Cenacolo del Fuligno: le tavole dei santi Pietro e Sebastiano, acquistate dal Ministero della Cultura, completano il Polittico Mormile realizzato nel 1501 da Antonio Rimpatta.
Un importante intervento di tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico nazionale restituisce al pubblico un’opera di straordinario rilievo: il Polittico Mormile di Antonio Rimpatta, ora finalmente ricomposto quasi integralmente grazie all’acquisizione di due tavole mancanti da parte del Ministero della Cultura nel 2025.
Il nuovo allestimento, inaugurato venerdì 24 aprile 2026, le fasi dell’acquisizione e gli studi attributivi sono stati illustrati da Carlotta Paola Brovadan, direttrice regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura, Stefano Casciu, già direttore regionale Musei nazionali Toscana, Marco Mozzo, direttore del Museo di San Marco e Cenacoli, e Sara Ragazzini, curatrice del Cenacolo del Fuligno.
Le due opere raffiguranti San Pietro e San Sebastiano, dopo essere state dichiarate di rilevante interesse culturale nel 2022 sono state individuate e acquistate sul mercato antiquario milanese nel 2025, per essere destinate alla Direzione regionale Musei nazionali Toscana e ricollocate nel Museo del Cenacolo di Fuligno a Firenze, che già conservava il nucleo principale del polittico.

IL POLITTICO
Realizzato nel 1501 da Antonio Rimpatta, artista bolognese attivo anche nell’Italia meridionale, il retablo fu originariamente commissionato dalla nobildonna napoletana Maddalena Mormile per il monastero domenicano femminile dei Santi Pietro e Sebastiano di Napoli, oggi non più esistente. La committente, priora del convento, è raffigurata inginocchiata in abiti monacali nel pannello centrale, come attestato anche dall’iscrizione che riporta la data 1501 e i nomi dell’autore e della donatrice.
La struttura dell’opera vede al centro la Madonna col Bambino tra i santi Domenico e Pietro Martire, con Maddalena Mormile presentata alla Vergine; ai lati si collocano Santa Caterina d’Alessandria e Santa Maria Maddalena, quest’ultima omonima della donatrice. Nel registro superiore si trova l’Incoronazione della Vergine affiancata dai Santi Pietro e Sebastiano e sormontata dall’Eterno benedicente e dalle da due lunette con l’Annunciazione.
Le due tavole recentemente acquisite con i santi Pietro e Sebastiano a figura intera stagliati sullo sfondo di un paesaggio di ascendenza umbra, vanno a reintegrarsi nel secondo registro laterale, restituendo equilibrio compositivo all’intero complesso. Rimane tuttora dispersa la predella, in origine probabilmente esistente, di cui non si hanno tracce.
Già Leone de Castris (1987, 2005) aveva evidenziato lo sbilanciamento del registro superiore nella ricostruzione allora nota ma si deve a Marco Fagiani (2021) l’identificazione delle due tavole come elementi originari del polittico. Orazio Lovino (2025) ha invece approfondito la questione della ricostruzione del polittico da un punto di vista tipologico.
La storia del Polittico Mormile è segnata da vicende complesse: documentato a Napoli fino al 1971, nel 1978 — quando risultava di proprietà dell’Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza IV gruppo Opere Pie — fu alienato ed esportato illecitamente. Ricomparso nel 1986 in Svizzera in un’asta Sotheby’s, con attribuzione corretta al Rimpatta attestata dalla firma, venne sequestrato dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri e riportato in Italia. Non esistendo più il contesto originario napoletano, l’opera fu affidata alla Soprintendenza di Firenze.

IL PROGETTO MUSEOGRAFICO
La scelta di collocare il polittico presso il Cenacolo di Fuligno risponde a un preciso progetto museografico: valorizzare un artista il cui linguaggio è fortemente influenzato da modelli perugineschi. Il museo, ospitato nell’antico refettorio delle terziarie francescane di Sant’Onofrio fondato nel 1419 e legato alla beata Angelina da Foligno, ha come fulcro il monumentale affresco dell’Ultima Cena dipinto dal Perugino negli anni Ottanta del Quattrocento. Attorno a questo capolavoro si sviluppa un percorso dedicato alla diffusione del linguaggio del maestro umbro tra XV e XVI secolo.

L’AUTORE
In questo contesto, l’opera di Rimpatta assume un ruolo centrale per comprendere la diffusione dello stile di Pietro Perugino nell’Italia meridionale, come confermato anche dalla successiva pala d’altare eseguita dall’artista nel 1509 per la chiesa di San Pietro ad Aram di Napoli, oggi conservata al Museo nazionale di Capodimonte.
Artista eclettico e itinerante, Rimpatta si formò a Bologna presso Francesco Francia e Lorenzo Costa, per poi aggiornarsi nella Roma di primo Cinquecento, dominata dalle esperienze di Perugino e Pinturicchio e aperta alle novità raffaellesche. Il Polittico Mormile documenta efficacemente questo percorso, offrendo un significativo confronto tra il classicismo peruginesco e la sua rielaborazione in ambito meridionale.
C.s.m.
Comunicato e immagini: Direzione Nazionale Musei della Toscana, 24 aprile 2026
Cenacolo del Fuligno
via Faenza, 40 Firenze
Tel. +39 055 0882000
Email: drm-tos.cenacolofuligno@cultura.gov.it
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