MUVEC: nuovi spazi ospitano la collezione permanente, nata attingendo dalle collezioni civiche di Ca’ Pesaro. In mostra opere dal 1948 all’attualità, tra memoria e presente.

Mestre accoglie il nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea: MUVEC – Casa delle Contemporaneità, il nuovo museo della Fondazione Musei Civici di Venezia, frutto di un importante intervento di trasformazione degli spazi MUVE al Centro Culturale Candiani. Un profondo ripensamento architettonico e concettuale che ridefinisce funzioni, percorsi e missione museale. Il progetto dà vita a un museo articolato su due piani, con una collezione permanente e spazi dedicati alle mostre temporanee, configurandosi come un nuovo punto di riferimento culturale per la città e per l’intero territorio metropolitano.

Dal punto di vista architettonico, il museo acquisisce un’identità autonoma e riconoscibile: un ingresso dedicato da piazzale Candiani e una passerella sopraelevata conducono il pubblico verso una nuova area di accoglienza situata al secondo piano. Qui si sviluppa il percorso della collezione permanente, mentre il terzo piano ospita le esposizioni temporanee. Due livelli complementari, pensati per dialogare tra stabilità e sperimentazione.

MUVEC nasce con l’obiettivo di raccontare l’arte moderna e contemporanea a partire dal 1948, attingendo alle collezioni civiche conservate a Ca’ Pesaro e proponendo un percorso tematico, non rigidamente cronologico. Tre sono le direttrici che strutturano il racconto: Ricostruzione, Costruzione, Decostruzione. Un’impostazione che riflette le trasformazioni linguistiche dell’arte del secondo Novecento e, al contempo, la storia urbana e sociale di Mestre, città simbolo della contemporaneità italiana.

Il museo intreccia due livelli di lettura: da un lato le grandi traiettorie internazionali che hanno attraversato Venezia e il suo territorio; dall’altro le esperienze sviluppate nella terraferma, in parallelo con le trasformazioni della città. Corpo, materia e cittàdiventano così chiavi interpretative trasversali, capaci di mettere in dialogo maestri del Novecento e ricerche più recenti, memoria e presente.

Il percorso espositivo presenta opere significative dei principali movimenti artistici del secondo Novecento e del nuovo millennio, tra cui Informale, Spazialismo, Arte minimal e pratiche contemporanee che indagano lo spazio e la materia. Accanto ai grandi protagonisti internazionali, trovano spazio anche artisti legati al territorio, in un racconto che restituisce la complessità e la vitalità della scena artistica.

In una città in continua evoluzione, caratterizzata da una crescente pluralità culturale, il museo nasce con l’ambizione di essere luogo di incontro e partecipazione per pubblici diversi: visitatori, studenti, famiglie e comunità locali, con particolare attenzione ai nuovi cittadini di origine internazionale.

MUVEC si inserisce in una rete culturale più ampia che comprende l’Emeroteca dell’Arte (attiva dal 2024), la Casermetta 9 di Forte Marghera (2025) e la futura factory del Palaplip, contribuendo alla costruzione di un vero e proprio distretto della contemporaneità. Perché oggi, più che mai, raccontare il contemporaneo significa raccontare la città che cambia.

LA COLLEZIONE PERMANENTE

Ricostruzione presenta le opere dell’immediato dopoguerra, dove più forti si fanno le esigenze di documentare la tragedia bellica e allo stesso tempo di rifondare un’identità visiva e artistica internazionale. Protagoniste sono le correnti di Informale, Fronte Nuovo delle Arti e Spazialismo con opere di Thomas Ruff, Agenore Fabbri, Arman, Alfred Manessier, Toti Scialoja, Ennio Morlotti, Emilio Vedova, Armando Pizzinato, Renato Birolli, Giuseppe Santomaso, Ferruccio Bertoluzzi, Domenico Spinosa, Gastone Novelli, Umberto Milani, Bruna Gasparini, Luciano Gaspari, Saverio Rampin e Bruno De Toffoli.

Costruzione affronta invece quegli autori che si sono concentrati sulla nuova composizione geometrica, sull’Arte minimal, sullo spazio e sul colore con opere di Arnaldo Pomodoro, Alberto Biasi, Marcolino Gandini, Galliano Mazzon, Romano Perusini, Alberto Viani, Julia Mangold, David Simpson, Phil Sims, Gregory Mahoney. 

Infine Decostruzione si affaccia alle correnti del nuovo millennio mostrando lavori in cui si scompongono gli elementi figurativi e formali e le opere invadono lo spazio; cadono anche le divisioni tra le scuole artistiche e nuove nazioni si affacciano al panorama dell’arte internazionale, con più forti emergenze politiche nelle opere di Emilio Vedova, Alexandre Kyungu, Sofia Izmaliova, Claudio Parmiggiani, Michelangelo Pistoletto, Maurizio Pellegrin, Bill Viola, Joseph Kosuth, Christian Fogarolli, Shimamoto Shozo, Tony Cragg e Pascale Marthine Tayou.

MOSTRE E APPUNTAMENTI

Venerdì 24 aprile si è inaugurata la mostra collettiva della decima edizione del Premio Mestre di Pittura, allestita al terzo piano, negli spazi dedicati alle esposizioni temporanee. Le stesse sale attendono, dal 26 settembre, il nuovo approfondimento sui temi e i linguaggi del Novecento, il riverbero nell’attualità, attraverso le sue figure simbolo rappresentate nelle collezioni di Ca’Pesaro. Klimt, Schiele, Kokoschka e il corpo nell’arte contemporanea parte così dall’opera dei maestri della Secessione Viennese, dalle indagini sul corpo come specchio delle inquietudini e delle trasformazioni del secolo, conducendo a riflessioni sull’attualità attraverso il lavoro di Chen Zhen, Vanessa Beecroft e Marlene Dumas.

C.S.m.
Fonte: tratto da comunicato stampa aprile 2026
Immagini allestimento MUVEC – Casa delle contemporaneità, Mestre, foto Nico Covre

MUVEC – Casa delle Contemporaneità
Piazzale Candiani – 30174 Venezia Mestre
Call center: 848082000 (dall’Italia); +39 041 42730892 (only from abroad).
Attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 16:00, il sabato e la domenica dalle 9.00 alle 13.00.
Email: prenotazionivenezia@coopculture.it
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