Palazzo Strozzi: nuove opere realizzate appositamente da una delle voci più originali della scultura contemporanea. Una riflessione stratificata tra storia dell’arte, mitologia e letteratura dantesca.
Jean-Marie Appriou presenta un progetto espositivo site-specific composto da una serie di nuove opere. Attraverso una pratica fortemente tattile, le opere di Appriou danno forma a figure umane, animali e creature ibride che sembrano emergere da uno stato di continua metamorfosi, collegando corpo e spirito, materia e idea, sacro e profano. Cavalli, serpenti, imbarcazioni, fuochi e corpi intrecciati abitano spazi in cui opposti apparentemente inconciliabili convivono in una tensione costante: umano e mostruoso, spirituale e terreno, oscurità e luce. Nulla appare stabile o definitivo.
A Firenze, Fondazione Palazzo Strozzi presenta “Canto infinito”, mostra personale di Jean-Marie Appriou per il Project Space di Palazzo Strozzi, spazio dedicato a progetti site specific di artisti delle più recenti generazioni. A cura di Arturo Galansino, il progetto espositivo, dal 22 maggio al 23 agosto 2026, riunisce un gruppo di nuove opere dell’artista francese, proponendo un ampio sguardo sul suo lavoro, che oggi si pone come una delle voci più originali nella ridefinizione dell’idea di scultura nell’arte contemporanea.

Il lavoro di Jean-Marie Appriou (Brest, Francia, 1986, vive e lavora a Parigi) è caratterizzato da un approccio sperimentale nell’utilizzo di materiali, come alluminio, bronzo, vetro, argilla e cera. Attraverso una pratica fortemente tattile, l’artista modella figure che si inseriscono in un territorio ambiguo tra l’umano, l’animale e il vegetale. I riferimenti iconografici attingono alle mitologie arcaiche, alla fantascienza e alla cultura contemporanea: cavalli, serpenti, creature marine ed esseri ibridi popolano un universo simbolico, in cui le forme sembrano sospese tra terra e acqua, oscurità e luce, permanenza e mutamento. Spesso monumentali per le loro dimensioni, le sculture di Appriou instaurano un rapporto intimo con chi le osserva, trasmettendo un senso di prossimità che ne accentua la presenza enigmatica e talvolta perturbante.
Il titolo della mostra, Canto infinito, evoca l’idea di un flusso continuo senza inizio né fine, suggerendo una dimensione in cui tempo, materia e immaginazione sono in costante trasformazione. Concepite come tappe di un percorso, le opere in mostra richiamano l’eredità della Divina Commedia come orizzonte culturale e simbolico. Come nel poema dantesco, Canto infinito suggerisce un movimento attraverso diversi stati dell’essere in cui trasformazione, soglia e metamorfosi diventano principi formativi delle stesse opere. il viaggio diventa così metafora di attraversamento e conoscenza, ma allo stesso tempo uno strumento per interrogare il presente, le sue inquietudini e le sue possibilità di mutazione.
Il lavoro di Appriou dialoga inoltre con una più ampia costellazione di fonti letterarie e mitologiche, che emergono non come riferimenti fissi, ma come presenze incarnate nella materia scultorea e integrate in una sequenza spaziale. Le sue figure non illustrano storie, ma suggeriscono momenti di passaggio e transizione.
Una narrazione continua e circolare, che genera un sistema aperto di relazioni e possibilità interpretative, un’esperienza al tempo stesso immersive e contemplativa, in cui scultura, letteratura e mitologia si intrecciano in una riflessione più ampia sulla storia dell’arte, priva di un inizio o di una fine definiti.
Il percorso espositivo si sviluppa come una sequenza di incontri in cui la scultura diventa uno spazio che conserva i segni del proprio processo creativo e il suo significato rimane aperto all’interpretazione. Senza imporre un’unica chiave di lettura, il progetto invita i visitatori ad attraversare un mondo in cui elementi opposti tra loro, come corpo e spirito, passato e futuro, visibile e invisibile, si uniscono in una tensione dinamica, creando un’esperienza al tempo stesso sensoriale e contemplativa.
IN CONTEMPORANEA A PALAZZO STROZZI
La mostra “Rothko a Firenze”, dedicata a uno dei più grandi maestri dell’arte del Novecento, è aperta fino al 23 agosto 2026 Vedi qui
C.S.M.F.
Fonte: tratto da comunicato stampa 21 maggio 2026
JEAN-MARIE APPRIOU. CANTO INFINITO
22 maggio – 2 agosto 2026
Palazzo Strozzi, Project Space
Piazza Strozzi – 50123 Firenze
T. +39 055 2645155
www.palazzostrozzi.org
https://www.facebook.com/palazzostrozzi
https://www.instagram.com/palazzostrozzi

