Cortile dell’Archiginnasio e Santa Cristina della Fondazza: 13 concerti nelle due rassegne di musica sotto le stelle, dalla classica al contemporaneo, dalla lirica al jazz.

Il dialogo musicale tra classica e jazz, tra lirica e classica moderna, tra stili e composizioni contemporanee, trova artisti di chiara fama e promesse in ascesa ad interpretare le più belle pagine della grande musica, nei 13 concerti in programma a pianofortissimo&Talenti 2026dal 9 giugno al 13 luglio, nel Cortile dell’Archiginnasio di Bologna, per la rinnovata collaborazione tra Inedita e Bologna Festival.

pianofortissimo&Talenti fa parte di Bologna Estate 2026, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.



PIANOFORTISSIMO XIV EDIZIONE 2026 
Cortile dell’Archiginnasio ore 21 

La 14a edizione di pianofortissimo 2026 trova slancio e espressione in otto concerti in programma, brillante contrappunto d’insieme tra virtuosi del piano e giovani fuoriclasse affermatisi in importanti competizioni europee e non solo, che consente di apprezzare tra l’altro il ponte tra generazioni diverse, il valore e lo stile negli apporti artistici del presente e i tesori del pianismo di domani.

Chiamata ad inaugurare la rassegna 2026, il 9 giugno, è la ventenne Sofia Donato, rivelazione nata e fiorita sotto le Due Torri e che riflette una raffinata personalità; lo stile e la tecnica rigorosa affiorano nelle sue esibizioni, doti che la rendono una delle interpreti più promettenti della sua generazione e che l’hanno portata ad essere la prescelta  a dare prova dì se’ alla presenza di Evgeny Kissin il 30 marzo 2025, nell’ambito dell’ “Incontro col Maestro” promosso da Bologna Festival, Musica Insieme e dall’Accademia di Imola. Si è distinta in importanti concorsi in Italia e all’estero e nel 2023 è uscito il suo primo CD “Recital”. Nel suo debutto a pianofortissimo l’ascoltiamo nella Terza Partita di Johann Sebastian Bach, la Fantasia op. 49 di Chopin e la grandiosa Humoreske op. 20 di Robert Schumann.

“Il pianoforte a vela” è il titolo sognante del concerto-spettacolo dell’11 giugno dal contenuto gioioso ispirato all’omaggio a due grandi autori per l’infanzia e al loro lascito culturale, educativo e morale, il pianista e compositore Remo Vinciguerra e Gianni Rodari, scrittore dei bambini, poeta e pedagogista. A mettere le ali alle loro ispirazioni sono due eccellenze artistiche della scena contemporanea, Alberto Nosè, al pianoforte, tra i più accreditati pianisti della sua generazione a livello internazionale e Lella Costa, attrice, scrittrice e umorista, amata dal vasto pubblico televisivo e cinematografico. 
Lo spettacolo viene riproposto venerdì 12 giugno, alle 21, nell’area archeologica etrusca di Marzabotto dove anche la bellezza naturalistica e il potere della storia antica hanno un loro ruolo.

Il 18 giugno segna il debutto a Bologna il 26enne canadese Jaeden Izik-Dzurko, al momento uno dei giovani pianisti più in vista del panorama internazionale. Un percorso artistico culminato negli anni con il conferimento del Borletti–Buitoni Trust Fellowship nel 2024 e culminato nello stesso anno con il Primo Premio al Leeds International Piano Competition. Primo strumentista canadese a ricevere il Grand Prize Laureate al Concours Musical International de Montréal, lo vediamo impegnato in questo 2026 in importanti debutti nelle sale da concerto internazionali più prestigiose. Eccezionali la sua maturità, l’immaginazione, la rilevante padronanza tecnica che sanno catturare l’attenzione del pubblico. Esegue una selezione dei Preludi di Scriabin, la Fantasia op. 17 di Schumann, una selezione dei Preludi op. 23 di Rachmaninov e il celeberrimo Preludio Corale e Fuga di César Franck.

Giovedì 25 giugno debutto assoluto in recital a Bologna per Andrea Vanzo, pianista, compositore, produttore musicale, nato nel 1989 a Sadurano (BO) nell’incanto paesaggistico dell’Appennino tosco-emiliano, fonte inesauribile d’ispirazione prevalente nella sua poetica dove il richiamo della natura è ricco di suggestioni e pura bellezza. Laureato al Conservatorio G.B.Martini di Bologna, perfezionatosi a Roma e Milano, oggi la sua modern classical lo pone tra i più interessanti interpreti di questo genere musicale e sa conquistare il consenso di milioni di follower in tutto il mondo, mentre il sold out segna i suoi happenning europei e le tournée internazionali. A Bologna è in programma “Intimacy Vol.2”.

Il 2 luglio c’è il concerto straordinario che vede esibirsi uno tra i più affermati interpreti chopiniani del momento, il Maestro Cristiano Burato, al suo debutto a Bologna in un programma straordinario: l’integrale dei 21 Valzer di Fryderyk Chopin. Tutto quanto in questa data ha un particolare significato: l’interprete, Cristiano Burato, 58 anni, si è diplomato al Conservatorio di Mantova con lode e menzione d’onore, sotto la guida di Rinaldo Rossi (allievo di Arturo Benedetti Michelangeli) al quale deve la formazione artistica. La sua carriera è costellata da successi internazionali nelle sale più prestigiose, ha registrato per RAI, BBC, Radio France e molte case discografiche. Per meriti artistici è stato premiato dal Presidente della Repubblica Italiana.
Il programma di impareggiabile fascino, di rivela anche un momento di raro ascolto in un concerto. Infatti l’esecuzione integrale dei 21 Valzer di Chopin comprende anche il Valzer in la minore, risalente al periodo 1830-1835, ritrovato in un manoscritto da Robinson McClellan nel fondo Arthur Satz della Morgan Library&Museum di New York.

Come ogni anno il 7 luglio il grande Jazz impone il timbro musicale del concerto. In arrivo A Bu, nato a Pechino nel 1999, pianista e compositore, rappresenta per il jazz quello che il famoso connazionale Lang Lang significa per la classica. Bambino prodigio a 4 anni, a 13 è lo stesso Chick Corea a volerlo sul palco insieme a lui. Il suo primo album esce in questa occasione. Allievo della migliore accademia musicale, la Juilliard di New York, ha al suo attivo partecipazioni ai più importanti festival internazionali, tra cui il Montreux Jazz Festival e l’Umbria Jazz. Come compositore si ispira a modelli preferiti quali Michel Petrucciani e Keith Jarrett. Michel Camilo, vincitore di Grammy Award, dice di lui: «È sempre un brivido personale trovare una voce fresca all’interno del panorama jazz. A Bu non è solo un pianista jazz altamente creativo e abile, ma anche un compositore di talento».

Il concerto di chiusura del 9 luglio accoglie per la prima volta a Bologna la ventenne moscovita Maya Oganyan, di origine armena, dotata di brillanti doti tecniche e una rara fantasia musicale. Una sua prerogativa è la forte personalità già molto netta e autorevole, nonostante la giovane età. Di lei ha recentemente scritto il Maestro Roberto Prosseda: «Maya è uno dei più grandi talenti pianistici che io conosca. Ciò che la distingue da molti altri giovani pianisti è la sua forte personalità, già molto chiara e autorevole, nonostante la giovane età. Possiede un bagaglio tecnico molto completo, che le permette di affrontare anche pagine di alto virtuosismo con grande raffinatezza e sicurezza. Sono certo che nei prossimi anni Maya Oganyan diventerà uno dei nomi di punta del mondo del pianoforte». Al suo debutto a pianofortissimo propone un programma affascinante che include tre Preludi e L’Isle Joyeuse di Debussy, la Seconda e la Nona Sonata di Scriabin, la Fantasia op. 49, il Notturno op. 48 n.1 e il terzo Scherzo di Chopin.


TALENTI DI BOLOGNA FESTIVAL 
Archiginnasio | Santa Cristina della Fondazza

La rassegna Talenti promossa nell’ambito di Bologna Festival si propone come un percorso dedicato alle nuove generazioni di interpreti, chiamate a confrontarsi con alcuni dei momenti più significativi della tradizione musicale europea, dal classicismo al contemporaneo. 
Ospitata quest’anno negli spazi dell’Archiginnasio e di Santa Cristina della Fondazza, luoghi tra i più significativi e di grande valore artistico e culturale della città felsinea, la manifestazione unisce la valorizzazione del patrimonio storico-musicale a uno sguardo rivolto al futuro, mettendo al centro giovani artisti che si stanno affacciando alla scena concertistica internazionale, alcuni dei quali 
Il cartellone attraversa generi e linguaggi diversi: il quartetto d’archi, il melodramma, il recital violinistico e la musica da camera diventano prospettive complementari di una riflessione sul rapporto tra scrittura musicale, interpretazione e presenza scenica. Dai quartetti di Mozart e Beethoven interpretati dal Doré Quartet, fino alle sonorità contemporanee di Golijov, la rassegna evidenzia l’evoluzione della musica europea come continuo dialogo tra tradizione e innovazione. 

L’apertura del 15 giugno è affidata al Dorè Quartet, formazione nata nel 2021, che accosta il Quartetto KV 387 di Wolfgang Amadeus Mozart, primo dei quartetti dedicati a Haydn e momento decisivo della maturità mozartiana, al secondo dei Quartetti “Razumovskij” di Ludwig Van Beethoven, dove la scrittura cameristica acquista una nuova ampiezza formale e drammatica. A completare il programma è Tenebrae di Osvaldo Golijov, pagina sospesa fra memoria liturgica, ricerca timbrica e tensione spirituale. 

Il 23 giugno tre giovani cantanti lirici – il soprano Alessandra Rizzini, il tenore Ling Nie e il baritono Tomohiro Nomachi – sono i protagonisti del tradizionale appuntamento operistico realizzato in collaborazione con l’Accademia Lirico Interpretativa Maria Callas. Accompagnati al pianoforte da Marco Belluzzi, propongono un percorso tra arie, duetti e terzetti che dal Belcanto, dalla teatralità di Mozart e Donizetti, conduce al melodramma ottocentesco di Verdi e Gounod.

Il 30 giugno il pianista Daniele Martinelli, classe 2004, debutta a Bologna affrontando due capisaldi della letteratura per pianoforte e orchestra a cavallo tra Sette e Ottocento: il Concerto n. 25 in do maggiore KV 503 di Mozart e il Concerto n. 3 in do minore op. 37 di Beethoven. Il giovane pianista, diplomato a Bergamo, ha vinto l’ultima edizione, a novembre 2025, del Premio Venezia i cui finalisti sono tradizionalmente destinati a solide carriere internazionali. Sul podio, Tommaso Ussardi, presidente e direttore musicale dell’Orchestra Senzaspine, apre il concerto sulle note dell’Ouverture del Così fa tutte di Mozart. L’Orchestra Senzaspine è riconosciuta dal MiC come prima Orchestra Territoriale dell’Emilia-Romagna e il concerto nasce dalla volontà di Bologna Festival di promuovere sinergie e collaborazioni tra le istituzioni culturali del territorio.

Il 6 luglio l’appuntamento è con il Trio Rinaldo – formato da Leonardo Ricci al violino, Rebecca Ciogli al violoncello e Lorenzo Rossi al pianoforte – una delle realtà cameristiche emergenti più interessanti della scena italiana, premiato come “Miglior Ensemble Emergente” al Premio Abbiati 2025. Per il debutto a Bologna Festival la giovane formazione propone un programma interamente dedicato ad Antonín Dvořák, del quale esegue il Trio n. 1 in si bemolle maggiore op. 21 e il Trio n. 4 in mi minore op. 90 “Dumky”, due opere che racchiudono i tratti più caratteristici del compositore ceco: il dialogo tra tradizione classico-romantica e suggestioni popolari slave, tra energia ritmica e intensa cantabilità lirica. 

Vincitore del Premio Paganini 2025, il 13 luglio arriva al Bologna Festival il violinista Aozhe Zhang – insieme alla pianista Valentina Messa – con un programma che attraversa tre secoli di repertorio per violino e pianoforte, seguendo l’evoluzione del dialogo tra i due strumenti dal classicismo al Novecento. Nato a Hefei nel 2008, Zhang ha iniziato lo studio del violino a quattro anni e si è rapidamente imposto all’attenzione internazionale.

Il concerto di Zhang si apre con la Sonata in la maggiore KV 305 di Wolfgang Amadeus Mozart, esempio dell’equilibrio e della trasparenza della scrittura cameristica settecentesca, per poi approdare alla Sonata n. 9 in la maggiore op. 47 “a Kreutzer” di Ludwig Van Beethoven, pagina che amplia la dimensione della sonata fino a conferirle un respiro quasi concertistico. Il percorso prosegue con la Sonata n. 2 in re maggiore op. 94bis di Prokof’ev, composta per David Oistrakh, in cui il linguaggio novecentesco conserva una chiara impronta melodica e classicheggiante.
In chiusura, Zhang rende omaggio a Paganini con I palpiti op. 13, variazioni sull’aria “Di tanti palpiti” dal Tancredi di Gioachino Rossini, opera che sintetizza la ricerca virtuosistica e l’espansione delle possibilità espressive del violino perseguita dal compositore genovese.

C.S.m.
Forte: da comunicato stampa 26 maggio 2026
Immagine: Dino Russo – Archivio Inedita per la Cultura

PIANOFORTISSIMO E TALENTI
9 giugno – 13 luglio 2026

Biglietti Pianofortissimo & Talenti 2026
Bologna Welcome Piazza Maggiore 1/E tel. 051 6583111
Online su Vivaticket e al desk in ingresso la sera stessa del concerto a partire da 1 ora prima dell’inizio.

Contatti Inedita per la Cultura:
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