Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva: in mostra il progetto vincitore dell’Italian Council 2024. Opera multimediale, con diario di viaggio, ispirata all’isola-icona, tra attivismo e partecipazione.
Ha radici lontane e non ha mai smesso di vivere e di evolversi, il progetto nato dall’iniziativa di un gruppo di donne e da un processo collettivo avviato nel 2017, basato su un sogno: acquistare l’Isola delle Femmine, a largo di Palermo – attualmente proprietà privata e riserva naturale – attraverso un crowdfunding che coinvolga chiunque si riconosca nel femminile. L’idea guida è quella di comprare l’isola “per lasciarla in pace” e tutelarla, esplorando forme di mutualismo e protezione del bene comune.
Apre giovedì 28 maggio 2026 dalle ore 18.00 presso l’Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva di Palermo la mostra conclusiva del progetto Isola delle Femmine dell’artista Stefania Galegati, a cura di Cristina Alga, realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council (13a edizione, 2024), finalizzato alla promozione internazionale dell’arte contemporanea italiana.
L’opera dell’artista gioca efficacemente sui concetti di distanza e di desiderio: l’isola, vista sempre e solo da lontano, meta turistica o naturale, anelata e osservata, diventa così un dispositivo moltiplicatore di immaginari e di meditazioni propositive.
Al termine del periodo espositivo, che va dal 28 maggio al 28 novembre 2026, l’opera entrerà nelle collezioni della Civica Galleria d’Arte Moderna del Comune di Palermo diventando parte dell’esposizione permanente dell’Ecomuseo.

IL MANIFESTO INFINITO: OLTRE I CONFINI NAZIONALI
Grazie al sostegno dell’Italian Council, il progetto si è sviluppato, nell’arco di oltre un anno, diventando il fulcro di un network internazionale di artisti, attivisti, curatori, persone e cittadini, che ha collegato la città di Palermo a diversi “sud emergenti”, attraverso residenze, workshop, incontri e dibattiti.
In Indonesia (luglio – agosto 2025), l’artista ha svolto un periodo di residenza presso Gudskul e Jatiwangi Art Factory, a Java, durante il quale è iniziata la stesura del Manifesto infinito, che a partire da laboratori pratico teorici collettivi, si sviluppa in diverse forme: stampato su stendardi di stoffa, impresso in piastrelle di terracotta, registrato in un video potenzialmente infinito. La seconda tappa, in Tanzania, a Zanzibar e Dar Es Salaam, (gennaio 2026), ha previsto incontri e attività presso Nafasi Art Space, e la continuazione del Manifesto Infinito con la produzione di una grande tela e la stampa di kanga (abiti tradizionali) su cui sono stati impressi l’immagine dell’isola e nuovi frammenti del testo. A Venezia (luglio 2026), il percorso continuerà presso l’Ocean Space della Fundacion TBA21 dove si svolgerà un incontro dedicato alla narrazione del progetto e alla ricerca sulle isole minori veneziane.
LA MOSTRA A PALERMO
La mostra palermitana all’Ecomuseo presenta l’esito di queste articolate esperienze. Viene esposta un’opera multimediale complessa che include un ologramma, dispositivo che si configura come un’immagine eterea dell’Isola delle Femmine, che gioca ed enfatizza l’idea della “distanza” e del desiderio; il già citato Manifesto infinito del progetto, realizzato in molteplici forme: le serigrafie di Jakarta, le terracotte di Jatiwangi, i kanga stampati a Dar Es Salaam, la grande tela e una scritta site-specific di parti di manifesto nel giardino del museo. E poi il diario di viaggio: un racconto in 4k delle esperienze e degli incontri che si sono svolti in quest’anno di ricerca dedicato ai temi di Isola delle Femmine e durante il quale l’artista e la curatrice sono entrate in contatto con realtà di economia femminile e dell’arte sperimentali, come le Motherbank di Jatiwangi (gruppo di donne impegnate in un progetto di micro-credito) o le coltivatrici di alghe di Pemba. Una parte è anche dedicata all’idea di cercare un’isola senza nome e nominarla Pulau Betina (Isola delle Femmine in indonesiano) aprendo a riflessioni sulle isole e il colonialismo con l’associazione Riwanua di Makassar.
INIZIATIVE CORRELATE
Diverse sono le iniziative legate alla mostra, che proseguiranno fino all’autunno 2026 con un ricco Public Program: un workshop insieme al collettivo HD+ nato a Palermo in seno all’Accademia di Belle Arti (giugno 2026); la prosecuzione della scrittura del Manifesto infinito e la presentazione del progetto nelle isole piccole siciliane per coinvolgere le donne siciliane nella co-scrittura (luglio-agosto 2026); infine, il convivio Our Sea of islands all’Ecomuseo, dedicato ad artivismo e isole post-esotiche (settembre 2026).
L’ECOMUSEO URBANO MARE MEMORIA VIVA
È un centro culturale multidisciplinare che insieme al percorso espositivo audiovisivo offre spazi per residenze, attività educative, eventi, un giardino e un bistrot per favorire relazioni e aggregazione. La sede è ospitata nell’ex deposito Locomotive di Sant’Erasmo – costruito nel 1886 come parte di un complesso ferroviario – suggestivo esempio di archeologia industriale. Il giardino ospita collezioni di piante che raccontano sia il presente botanico che la memoria storica. Il Museo e il suo complesso sono pensati come uno spazio da curare e godere insieme, un luogo in cui sostare, giocare in sicurezza, meditare, imparare a osservare e ascoltare. L’ecomuseo è gestito dall’associazione omonima in partenariato pubblico-privato con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo.
C.S.M.
Fonte: tratto da comunicato stampa 28 aprile 2026
Immagine di copertina: Galegati, Pulau Betina, Workshop at Gudskul, Jakarta, july 2025
screenprinting the manifesto photo credit Nina Shines
STEFANIA GALEGATI. ISOLA DELLE FEMMINE
28 maggio – 28 novembre 2026
Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva
via Messina Marine 14, 90123 Palermo
Tel. +39 371 4118612 / Tel. +39 091 6195136
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