epoca relativamente più recente, probabilmente a seguito di esigenze di carattere liturgico, tutta la cantoria fu dipinta con uno strato grossolano di tempera grigia lasciando in foglia d’oro solo alcuni elementi decorativi a rilievo, parte dei quali applicati in un secondo momento rispetto alla realizzazione dell’opera. Di alta qualità anche la cassa dell’organo la cui facciata è caratterizzata da “due eroti con gambe terminanti a volute vegetali” ed elementi fitomorfi.

Per quanto riguarda l’organo originario, attribuito da Fineschi a fra Bernardo d’Argentina, sappiamo dai documenti d’archivio che questo fu più volte restaurato. In particolar modo dal 1690 gli interventi furono più numerosi poiché lo strumento si dimostrò con il passare del tempo “guasto e in più cose difettivo”. Il restauro più complesso tuttavia risalire agli anni Sessanta del Settecento quando i “professori organari” Antonio Maria e Filippo Tronci furono chiamati a sistemare e rendere “moderno” l’organo rinascimentale. La continua manutenzione dello strumento non dovette comunque assecondare le aspettative degli organisti poiché nel 1824 fu deciso di smantellare il vecchio organo per commissionare ai discendenti della nota famiglia di organari (la ditta Agati-Tronci) un nuovo strumento. Le parti decorative furono invece realizzate da padre Giovanni Colognoni. Graziella Cirri

C.S.m.
Fonte: da comunicato stampa 23 aprile 2026
Immagini prima e dopo il restauro di Claudio Giusti

Basilica di Santo Spirito
Piazza di Santo Spirito, 30 – 50125 Firenze
Tel. +39 055 210030
info@basilicasantospirito.it
www.basilicasantospirito.it
https://www.facebook.com/BasilicaSantoSpirito
https://www.instagram.com/basilicasantospiritofirenze/?hl=it