Recensione di Angelina Travaglini. Roma, Via Veneto: 10 statue sono le tavolozze su cui Rabarama racconta il senso della vita e l’amore verso sé stessi.

Gli artisti sono spesso narcisisti, egocentrici, si disinteressano del prossimo, non considerano la funzione sociale che l’Arte ha da sempre avuto nella storia dell’umanità. Le sculture di Rabarama, nome d’arte di Paola Epifani, sono invece davvero “sociali”, dialogano con il pubblico, pongono domande, sono “maieutiche”; hanno un impatto immediato ma non sono semplici e, come una sorta di Socrate moderno, si espongono senza remore, né ipocrisie, alla verità del “conosci te stesso”.

L’occasione per sviluppare questo viaggio interiore è a Roma, dove l’artista romana, padovana di adozione, classe 1969, presenta “Armonie del Corpo”, fino al 30 giugno 2026, en plein air, in via Veneto; uno dei luoghi più belli della Capitale, portato alla celebrità mondiale da quel genio, mai abbastanza rimpianto, di Federico Fellini. Via Veneto si presenta in una nuova vitale prospettiva grazie a questa mostra, patrocinata da Regione Lazio, Roma Capitale – Municipio I e in collaborazione con Philart, Am-Arte e Associazione “Via Veneto” presieduta da Elisabetta Calò, l’organizzazione è di Artevents Mazzoleni.

10 statue in bronzo, di grandi dimensioni, decorate con coloratissimi pattern simbolici, compongono l’esposizione;il tema è il corpo umano, presentato in pose/archetipi scolpiti sull’epidermide di ogni scultura: “Madama Butterfy”, “Bozzolo”, “Hic et nunc”, “Love”, “Ikigai”, “A-Mors”, “Trans – Porto”, “Trans-catarsi”, “Im-plosione”ridisegnano lospazio urbano romano con una preziosa sensibilità artistica contemporanea.

«Il corpo umano, l’epidermide, diventa la tavolozza ideale dove racconto il senso della vita, la consapevolezza e l’amore verso sé stessi – sottolinea Rabarama – possiamo dialogare con gli altri e con la natura solo quando cominciamo a parlare con noi stessi; parlo anche alle situazioni più ‘fluide’, senza nessun tipo di limite, perché ogni essere umano deve trovare il proprio equilibrio interiore, questa è una cosa a cui tengo molto. Io cerco sempre di trasformare il brutto in bello, dò sempre un segnale positivo, in modo che chiunque possa costruire un percorso di ricerca interiore. Ho viaggiato tanto per il mio lavoro e mi piace proporre anche altre culture, come quella orientale che guarda alla nostra esistenza in modo circolare, quando avremo finito questa esperienza materiale la nostra anima continua».

Nel 2021 Rabarama ha partecipato alla 54° Biennale di Venezia con l’opera monumentale “Abbandono” e le sue opere sono state esposte nelle più importanti capitali fra cui Parigi, Firenze, Cannes, Miami, Shangai. Il Museo d’Arte della Biennale di Pechino, lo Sculpture Space di Shangai, il Copelouzos di Atene hanno scelto di acquistare le sue opere e anche il Comune di Reggio Calabria che espone presso il Lungomare Falcomatà tre opere monumentali. Rabarama è alla testa del gruppo di talenti emergenti di Philart, dopo un lungo corso nel panorama internazionale, anche in chiave trasversale con la fortunata collaborazione con Cirque du Soleil.

«Ho sempre amato l’arte fin da bambino, penso che l’arte è qualcosa che differenzia veramente l’essere umano dagli altri esseri viventi – dichiara l’AD di Philart Alberto Lenzi – noi ci siamo proposti di creare qualcosa non solo da ammirare ma che possa servire e Ramarama è perfetta per la nostra visione. Con il suo lavoro, possiamo avvicinare il sociale raccontando valori. C’è un grande team dietro la costruzione della scultura; dopo l’artista c’è chi fa i calchi, l’ingrandimento, chi li dipinge, c’è la fonderia e noi abbiamo scelto le migliori, Venturi a Bologna e altre in Veneto e in Lombardia. L’aspetto industriale è fondamentale per la valorizzazione, l’aumento del prezzo dell’energia per le fonderie è un incremento dei costi; la massimizzazione del risultato è fondamentale per la produzione di queste opere come anche l’aspetto organizzativo. C’è un progetto espositivo che ci sta a cuore, “Erotica”, e nasce proprio da una riflessione sulla violenza sulle donne e sul tragico fraintendimento delle nuove generazioni che pensano che l’erotismo sia you porn; noi sentiamo la responsabilità di parlare dell’erotismo, che da sempre ispira l’Arte, abbiamo prodotto per Rabarama 25 opere e chiamando psicologi e sociologi abbiamo costruito un ‘involucro’ tale da poter coinvolgere le nuove generazioni. Lo abbiamo presentato in Olanda ma non ancora in Italia».

Recensione di Angelina Travaglini
Roma, maggio 2026
Immagini dell’allestimento: Photo Max Pucciariello Courtesy Philart

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RABARAMA. ARMONIE DEL CORPO
1 maggio – 30 giugno 2026
Via Veneto, Roma

Informazioni:
Atelier Rabarama
Via A.Volta 14/a – 35030 Rubano (PD) Italy
tel. +39 049  8702305
www.philart.it