Recensione – approfondimento di Barbara Baroni. Mantova Musica: per la ‘ribalta giovani’ un omaggio intenso e bene interpretato alla grande scuola europea del tardo romanticismo.

Vera poesia in pagine stupende con l’intimismo unito alla introspezione di Autori quali Richard Strauss e Johannes Brahms, che portano in un clima vicino allo stile liberty con la fine stilizzazione. Si è compiuta una profonda riflessione con coinvolgimento sentimentale nell’evento “I giovani incontrano i Maestri” per Mantova Musica Diciottoetrenta-Ribalta giovani, che ha costituito la fine della stagione. Concerto con Franco Mezzena violino e Christian Serazzi viola, conosciuti ed eccelsi musicisti, in cui si è esibito il pregiato Ensemble di giovani “La Vittoria” in residenza presso Società della Musica di Mantova, nell’omonima e splendida ex-chiesa di Madonna della Vittoria, il 24 aprile. Emergevano l’esperienza dei maestri e la vivacità dei giovani. Per l’occasione formavano l’insieme Margherita Colombo violino, Elisa Zannoni viola, e al violoncello Valery Lopez e Agata Ruggerini.

Si cominciava con Richard Strauss (1864-1949) Sestetto per archi da Capriccio Op.85, inizio eseguito slanciato e neoromantico, dal suono suggestivo ed evocativo, affascinante e ricco di sfumature splendide, si soffermava come in un cielo plumbeo prima della rinascita. Poi un vibrato scenico e contrastante: la parte seconda era eseguita travolgente. Ancora una riflessione ed effusione sentimentale, che ha coinvolto estremamente all’ascolto, come la quiete dopo la tempesta e con una tensione emotiva partecipata.

Il sestetto è stato composto tra il 1940 e il 1941 ed eseguito per la prima volta al Nationaltheater di Monaco il 28 ottobre. Il lavoro approfondisce il rapporto tra musica e poesia nell’atmosfera fiabesca di un castello dove gli autori discutono delle loro opere (il poeta Oliver e il compositore Flamand). In seguito, trascritto come pezzo strumentale, è divenuto celebre nell’ambito cameristico. Non meraviglia tra gli schizzi la presenza di lettere riflessive: «Prima le parole, poi la musica (Wagner) – oppure prima la musica, poi le parole (Verdi) – o, soltanto parole, niente musica (Goethe) – o ancora, soltanto musica, niente parole (Mozart)».

Capriccio è scritto da Richard Strauss a quasi ottant’anni: capolavoro mistico, dal calore autunnale, col finale dopo il chiaro di luna. La discussione, durante la “commedia filosofica”, vicina alla produzione operistica ne riassume il senso originale. L’idea di Strauss si contrappone a Casti e Salieri, presa dal senso del bello, nella visione platonica e non accetta la contrapposizione tra poesia e musica. Strauss crea un’aura novecentesca e richiama Goldoni e Pirandello. In questo intreccio fine e metafisico, si uniscono numerosi momenti aggiuntivi, che sono discussi. Ed ecco il bellissimo sestetto che inizia l’opera come preludio e del quale gli ospiti cominciano a disquisire; danze; cantanti italiani con un duetto amoroso del Metastasio e poi sfocia in una parodia con altre parole.

«Segue Johannes Brahms (1833-1897) col Sestetto per archi n. 1, op. 18 Allegro ma non troppo, capolavoro romantico» (ha specificato Stefano Giavazzi) reso con sonorità densa e narrativa dal bel tema cantabile liederistico, poi una sorta di lago, pensieroso e libero, con tensione espressiva. Tema con variazioni. Andante, moderato con bel tema variato che si attagliava perfettamente alla personalità dell’autore con bellezza sconvolgente: entrate pregnanti di densità armonica e un canto sospeso, unito ad elementi popolari ripetitivi. Seguiva Scherzo. Allegro molto – Trio, elementi diversivi e che si susseguono. Infine Rondò. Poco Allegretto e grazioso, ampioe carezzevole epilogo realizzato con tempo mosso.

Solo raggiunta la maturità Brahms si avvicinò a quartetti e sinfonie, sull’esempio di Beethoven. Prima compose i due splendidi Sestetti, seguendo l’espressivo precedente op. 140 di Spohr. Il sestetto spicca nella parabola artistica di Brahms, primo passo verso la sinfonia. Il fantastico Ensemble ben interpretava i brani e offriva come Bis il secondo tempo, un momento intenso.

                                                                           Recensione – approfondimento di Barbara Baroni
MantovaMusica, ex-chiesa di Madonna della Vittoria, 24 aprile 2026
Foto Guido Mario Pavesi

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