Remo Anzovino firma la colonna sonora del film di Roberto Dordit dedicato al ‘Monument man’ Pasquale Rotondi che salvò dalla distruzione i capolavori dell’arte italiana durante la seconda Guerra mondiale.
Liberamente ispirato alla straordinaria storia di Pasquale Rotondi, l’uomo che sottrasse alla distruzione il patrimonio artistico italiano, rivive nelle sale cinematografiche dal 28 maggio 2026. Accompagna l’uscita il videoclip d’autore del tema principale, realizzato dal regista Roberto Dordit con le immagini originali del film. L’album di Remo Anzovino è disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 22 maggio.

LA COLONNA SONORA DI REMO ANZOVINO
Dopo il recente lavoro firmato per il docufilm dedicato ai 150 anni del Corriere della Sera, Remo Anzovino torna alla composizione per il cinema firmando la colonna sonora del film “I colori della Tempesta”, diretto da Roberto Dordit.
L’album è disponibile dal 22 maggio 2026 su tutte le piattaforme digitali per Decca Italy / Universal Music Italia e rappresenta un nuovo, intenso capitolo nel percorso artistico del compositore friulano, da anni impegnato in una personale ricerca sonora capace di intrecciare musica, memoria, immagini e narrazione civile.
“I colori della Tempesta” è liberamente ispirato alla straordinaria storia di Pasquale Rotondi, il Soprintendente che durante la Seconda Guerra Mondiale contribuì a salvare migliaia di capolavori dell’arte italiana dalle distruzioni e dalle razzie naziste, nascondendoli nelle Marche. Una vicenda poco conosciuta ma decisiva per la conservazione del patrimonio culturale italiano, che nel film di Roberto Dordit prende forma attraverso una narrazione tesa, contemporanea e profondamente emotiva.
In questo contesto, la musica di Remo Anzovino assume un ruolo centrale nella costruzione del racconto cinematografico: una partitura intensa ed evocativa, capace di accompagnare il senso di urgenza, il coraggio silenzioso e la dimensione umana della storia di Rotondi.
«Non conoscevo la figura di Pasquale Rotondi. Questo film mi ha profondamente emozionato sin dalla lettura della sceneggiatura, prima che iniziassero le riprese», racconta Remo Anzovino. «Con Roberto Dordit si è instaurata immediatamente una forte sintonia poiché era evidente che nel suo progetto la musica avrebbe avuto un ruolo importante. È una partitura sgorgata dal cuore, per un eroe italiano dimenticato come Rotondi».
Ad accompagnare l’uscita dell’album è pubblicato anche il videoclip d’autore “I colori della Tempesta”, costruito sul tema principale della colonna sonora nella sua versione piano solo. Il video è stato realizzato dallo stesso Roberto Dordit, che ha curato personalmente il montaggio delle immagini originali del film in dialogo con la musica composta da Anzovino.
La colonna sonora vede Remo Anzovino al pianoforte insieme a Lucia Clonfero al violino e Chiara Trentin al violoncello e violoncello elettrico a 6 corde. Le registrazioni, il mix e il mastering sono stati realizzati da Francesco Blasig presso East Land Recording Studio di Cormons (GO).
È pubblicato da Casa Ricordi e Hal Leonard lo spartito ufficiale del tema principale “I colori della tempesta”, nella sua versione per pianoforte solo: un brano intenso e lirico che restituisce in musica l’anima del film e la memoria di una delle più straordinarie operazioni di salvataggio artistico del Novecento.
TRACKLIST
1. Le mani sull’arte 2. Arrivo a Urbino 3. I colori della tempesta 4. Zea e Pasquale 5. Lotta contro il tempo 6. Misteri della tempesta 7. A costo della vita 8. Sono dietro 9. Operazione salvataggio 10. L’arte è di tutti 11. Un eroe italiano 12. I colori della tempesta (piano solo) 13. I colori della tempesta (excerpt)

IL FILM
I COLORI DELLA TEMPESTA
Liberamente ispirato alla storia vera di Pasquale Rotondi, una produzione Qualytifilm in collaborazione con RAI Cinema, in coproduzione con Staragara (Slovenia). Regia di Roberto Dordit. Con Simone Liberati, Antonio De Matteo, Lia Grieco, Victor Carlo Vitale.
Da maggio al cinema con RS Productions. Realizzato con il contributo del MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e della Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission.
SINOSSI
Chi sono i “monument men” italiani, quelli che hanno salvato le opere d’arte durante la seconda guerra mondiale? a dispetto dell’immenso patrimonio sono pochi, in gran parte giovani. il più rappresentativo è Pasquale Rotondi, un eroe oggi quasi sconosciuto che salvò circa 10.000 opere, tra cui La tempesta, enigmatica opera di Giorgione, e la Cena di Emmaus di Caravaggio dai bombardamenti e dalle razzìe tedesche.
Operazione salvataggio, organizzata dal ministro dell’educazione Bottai nel 1939, affida al giovane Soprintendente delle Marche l’incarico di nascondere nel Montefeltro, durante la seconda Guerra mondiale, tutte le opere d’arte più importanti.
Dopo aver setacciato il territorio, Pasquale Rotondi individua nella Rocca di Sassocorvaro e nel Palazzo dei Principi di Carpegna i nascondigli ideali. Talmente perfetti che in quei forzieri arrivano i tesori marchigiani, ma anche quelli di Venezia, di Milano, di Roma per essere protetti dai bombardamenti.
Dopo l’8 settembre 1943 il Ministero non esiste più: verrà trasferito al nord, sotto la Repubblica Sociale, mentre Bottai sarà ricercato dai tedeschi per essere giustiziato.
Il famigerato Kunstschutz, un reparto comandato dalle SS, ha l’incarico di trafugare anche in Italia le opere richieste da Hitler e da Göring. Pasquale Rotondi si ritrova solo, senza mezzi e senza autorità per difendere le opere dalle razzìe tedesche. Gli unici ad aiutarlo sono sua moglie Zea e l’autista Augusto, più qualche custode e Carabiniere, a presidiare il più grande concentramento di opere d’arte mai accumulato in secoli di storia.
NOTE DI REGIA DI ROBERTO DORDIT
Il film, pur raccontando eventi accaduti oltre ottant’anni fa, riesce a mantenere una forte attualità, rivolgendosi in particolare ai giovani e spingendoli a riflettere su cosa farebbero in una situazione simile. La narrazione è scandita da un ritmo incalzante, che trasmette la sensazione di un tempo limitato per prendere decisioni, quasi come un conto alla rovescia verso un possibile disastro. Un metronomo invisibile sembra scandire le azioni dei personaggi, in particolare di Rotondi, costretto a escogitare mille precauzioni per affrontare i pericoli e compiere le scelte giuste.
Il montaggio parallelo crea una sorta di “imbuto emotivo”, che fa convergere le tensioni accumulate nella storia, amplificando il coinvolgimento dello spettatore.
Tutto il film, adotta un linguaggio visivo moderno, con una messinscena dinamica e “sporca”, caratterizzata da un ampio uso della macchina a mano e dalla riduzione delle inquadrature statiche e descrittive. I dialoghi e le situazioni sono girati come se stessero accadendo nel presente, per rafforzare la vicinanza con il pubblico contemporaneo.
La colonna sonora, con musiche originali di Anzovino, e la struttura narrativa alternata contribuiscono a dare al film un ritmo da thriller, rendendolo ancora più immersivo. Il cast offre una recitazione improntata al realismo, evitando ogni eccesso di teatralità.
C.S.M.
Tratto da comunicati stampa 22 maggio 2026
(notizia pubblicata a titolo gratuito, senza alcun concambio)
Videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=RjhhxCm_Pm0

