Resoconto di Enrico Presti. Bologna: FontanaMIX sceglie contesti non statici e instaura una relazione simbiotica tra forma e contenuto, tra ambiente sonoro e spazio architettonico.
«Non esiste crisi nella musica ed è da dubitare che sia mai esistita. Esistono solo opere che sono o non sono significative e persone più o meno educate alla loro assimilazione». La citazione, tratta dalla mente artigianale e pluriforme di Luciano Berio, è al tempo stesso incipit e commentario ai testi musicati da FontanaMIX nel secondo concerto svoltosi nei giorni scorsi a Bologna. “Oceano suono – percorsi della contemporaneità musicale tra ambiente e materia sonora” s’intitola la stagione 2026 che echeggia, in vari luoghi specifici sonori, le idee che risuonano nei compositori e che si tenta, riuscendoci in eccellenza, a ripercorrere nella mente musicale ed alla progettualità che viene evocata in luoghi immaginari tra ascolto e contesto esecutivo.
Il primo concerto, che ha aperto la stagione, è difatti avvenuto nel Museo per la memoria di Ustica, luogo di campi incerti tra la raggelante ricostruzione dei resti del DC-9 ricostruiti all’interno degli ampi spazi dell’ex Magazzino ATC con un’installazione di Christian Boltanski. Il compositore britannico Gavin Bryars in persona ha potuto così realizzare la ricostruzione in fieri di The Sinking of the Titanic in un’atmosfera compassionevole ed evocativa dell’attimo fuggente dell’affondamento infinito ed oceanico, allo stesso tempo, che Christian Boltanski ha realizzato nella sua installazione, composta da 81 luci e 81 specchi, in memoria delle 81 vittime della strage (recensione di Diego Tripodi vedi qui).
Il secondo concerto è la forma dell’architettura dell’ex chiesa di San Mattia di Bologna. Il luogo pare perfettamente importante per creare un ambiente sonoro non statico ma continuamente in evoluzione e che liberi il materiale musicale per queste particolari caratteristiche acustiche: un luogo che sia tutt’uno col suono e che crei una simbiosi entro forma e contenuto stesso dell’opera.
Così il direttore Francesco La Licata intende porre i diversi compositori per l’esistenza di un rapporto tra musica e architettura che legge questa relazione non più attraverso un avvicinamento formale, ma che ne scopre i veri nessi morfologici e dinamici. In particolare, è notevole l’accostamento della strumentazione antica e contemporanea in vere e proprie mutazioni che troviamo riflesse anche in alcuni gruppi di compositori per quanto riguarda la scrittura musicale, sempre più condizionati dalla presenza intrigante del documento sonoro che li spinge in alcuni casi verso soluzioni estreme.
FontanaMIX rivela così l’aspetto altamente innovativo di come la musica assoluta potesse essere suonata in qualsiasi luogo per evocare, così, nuove sensazioni di ‘bello musicale’ (per citare Hanslick) nella pluridiversionalità del suono stesso. Successo caloroso per tutti gli interpreti per la voce di Valentina Coladonato che ripropone il verso finale di Alfonsina y el mar.
Di Enrico Presti
Vasto Mar, Bologna, ex chiesa di San Mattia, sabato 9 maggio 2026 ore 20.30
Immagine tratta da Instagram FontanaMIX
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FontanaMIX ensemble e Ensemble Sezione Aurea
Valentina Coladonato voce
Francesco La Licata direttore
Musiche di Guillaume Dufay, Claude Debussy, Heinrich Schütz, Franz Schubert, Thomas Adès, Claudio Monteverdi, Maurice Ravel, Salvatore Sciarrino, Jean-Philippe Rameau, Tan Dun, Georg Philipp Telemann, Georg Philipp Händel, Toshio Hosokawa, Ariel Ramirez

